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giovedì 15 ottobre 2020

 


Il MAIE e i suoi millantamenti: Casa d’Italia di Juiz de Fora

Sulla base del Twitter dell'onorevole Merlo di data 13 ottobre, pochissime parole che citiamo: “Siamo appena riusciti a sospendere la vendita della casa d'Italia di Juiz de Fora”, la squadra del MAIE di Santo Domingo ha costruito castelli e hanno insultato i responsabili secondo loro di presunte fake news. Anche il giornale Italiachiamaitalia con un articolo a firma di Andrea Di Bella ha esultato: i meriti sarebbero come al solito di Ricardo Merlo e “meno male che c’è”. Sorge il sospetto però che si tratti dell'ennesimo millantamento del partito dei “furbi” o “vivos”, un complimento in Argentina.

Di fatto la situazione è molto più complessa. INNANZITUTTO MERLO È A CASA SUA IN QUARANTENA PER CUI IL SUO INTERVENTO A FAVORE DELL’INIZIATIVA DI EVITARE LA PROCEDURA DI VENDITA DELLA CASA D’ITALIA APPARE IMPROBABILE. In secondo luogo l'ex deputato e coordinatore generale del Sudamerica per il PD, Fabio Porta, ha incontrato personalmente a Roma la viceministro del MAECI Marina Sereni con la quale ha affrontato il tema.

L'ex deputato PD Fabio Porta


Inoltre, i connazionali residenti nella cittadina brasiliana si sono rivolti anche alle autorità locali e il caso, un vero e proprio scippo di stato, rischia di trasformarsi in un conflitto diplomatico tra i due paesi. Ricordiamo che l’immobile è stato costruito a spese della comunità italiana del posto 81 anni fa ed è stato trasferito in proprietà al consolato di Belo Horizonte per preservarne la destinazione d’uso.

In ultimo ma non per importanza, si è ottenuta una sospensione “provvisoria” dell’asta, ma i termini per lo sfratto notificato il 30 settembre continuano a decorrere.