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domenica 27 gennaio 2019

Repubblica Dominicana: il paese latinoamericano con il maggior numero di riforme costituzionali.



Si parla sempre più spesso di nuova riforma costituzionale in vista delle elezioni del 2020. Questa ennesima riforma consentirebbe a Danilo Medina di aspirare a un terzo mandato. Le manovre per ottenere le maggioranze necessarie sono già in atto e tanti parlamentari sembrano disposti a votare anche contro la posizione del loro partito. Si saprà di certo cosa intende fare l’attuale presidente nel prossimo mese di marzo quando secondo sue dichiarazioni si pronuncerà al riguardo. Intanto vediamo come stanno le cose con le modifiche costituzionali nella Repubblica Dominicana, dove addirittura si festeggia ogni anno il 6 novembre il giorno della Costituzione. Formalmente questa viene rispettata, di fatto subisce spessissimo delle modifiche che la mettono sul piano di ogni altra legge dello stato.
La Repubblica Dominicana occupa il primo posto tra i paesi dell'America Latina con più riforme costituzionali, a partire dalla sua indipendenza nel 1844, quando venne approvata la prima costituzione.
Uno studio comparativo dimostra che la Repubblica Dominicana ha approvato 39 riforme costituzionali e che, a questo riguardo, occupa il primo posto tra i paesi latinoamericani, seguita dal Venezuela con 26, e da Haiti con 24.
Questo studio indica che nella Repubblica Dominicana la costituzione è stata modificata in media ogni 4,1 anni.
La classifica in funzione del numero delle riforme prosegue con Ecuador, che ne ha avuto 20; Bolivia, 16; El Salvador e Honduras, 14 ciascuno; Perù,12; Cile e Colombia, 10 ciascuno; Guatemala e Costa Rica, 9; Uruguay, Brasile e Messico, 7 ciascuno; Paraguay e Argentina, 6, e Panama, 4.
Lo studio precisa che in base all'analisi del Forum mondiale (FEM), si verifica di solito che quanto maggiore è il numero delle riforme costituzionali, più alta è la correlazione con indicatori di instabilità politica ed economica di una nazione.
Riforme recenti
Negli ultimi sette anni, la costituzione dominicana è stata riformata due volte. La più recente ha avuto luogo il 12 giugno del 2015 per ristabilire la rielezione presidenziale, consentendo la ricandidatura dell'attuale presidente Danilo Medina. È stato modificato soltanto l'articolo 124 della costituzione, che vietava la rielezione presidenziale, il che ha provocato la reazione negativa da parte di numerosi settori del paese.
Riforma del 2010
La più ampia riforma è quella del 2010, che include un elenco di diritti fondamentali e meccanismi per la tutela degli stessi. Quella costituzione, approvata il 26 gennaio di quell'anno, creò nuove giurisdizioni e due alte corti: la corte costituzionale e la suprema corte elettorale, oltre all'inclusione nella costituzione del Defensor del Pueblo (letteralmente "difensore del popolo").
La Costituzione del 2010 vietò la rielezione presidenziale, che era stata ripristinata nel 2002 per consentire all'allora presidente, Hipolito Mejia, di ricandidarsi alle elezioni del 2004, vinte però da Leonel Fernandez.

sabato 26 gennaio 2019

Magistratura inquirente: differenze tra la Repubblica Dominicana e l'Italia



Di recente abbiamo visto che la Procura della Repubblica di Santo Domingo ha provveduto all'arresto di diversi esponenti politici. Da molti connazionali questa misura che rientra in un contesto di corruzione scandalosa è stata salutata con entusiasmo. Sicuramente ai più fa piacere di vedere che i corrotti vengano puniti. Si tratterebbe poi di una novità, non era mai accaduto prima.
C'è da dire, però, che nella Repubblica Dominicana la figura del magistrato inquirente non appartiene al potere giudiziario e non gode quindi dell’indipendenza a questo garantita all’interno del sistema democratico. La magistratura inquirente è legata al potere esecutivo, a cui compete tra l’altro il mantenimento dell’ordine pubblico. I suoi integranti vengono nominati dal governo e possono da questo in ogni tempo essere destituiti. Si tratta del resto di laureati in legge militanti del partito di governo. Quando a un partito subentra un altro al governo, i pubblici ministeri vengono immediatamente rimossi e sostituiti con altri laureati in legge militanti nel nuovo partito.
La democrazia così come è stata concepita dagli enciclopedisti francesi verso la metà del ‘700  prevede nel suo sistema tre poteri indipendenti tra di loro: il potere esecutivo, il potere legislativo e il potere giudiziario. I primi due vengono esercitati da persone elette dal popolo. Nel potere giudiziario invece i giudici non vengono eletti ma vengono assunti a seguito di concorso ed esercitano la loro attività in totale indipendenza come carriera.
Il potere giudiziario non indaga ma decide secondo il sistema all'origine della democrazia. Nella Repubblica Dominicana abbiamo quindi una magistratura inquirente i cui membri vengono nominati direttamente dal governo nei confronti del quale anche rispondono. Risulta difficile o addirittura impossibile che un magistrato inquirente vada contro gli interessi del suo datore di lavoro. Ed è per questo motivo che l'azione penale nei confronti dei membri del partito di governo sia così poco frequente.
In Italia invece la magistratura inquirente appartiene al potere giudiziario e quindi gode dell’indipendenza di cui godono i  magistrati giudicanti. È pertanto possibile per loro in ogni tempo indagare sull'operato dei politici di qualunque partito, anche di quello di governo, l'imputazione di reato, il loro arresto eventuale ecc. Sono cose che capitano in Italia ogni giorno dai tempi di Mani Pulite.
Non mi sembra comunque che in Italia ci sia meno corruzione che nella Repubblica Dominicana. E se il risultato in questo senso non è stato raggiunto sì è però venuta a creare una situazione in cui i governanti sono condizionati dai pubblici ministeri. Su di loro incombe la spada di Damocle dell’avviso di garanzia. Teniamo poi presente che di fatto la pena non sta nella sentenza, ma nel processo, così almeno dicono gli avvocati. Il potere dei pubblici ministeri è quindi notevole, un avviso di garanzia, è una vera e propria sassata in testa, indipendentemente dall’esito del processo, che comunque si protrae sempre per lungo tempo.
I pubblici ministeri poi non di rado finiscono per approfittare di tutto questo potere per diventare a loro volta degli importanti e riconosciuti personaggi pubblici.
L’indipendenza della magistratura inquirente equivale quindi a dare a uno dei tre poteri dello Stato, al potere giudiziario, proprio a quello che non proviene dalla volontà del popolo espressa nelle elezioni politiche, il sopravvento sugli altri due poteri. L’equilibrio dei tre poteri del sistema democratico viene così meno e a scapito degli elettori.
Penso che tutto sommato sia preferibile l’assoggettamento della magistratura inquirente al potere esecutivo. In fondo se qualcuno deve rubare e deve approfittare della sua posizione per trarre un beneficio economico, è meglio che questo qualcuno sia uno che  è stato eletto dal popolo e non uno che svolge una carriera. Del resto anche nei rapporti umani vale il principio che se si origina un vuoto, questo viene riempito per cui se un presunto ladro viene messo da parte a questo subentra un altro ladro, questa volta però magari al di sopra di ogni sospetto…

venerdì 25 gennaio 2019

Arriva a Las Americas da Milano e muore insieme al figlio in un incidente automobilistico sulla strada verso Montecristi


Una giovane donna e suo figlio di un anno arrivati dall'Italia oggi hanno trovato ad attenderli in aeroporto alcuni parenti partiti da Montecristi.
283 km di strada, un viaggio di circa 5 ore, più della metà della durata del volo da Milano e, per chi partiva da Montecristi, il doppio, oltre 10 ore di guida su strade pericolose.
Madre e figlio sono stati raccolti all’aeroporto internazionale Las Americas. La ripartenza per la città della Linea Noroeste è stata immediata.
Sfortunatamente, attraversando il centro urbano di Mao, provincia di Valverde, il conducente del veicolo che guidava a velocità sostenuta ha perso il controllo della macchina e non ha potuto evitare il fatale incidente.
Telly Arlette Lucia Rodriguez 35enne di San Fernando de Montecristi è deceduta sul colpo insieme al figlio di un anno e otto mesi. Proveniva da Milano dove abitava con suo marito Elio Ronzoni 60enne di Seregno.
Alta velocità, stanchezza del conducente, i fumi dell’alcol, una disattenzione imboccando una curva, una frenata estemporanea, gomme lisce, fondo strada bagnato, slittamento e quattro vite stroncate. Ci vuole poco perché succeda l'irreparabile.
Ma in queste disgrazie c’è sempre un seguito: il furto da parte dei “soccorritori” di tutto quanto si trovava all’interno dell’abitacolo, addosso alle vittime e nel baule. Tre valigie, uno zaino, una borsa, tre smartphone versioni recentissime, tutti i soldi in contanti. La signora Telly portava con sé una non precisata somma di euro.
Intanto Elio Ronzoni piange a Milano la perdita dei più grandi amori della sua vita.

Tensione in Venezuela, due presidenti si contendono i riconoscimenti internazionali




Due presidenti in uno stesso paese. Mancava solo questo nel repertorio delle cose strane di cui sono stato testimone nella mia vita. Il dittatore e il democratico. Una guerra civile che sta per iniziare. Chi è il vero presidente? Chi tira le fila del potere o chi si proclama nella piazza? 
Per la guerra civile non c’è spazio, l’esercito venezuelano è rimasto al fianco di Maduro e non c’è tempo per organizzare una guerriglia. Neanche un’invasione del gendarme internazionale USA sembra proponibile. I russi hanno iniziato già a lanciare avvertimenti. 
Sedici paesi del continente americano hanno riconosciuto il presidente nominato dal congresso Guaido. Al "La" degli Stati Uniti si sono prontamente adeguati. Il direttore d’orchestra non scherza e le sue sanzioni bacchettano chi stona. 
Nel resto del mondo le reazioni non sono state così immediate. A chi verrebbe in mente di riconoscere un presidente mentre un altro è in carica? 
Tra quelli che sono rimasti al fianco di Maduro c’è anche Erdogan. Speriamo che il venezuelano non segua l’esempio del turco. A quanto pare non ne è intenzionato perché altrimenti Guaido non sarebbe a piedi libero proclamando la sua presidenza. Questo è poco ma sicuro! 
Intanto la CNN pubblica video con una marea di gente sulle strade che ricordano i fatti del 2017. E le ONG annunciano decine di morti a seguito della repressione dei chavisti. Il tutto rientra nel copione del colpo di stato da piazza, già riuscito bene altrove. 
E l’Italia? Beh a occhio e croce non dovrebbe riconoscere questo presidente auto proclamato. Anche perché basta avere un po’ di buon senso per capire che così facendo si favorisce una guerra civile.
Intanto gli USA stanno già inviando a Juan Guaido 20 milioni di dollari. Una notizia interessante. La domanda che ci si pone è come faranno a farglieli arrivare? Per bonifico bancario? Impossibile. Con una valigetta che ha superato la dogana? Non si può! Con un pacco lanciato dall’aria da un aereo? Chissà! L’importante comunque è che si parli di soldi.
Maduro ha rotto le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, ha dato 72 ore di tempo perché il corpo diplomatico USA abbandoni il territorio e ha richiamato il suo di stanza negli USA.
Trump ha ordinato ai suoi di non andare via. 
Quando Maduro li obbligherà ad abbandonare il paese avremo finalmente un casus belli alla romana (dell’antica Roma). 
Questa situazione caotica e pericolosa ci tocca abbastanza da vicino. In fondo distiamo un tiro di schioppo dalle coste venezuelane.
Speriamo che Dio ce la mandi buona!

mercoledì 23 gennaio 2019

Il rischiatutto dei tropici



Rischiatutto era un programma televisivo italiano diretto da Mike Bongiorno tanti anni fa. Nei tropici invece è l’attività delle mule o corrieri della droga. Con frequenza ne beccano qualcuno che si presta a questo trasporto del “o la va o la spacca”.
C’è chi nasconde la droga nei bagagli e non supera i controlli a causa dei cani e dei raggi x. C’è chi se la porta addosso con scarse probabilità di successo e chi la inghiottisce in sacchetti di plastica e che talvolta, se non ci sono scoppi sfortunati, la fa anche franca.
Ieri all’aeroporto di La Romana a una giovane 26enne dominicana sono stati trovati nello stomaco 99 sacchetti contenenti presumibilmente cocaina per un totale di 1,67 kg.
Doveva imbarcarsi su un aereo diretto in Italia. Non ci è riuscita. Un’altra puntata del Rischiatutto dei tropici finita male. Peccato! Si fa per dire: non ha nemmeno provato il brivido di trascorrere in aereo circa 9 ore con quasi due chili di droga nello stomaco suddivisi in 99 sacchetti e altrettanti motivi di disperazione. Un solo scoppio equivarrebbe a morte sicura.
Non tanto tempo fa un aereo diretto a Milano ha dovuto atterrare in Spagna perché a una “mula” era scoppiato un sacchetto nello stomaco.
Anche italiani, spagnoli, olandesi ecc. si prestano a questa roulette russa che spesso ha come conseguenza la reclusioni per diversi anni nelle carceri locali o europee. In questi ultimi casi quando va quasi bene, ma all’ultimo momento la fortuna volge le spalle.
È successo a un italiano che abitava qui da anni e che risultava scomparso. Dopo un po’ di tempo mi hanno riferito che lo avevano trovato nell’aeroporto di Fiumicino con della droga, non so se ingerita o nei bagagli, fatto sta che ora è ospite delle patrie galere, sempre meglio comunque di quelle dominicane.
Il Rischiatutto dei tropici non conviene proprio!

martedì 22 gennaio 2019

Processo Vulso: la Fundación Solidaridad sarà presente all'udienza di oggi



La storia di Wagner Vulso ci lascia perplessi. Cosa dovremmo fare? Manifestare in tanti a SanPedro di fronte alla Corte d’Appello?
Qualcosa di simile ha fatto la comunità haitiana di Las Terrenas a favore di due loro connazionali accusati assurdamente di un omicidio che si sapeva sin dall’inizio che non avevano commesso e che hanno trascorso due anni di ingiusta reclusione.
Quello di Wagner Vulso è un processo che si basa sul nulla e se zero più zero fa zero, nei tribunali invece il risultato può essere diverso ad esempio una prova comportante la condanna di una persona. Indizi e testimonianze non accettabili, una mezza prova che consente la privazione della libertà di una persona accusata di omicidio e la cui colpevolezza non è stata minimamente dimostrata nel processo di primo grado che si concluse con la sua condanna a dieci anni.
Si può parlare di certezza giuridica nella Repubblica Dominicana? O piuttosto di dilettantismo giuridico…
La vittima era un fantasma anagrafico. La sua nascita non era stata dichiarata. Non esisteva. Poteva chiamarsi in qualunque modo e poteva essere imparentato con chiunque. Di fatto non è mai morto perché non è nemmeno mai nato almeno dal punto di vista anagrafico. Eppure al processo per il suo omicidio si è costituita una parte civile composta da sedicenti parenti stretti che riescono addirittura a rinviare di volta in volta le udienze allungando smisuratamente i tempi del processo. Un carcere preventivo iniziale di tre mesi si è protratto per tre anni.
Durante il processo di appello ci sono già stati diversi rinvii. Una caratteristica della procedura penale e civile dominicana. Più numerose sono le udienze maggiori sono gli onorari degli avvocati e poi una sentenza definitiva non sempre è gradita, meglio che questa resti a lungo nell’aria senza concretizzarsi.
La parte civile in questo caso ha uno scopo ben preciso: vuole un indennizzo di dieci milioni di pesos. L’avvocato che la rappresenta incasserà il suo onorario a risultato ottenuto. I sedicenti parenti non hanno quindi nulla da perdere e si presentano imperterriti a tutte le udienze. A volte qualcuno non può essere presente e l’udienza deve essere rinviata oppure come è successo a dicembre il legale della parte civile aveva un appuntamento dal dentista per l’estrazione di un molare. Tanto è bastato per un ennesimo rinvio.
La Fundación Solidaridad sarà oggi al fianco del Vulso nella corte di appello di San Pedro con Flavio Bellinato e Diana Spedicato.
Come comunità, attraverso la Fundación, abbiamo anche contribuito al pagamento delle spese legali del Vulso. Non manchiamo mai alle udienze. Gli stiamo vicino. Paolo Dussich, Gianni Prudenza, Vittorio Gil Vitale anche loro sono sempre stati presenti alle numerosissime udienze.
Il Comites, la Fundación, i connazionali. Non occorre dire altro, qualcuno manca all’appello ed è la nostra rappresentanza diplomatica, l’ambasciatore, il console onorario di La Romana… 
Intanto sappiamo che a ottobre il senatore Merlo, sottosegretario agli esteri, ha chiesto all’ambasciatore di seguire con estrema attenzione il caso di Wagner Vulso, connazionale detenuto nelle carceri dominicane e in gravi condizioni di salute. La delicata questione era stata segnalata agli uffici del sottosegretario dal Comites di Santo Domingo.
L’ambasciatore, per altro già a conoscenza del caso, ha assicurato che dedicherà massimo impegno alla vicenda.
Non si riesce a intervenire?
Wagner Vulso è gravemente malato. Speriamo solo che ce la faccia ad arrivare ad un’udienza nella quale gli venga concessa la scarcerazione per motivi di salute.







lunedì 21 gennaio 2019

Muore dopo lunga malattia a Puerto Plata l’ex vicepresidente del MIR Fabrizio Terracciano



È deceduto a Puerto Plata Fabrizio Terracciano. Era ben noto tra i connazionali della cittadina della costa atlantica dove risiedeva dal 2001.
È stato uno dei fondatori del Movimento Italiani Residenti (MIR) di cui ha occupato per anni la carica di vicepresidente. Il MIR è stato uno dei primi tentativi del secolo in corso di associazionismo italiano nella Repubblica Dominicana.
Il giornale del MIR “L’Uovo di Colombo” ha pubblicato anni fa un articolo sulla sua avventurosa vita di cui però non si trova traccia.
Fabrizio era Savonese e aveva 74 anni.
A Puerto Plata gestiva la farmacia Los Tropicos di CostAmbar.
Ex ufficiale della Folgore con esperienze in Katanga, Etiopia ed Eritrea. Un passato glorioso quale ufficiale paracadutista.
Era malato da tempo. È deceduto nell’ospedale pubblico Ricardo Limardo di Puerto Plata.
L’autopsia gli è stata fatta a Santiago. Verrà trasferito a Santo Domingo dall’impresa di pompe funebri Blandino per la cremazione.
Lascia un figlio, Enrico, che è vissuto nella Repubblica Dominicana per anni e che ora si trova a Savona.
Enrico arriverà il 25 del corrente mese a Santo Domingo per assistere ai funerali di suo padre e alla cremazione.

La cremazione è nella Repubblica Dominicana l’opzione più frequente di sepoltura scelta dagli stranieri



Gli italiani deceduti ultimamente nella Repubblica Dominicana sono stati tutti cremati, tranne due. Per alcuni di loro si obiettava che così non sarebbe stato possibile rifare l’autopsia della salma in Italia, ma poi abbiamo appreso che questa viene imbalsamata prima del trasporto e quindi privata degli organi il che rende impossibile un ulteriore esame autoptico.
Il numero di stranieri che ricorre alla cremazione nella Repubblica Dominicana si avvicina molto al 100% e supera in assoluto addirittura il numero di dominicani che scelgono la stessa forma di sepoltura. Lo abbiamo notato recentemente tra i connazionali i cui decessi hanno fatto notizia. Se si esclude uno, tutti gli altri sono stati cremati. Anche diversi miei amici hanno optato per lo stesso tipo di sepoltura. Sicuramente si tratta di una forma di sepoltura abbastanza pratica. Non si devono acquistare loculi né lotti nel cimitero. Del resto i cimiteri nella Repubblica Dominicana sono posti nei quali chi li visita rischia sempre. Pullulano di rapinatori e di ladri. In caso di inumazione o di tumulazione, il feretro viene danneggiato di proposito per evitare che quella stessa notte venga svuotato del caro estinto e messo in vendita da qualche parte. La stessa cosa succede con i fiori che sono poi quelli che si vendono agli incroci delle strade.
Nei cimiteri pubblici della Repubblica Dominicana non c'è assolutamente alcun tipo di sicurezza. Sono terra di nessuno. Se questo vale per i locali figuriamoci per gli stranieri!

Tra l’altro la cremazione risulta in fin dei conti più economica rispetto all'inumazione o alla tumulazione. Per esempio per l’inumazione bisogna acquistare il feretro e un lotto di terra nel cimitero. In un camposanto privato della capitale un lotto per due feretri costa approssimativamente 90.000 pesos oltre 1500-2000 pesos annuali per il mantenimento. Con la cremazione questo investimento si evita a meno che si decida di conservare le ceneri del caro estinto in un colombario o piccolo loculo per ceneri che costa 40.000 pesos nel cimitero Parque del Prado e tra 50.000 e 60.000 pesos nel cimitero Puerta del Cielo. Una cremazione senza servizi funerari costa nella funeraria Blandino 55.000 pesos, nel Parque del Prato 35.000.
Le ceneri non sempre finiscono nel cimitero ed è precisamente per questa ragione che molti familiari optano per la cremazione. L'idea è che il loro parente non rimanga da solo perché la natura lo consumi lentamente. Certe famiglie si recano al mare e spargono le ceneri nelle sue acque o nel bosco. Ci sono persone che hanno seminato alberi perché sentono che ridanno vita al loro caro e hanno dove recarsi a fargli visita.
La cremazione è stata portata nella Repubblica Dominicana dalla funeraria Blandino nel 2003.
Per gli stranieri risulta anche più pratico ed economico prendersi carico delle ceneri anziché trasportare il corpo al loro paese. All'estero questo modo di sepoltura è più diffuso. La cremazione avviene in un forno speciale che lavora a una temperatura di almeno 871 gradi centigradi.

Decesso per annegamento del connazionale Antonio Tabbita






Qualche giorno fa il 55enne palermitano Antonio Tabbita, abitante a Torino, è deceduto per asfissia a seguito di annegamento nella spiaggia di Sosua. Stava trascorrendo le sue ferie da solo. Si sarebbe imbarcato per il viaggio di ritorno il giorno dopo. Aveva preso alloggio in un hotel della cittadina balneare.
Cosa succede dopo una simile disgrazia. Come si regolano i familiari per ricevere in Italia la salma del loro congiunto?
Il corpo del connazionale è stato trasferito subito all’INACIF (Istituto nazionale di scienze forensi), unità operativa presso l’ospedale Marcelino Velez di Santo Domingo Oeste a oltre 200 km di distanza. Questa è la prassi quando muore un turista straniero.
I familiari: la sua vedova, Teresa Crisafulli, e le sue due figlie, sabato scorso sapevano già che il corpo di Antonio era stato sottoposto ad autopsia e che i risultati non erano ancora disponibili. Erano in contatto con l’ambasciata e attraverso i nostri gruppi di Facebook erano riusciti ad avere il numero di telefono del presidente del Comites Paolo Dussich come riferimento per i contatti con l’ambasciata e per qualunque eventualità.
La famiglia Tabbita si era rivolta subito a un’impresa di pompe funebri di Torino che in collegamento con la locale “Funeraria Blandino” si manteneva informata sui diversi spostamenti del corpo del connazionale fino al suo arrivo all’INACIF.
La vedova e le due figlie arriveranno in questi giorni a Santo Domingo. Vogliono vedere il loro congiunto prima della sua cremazione. Successivamente previo il disbrigo di alcune pratiche presso l’ambasciata ritorneranno in Italia con l’urna contenente le ceneri del loro caro.
Una storia che si ripete purtroppo. Sono disgrazie che possono capitare. L’importante è sapere come muoversi in questi casi. I nostri gruppi di Facebook si rendono utili anche a tal fine. Il Comites è sempre presente e pronto a fungere da punto di riferimento.
Anche queste sono cose di cui tener conto quando si valuta la crescita della nostra comunità negli anni recenti.
Evidentemente siamo sulla buona strada. 

domenica 20 gennaio 2019

EVASIONE IN AMERICA LATINA: LA REPUBBLICA DOMINICANA AI PRIMISSIMI POSTI!






L'evasione relativamente all'imposta sul reddito delle persone fisiche raggiunge secondo recenti stime ufficiali, eseguite utilizzando la metodologia del BID (banca internazionale per lo sviluppo), il 58,5% del gettito fiscale potenziale. Sotto questo aspetto la Repubblica Dominicana è seconda soltanto al Guatemala che evade per il 60% del gettito potenziale. Relativamente alle imposte sul reddito d'impresa, secondo le stesse stime,l'evasione ammonta al 62,5% del gettito fiscale potenziale ed è inferiore soltanto a quella del Costarica con il 70%. Per l'ITEBIS (IVA), la Repubblica Dominicana si trova con un 42,9% del gettito fiscale potenziale comodamente al primo posto nella graduatoria regionale, sei punti percentuali al di sopra del Perú.

Sui sistemi adottati dalle imprese per evadere si potrebbe scrivere un voluminoso manuale:

non registrare le vendite in contanti

gonfiare le altre spese per ridurre il reddito

registrare le spese personali e dell'ambito familiare come spese dell'impresa

trasferire utili all'estero a mezzo tassi di interesse su prestiti fittizi assunti
all'estero

sopravvalutare importazioni di beni soggetti a dazio doganale zero

sottovalutare le esportazioni

pagare spese di servizi offerti da imprese con sede in paradisi fiscali costituite dagli stessi azionisti dell'impresa

Questi tra gli altri e sono solo alcune delle manovre per evadere. Si tenga solo presente che viviamo in un paese in cui coesistono un boom del turismo è un boom della costruzione di nuovi hotel con un settore alberghiero che da dieci anni consecutivi presenta dichiarazioni fiscali con solo perdite.


Nel caso dell'Iva, l'evasione è ancora più sfacciata. Di fatto, la maggior parte dell'evasione ha origine nell'appropriazione indebita di un ITBIS che è stato riscosso ai clienti o ai consumatori. Per esempio tra il 2008 il 2015, il totale dell'ITEBIS che le imprese di Proindustria hanno riscosso dai loro clienti e consumatori ammonta a RD$162.065 milioni. Invece, l'ITEBIS che queste imprese hanno pagato alle dogane e alla Direzione generale delle imposte (DGII) durante questo stesso periodo ammonta a RD$70.145 milioni. 

Di conseguenza se i dati ufficiali precedenti sono corretti, le imprese di Proindustria si sono appropriate di RD$ 91.920 milioni a titolo di ITEBIS. Importo che sarebbe dovuto pervenire al governo.

Quindi prima di avviare una riforma impositiva sarebbe bene combattere l'evasione fiscale e migliorare il gettito fiscale effettivo.

(Tratto da un articolo dell'economista Andrés Dauhaire figlio)

Ricorrenza mariana della “Virgen de la Altagracia": grande esodo oggi di andata e ritorno lungo le strade della Repubblica Dominicana




Il paese che ci ospita è fortemente cattolico e devotissimo alla Madonna. Ben due sono le giornate festive a lei dedicate: il 21 gennaio all’immagine della Virgen de la Altagracia e il 24 settembre all’immagine di la Virgen de las Mercedes.

La festività più sentita è però quella di “La Altagracia” nella quale si verificano degli spostamenti massicci di persone da tutti gli angoli dell’isola, anche da Haiti, verso Higuey la città dove si trova la basilica dedicata all’immagine della Madonna dell’Altagracia: “Nuestra Señora de La Altagracia, madre protettrice spirituale del popolo dominicano”.

Un vero e proprio esodo di andata e ritorno lungo le principali vie e autostrade della Repubblica Dominicana e dell’isola perché anche gli haitiani sono devoti alla Vergine dell’Altagracia.

Sono state rafforzate le emergenze negli ospedali. Tra i principali problemi di salute oltre ovviamente agli incidenti stradali che immancabilmente l’aumento del traffico provocheranno, sono i casi di aumento di ipertensione arteriale, di emicranie, disidratazione e intossicazioni alimentari e alcoliche.

La pellegrinazione annuale verso la basilica della Virgen de la Altagracia è principalmente dovuta all’adempimento di voti e promesse.

Ci sarà quindi nella giornata di domani un grande flusso di veicoli verso Higuey e sarà bene tenerne conto nella programmazione delle nostre attività.

Sotto particolare attenzione si troveranno le principali autostrade del paese: Duarte, 6 de novembre, Sanchez o 30 de Mayo, Las Americas, la autopista del Este e l’autopista del Coral (Est-Sud-est).


sabato 19 gennaio 2019

Nuova legge sulle locazioni e obbligo di deposito della cauzione e del contratto



È stato approvato giovedì scorso il progetto di legge generale delle locazioni di beni immobili e degli sfratti.
Nella legge rientra ogni tipo di contratto scritto o verbale di affitto di beni immobili destinati ad abitazione o all’esercizio di un’attività commerciale, industriale, artigianale, professionale, tecnica, assistenziale, culturale, docente, ricreativa o ad attività e servizi pubblici.
La nuova legge stabilisce l’obbligo per i proprietari o per i loro rappresentanti di depositare nel Banco Agricola della Repubblica Dominicana gli importi percepiti dagli inquilini a titolo di cauzione insieme a un contratto originale di locazione entro trenta giorni dalla sua vigenza.
Il Banco Agricola gestirà un registro dei contratti depositati che a partire da quel momento avranno data certa.
Se il deposito della cauzione non viene effettuato nei termini indicati, il proprietario sarà tenuto a corrispondere una maggiorazione del 20% per ogni mese di ritardo durante i primi cinque mesi e dell’1% a partire dal sesto e fino a quando il contratto verrà registrato.
Le richieste di sfratto dell’inquilino non verranno accolte fino a quando il proprietario o un suo rappresentante non sarà in grado di esibire una ricevuta originale o una certificazione del Banco Agricola dalla quale risulti che il contratto di locazione è stato depositato.
La nuova legge vieta al proprietario di un immobile in locazione di riscuotere tre mensilità a titolo di cauzione, delle quali una viene destinata all’intermediario.
Restiamo in attesa dell’entrata in vigore di questa legge in modo da conoscere ogni dettaglio anche sugli adempimenti dei proprietari di immobili già locati.

Guida in Italia e in Repubblica Dominicana e patenti internazionali



La Repubblica Dominicana e l’Italia sono firmatarie della CONVENZIONE DI GINEVRA DEL 19.09.1949 per le cosiddette patenti internazionali. Queste hanno la funzione di rendere valide durante un anno le patenti rilasciate da un altro stato sempre nell’ambito dei firmatari dell’accordo.
C’è chi sostiene che per la guida nella Repubblica Dominicana durante tutto un anno con la patente italiana basta essere muniti della patente internazionale.
Si potrebbe secondo questa interpretazione delle disposizioni di legge e della convenzione menzionata circolare nel territorio tranquillamente anche oltre il periodo di vigenza della carta turistica. Il tutto sarebbe confermato, secondo alcuni connazionali dal comportamento degli agenti della DIGISETT, ex AMET che nei controlli non sollevano obiezioni.
Purtroppo le cose non stanno come sembrano a prima vista. Da queste parti bisogna stare molto attenti con le interpretazioni logiche.
Difatti, la patente internazionale non è una patente a sé stante. Essa semplicemente garantisce l’autenticità di una patente già rilasciata.
Pertanto allo scadere della carta turistica, scade anche la possibilità di guidare con la patente italiana e la patente internazionale nulla può cambiare al riguardo perché non è una patente a sé stante. Al riguardo sostiene un connazionale:
“Quelli di AMET (DIGESETT) non sono ben informati, forse per questo non fanno storie. La funzione della patente internazionale è quella di convalidare la patente italiana in tutti gli Stati aderenti agli accordi di Ginevra. Significa che in teoria non potresti guidare al di fuori dell'Unione Europea senza patente internazionale. Il problema è che la patente italiana (convalidata da quella internazionale) ti permette di guidare in questo Paese per un periodo non superiore a 30 gg. Per quel che riguarda gli AMET, sappiamo come funziona qui. La legge però dice altro. Se malauguratamente avviene un incidente le parti coinvolte si appellano proprio alla suddetta legge, a prescindere da AMET (DIGESETT).”
Invece in Italia non esistono restrizioni alla validità di una patente di un altro paese firmatario della suddetta convenzione se accompagnata da una patente internazionale. Quindi in Italia si può guidare con la patente dominicana per tutto un anno oppure fino all’ottenimento della residenza italiana. Da quel momento in poi si ha l’obbligo di procurarsi la patente italiana.
Art. 135 - Codice della Strada comma 1) Fermo restando quanto previsto in convenzioni internazionali, i titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo possono condurre sul territorio nazionale veicoli alla cui guida la patente posseduta li abilita, a condizione che non siano residenti in Italia da oltre un anno e che, unitamente alla medesima patente, abbiano un permesso internazionale ovvero una traduzione ufficiale in lingua italiana della predetta patente. La patente di guida ed il permesso internazionale devono essere in corso di validità.

Facilmente si può avere la patente dominicana con la presentazione di quella italiana se si è residenti sul posto e se si è iscritti all’AIRE.
Lo stesso non succede in Italia con la patente dominicana. C’è da dire che alla Farnesina si sta lavorando per estendere alla patente dominicana, come di recente avvenuto per quella brasiliana, la possibilità di conversione.
In tal modo tanti italiani che qui per mancato tempestivo rinnovo hanno perso definitivamente la patente italiana, la potranno riavere una volta tornati definitivamente in Italia senza dover sostenere nuovamente gli esami.

Come si ottiene la patente di guida dominicana con la patente italiana


Tra la Repubblica Dominicana e l’Italia non esiste un accordo di reciprocità in materia di conversione di patente di guida. Ciononostante con la patente italiana si può ottenere facilmente il rilascio di una patente dominicana, rimanendo in possesso di entrambe. Questo non succede quando esiste un accordo di reciprocità. In questo caso la patente italiana viene ritirata.
La condizione necessaria per ottenere il rilascio della patente dominicana con la procedura della conversione è che il titolare sia legalmente residente nella Repubblica Dominicana. Deve essere quindi munito di carta d’identità. Di fatto entrambi i documenti hanno lo stesso numero.
Per la conversione bisogna rivolgersi alla Dirección de Licencias de Conducir
Tel.: 829-893-4886 Ext. 6602- 6603-6642 | Email: info@intrant.gob.do
Indirizzo: Ave. Tiradentes n. 07 Ens. La Fe, Santo Domingo, Rep. Dom.
Orario: 8:00 – 16:30
Tempo per il disbrigo: 2 ore
Costo: RD$ 950,00
Requisito
Essere in possesso del permesso di residenza.
Documenti richiesti
1. Patente di guida italiana originale in tre copie. Questa deve essere valida alla data della richiesta.
2. Certificazione della Cancelleria Consolare italiana che attesta la validità e la vigenza della licenza. A tal fine bisogna prenotare un appuntamento con il servizio Prenota online che richiede circa quattro mesi di attesa.
3. La certificazione deve essere legalizzata dal Ministero degli Affari Esteri dominicano e deve essere presentata in tre copie.
4. Tre (3) copie del permesso di residenza.
5. Una copia della ricevuta di pagamento al Banco de Reserva per la legalizzazione della certificazione diplomatica.
Le fasi del processo
1. Rivolgersi al Departamento Jurídico e alla Dirección de Licencia dell’Intrant.
2. Rivolgersi alla “Sede Central de la Dirección de Licencias de Conducir” (questa procedura viene eseguita solo presso la sede centrale).
3. Esame della vista.
4. Determinazione del gruppo sanguigno.
5. Recarsi agli uffici di Dekolor presso la sede centrale dove si procede all’acquisizione dei dati biometrici, della foto e della firma
6. Ritirare la licenza
La patente dominicana è valida per quattro anni e scade il giorno della data di nascita del titolare per cui la prima che viene rilasciata ha di solito una durata inferiore.
Con la patente dominicana si può guidare in Italia ai sensi dell’art. 135 del Codice della Strada. Serve la patente internazionale che viene rilasciata dall’Automóvil Club Dominicano, calle Eugenio Deschamps 37, Santo Domingo.

venerdì 18 gennaio 2019

Stipendi dei membri della polizia nazionale dominicana dal più alto al più basso



In questi giorni visto il record raggiunto dagli episodi di cronaca nera hanno fatto capolino personaggi importanti che si sono espressi pubblicamente su quelle che secondo loro sono le cause alla base della criminalità e sulle prospettive di miglioramento della sicurezza in un prossimo futuro.
Il presidente si è sentito chiamato in causa dall’affermazione che negli ultimi dieci anni la situazione è peggiorata notevolmente. A lui spetterebbe la responsabilità di almeno sette di questi dieci anni e ovviamente non è disposto ad accettarla. Ha sostenuto infatti che la criminalità negli ultimi quattro anni si è ridotta di alcuni punti percentuali.
Si ha la sensazione però che si operi di più sui numeri per imbonire le statistiche che sulla delinquenza in sé. Del resto siamo testimoni di una percentuale non indifferenti di decessi da catalogare come omicidi che invece sono stati archiviati come suicidi o come dovuti a cause naturali. Si gioca sporco? Nella politica vale da sempre il lemma che “Il fine giustifica i mezzi”. Ci vuole poco per alterare le cifre e rendere così tutti felici e contenti, barricati in casa però e in preda alla paura quando si avviano a piedi o in macchina per le strade.
Abbiamo visto che il governatore del Banco Central ha additato gli stipendi da fame di gran parte della popolazione come la causa principale della criminalità.
Il candidato alla presidenza per il PRM, Luis Abinader ha richiesto un aumento degli stipendi minimi dei poliziotti semplici a USD500, circa RD$ 25.000. Attualmente questa è la cifra che percepisce un tenente colonnello!
Sembra assurdo che per uno stipendio di RD$ 10.000 al mese ci siano tante persone giovani e in buona salute che non solo rischiano ogni giorno la vita, ma che addirittura la perdono a centinaia ogni anno. Lo stipendio di un poliziotto semplice non basta a coprire nemmeno il 30% del paniere familiare.
Stipendi dei poliziotti partendo dai gradi più elevati:
Direttore della polizia             :        RD$ 81.963
Maggiore generale                  :        RD$ 68.782
Generale di brigata                 :        RD$ 41.030
Colonnello                              :        RD$ 29.375
Tenente colonnello                 :        RD$ 25.875
Capitano                                 :        RD$ 21.000
Tenente                                   :        RD$ 18.000
Sottotenente                            :        RD$ 15.600
Sergente maggiore                  :        RD$ 14.300
Sergente                                  :        RD$ 13.050
Caporale                                 :        RD$ 11.600
Poliziotto semplice                 :        RD$ 10.150

giovedì 17 gennaio 2019

La patente di guida italiana nella Repubblica Dominicana



La guida con la patente italiana nella Repubblica Dominicana è consentita ai turisti solo nel corso dei primi 30 giorni dal loro arrivo sul territorio. Dopo tale termine e cioè contestualmente alla scadenza della carta turistica, la patente non è più valida.
Tantissimi sono coloro che pur avendo lo status di turista da anni continuano ad aggirarsi tranquillamente per le strade con i loro veicoli. La guida senza patente sembra non essere ritenuta una violazione molto grave da queste parti. È noto ad esempio che 290.000 conducenti dominicani guidano attualmente con la patente scaduta.
Comunque i tempi stanno cambiando, i controlli diventano sempre più rigorosi. Tanti agenti della DIGISETT quando viene loro presentata una patente straniera chiedono di vedere anche il passaporto per verificare la data di ingresso nel paese.
Il periodo di soggiorno turistico è riconosciuto legalmente anche oltre i 30 giorni, fino a sessanta, e dietro richiesta di proroga fino a 120 giorni. La validità della carta turistica e quindi la regolarità della guida con una patente straniera scade però dopo 30 giorni e non si estende al maggiore eventuale periodo di permanenza.
Il conducente senza patente o con patente non valida, ad es. perché scaduta, è passibile in caso di incidente con danni alle persone e alle cose di denuncia con effetti penali e civili, in quanto la mancanza della documentazione prevista per la guida rappresenta un’aggravante.
Inoltre la legge 146-02 sulle assicurazioni prevede nel suo articolo 152 che all’assicuratore che abbia emesso una polizza di responsabilità civile per veicoli in base alla quale sia obbligato a indennizzare un terzo, spetti un’azione di rivalsa sull’assicurato fino all’importo totale pagato, incluse le spese giudiziarie, quando si dimostri che al momento dell’incidente si trovava alla guida del veicolo una persona sprovvista della patente corrispondente al tipo di veicolo guidato.
L’italiano residente nella Repubblica Dominicana in possesso di patente italiana vigente può ottenere la patente dominicana conservando quella italiana.

Turista italiano muore annegato nella spiaggia di Sosua



Un italiano è deceduto per annegamento nelle acque della baia della spiaggia di Sosua nel pomeriggio di ieri.
Si tratta del palermitano 55enne Antonio Tabbita. Stava tracorrendo le sue vacanze in questa città. Era ospitato nella camera 01 dell’hotel New Garden situato nel quartiere Batey del centro turistico. 
Secondo il medico legale, l’italiano è deceduto a seguito di asfissia per annegamento.
Il connazionale era giunto nel paese il primo gennaio del corrente anno e sarebbe rientrato in Italia domani 18 gennaio.
Oltre al medico legale si sono presentati sul posto le autorità della CESTUR, DICRIM della polizia nazionale e della Procura della Repubblica con il pubblico ministero Marcelino Tejada.
Non c’è che dire, hanno ragione i dominicani quando al saluto: A domani! “Hasta manana” aggiungono: se Dio vuole, “si Dios quiere”.
Le morti per annegamento sono in media 250 ogni anno, e il 39% delle vittime non raggiunge il 19esimo anno di età.
Le spiagge della costa nord sono le più pericolose perché il moto ondoso è maggiore. Non bisognerebbe addentrarsi più di tanto al largo senza essere capaci di nuotare bene e senza aver indossato le pinne.
Finita la vacanza per Antonio Tabbita. Ora inizia il "via crucis" dei suoi familiari per seppellirlo in Italia.