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mercoledì 26 febbraio 2020

Avviso di livello 2 per gli italiani che viaggiano




Agli italiani che viaggiano viene comunicato dalle compagnie aeree un avviso di precauzione di livello 2 al quale devono attenersi. Il livello 3 è il più grave. Ancora però non ci siamo arrivati. Il contenuto dell’avviso in sintesi è il seguente:
Avviso: livello 2, precauzioni speciali per i viaggiatori ad alto rischio
Punti chiave
L'Italia sta vivendo un’ampia diffusione delle malattie respiratorie (COVID-19) causate dal nuovo coronavirus.
Il contagio può trasmettersi da persona a persona.
Gli anziani e coloro che hanno patologie croniche dovrebbero prendere in considerazione il rinvio di viaggi non indispensabili.
I viaggiatori dovrebbero evitare il contatto con persone malate e lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o usando un disinfettante per le mani con il 60% -95% di alcol.
Situazione attuale
Il coronavirus nella sua nuova versione è emerso di recente in Cina ed è stato rilevato in diverse altre località del mondo. Molti casi di COVID-19 sono stati associati a viaggi da o verso la Cina continentale.
In Italia è stata segnalata un’ampia e persistente diffusione della malattia senza che sia stata ancora accertata l’origine del contagio ovvero il paziente 0.
La sintomatologia durante la degenza può variare da lieve a grave. Segni e sintomi di infezione includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. In alcuni pazienti sono stati segnalati anche mal di gola e diarrea. Questo nuovo coronavirus ha causato gravi malattie e morte nei pazienti che hanno sviluppato polmonite. I fattori di rischio per i casi gravi non sono ancora chiari, anche se gli adulti più anziani e quelli con patologie croniche possono presentare un quadro più grave.
Se si viaggia in Italia, procedere come segue:
Evitare il contatto con persone malate.
Evitare di toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.
Pulirsi spesso le mani lavandole con acqua e sapone per almeno 20 secondi o usando un disinfettante per le mani contenente il 60% -95% di alcol.
È particolarmente importante lavarsi le mani prima di mangiare e dopo aver tossito, starnutito o soffiato il naso.
Chi ha trascorso del tempo in Italia negli ultimi 14 giorni e si sente male con febbre, tosse o presenta difficoltà respiratorie deve consultare un medico. Chiamare in anticipo prima di recarsi in un ambulatorio medico o al pronto soccorso. Informare il medico del suo recente viaggio in un'area dove è diffuso il coronavirus e descrivere i suoi sintomi.
Evitare il contatto con gli altri.
Non viaggiare durante la malattia.
Coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto o una manica (non con le mani) quando si tossisce o si starnutisce.

lunedì 24 febbraio 2020

La Farnesina informa gli italiani sull'aumento dei rischi in RD dopo la sospensione delle elezioni del 16 febbraio




Penso che molti non conoscano come presenta la Farnesina la Repubblica Dominicana ai turisti italiani.
La Farnesina ha lanciato il 19 febbraio un avviso a coloro che si recano nella Repubblica Dominicana:
IN EVIDENZA
19.2.2020
Sospensione delle elezioni comunali: A seguito della sospensione delle elezioni comunali, originariamente previste per lo scorso 16 febbraio, potrebbero verificarsi disordini e manifestazioni di protesta. Si raccomanda prudenza, di evitare assembramenti e di tenersi aggiornati tramite i media locali.
Ecco altre raccomandazioni relative soprattutto a determinate città che si sono messe in evidenza per atti di violenza. Si tratta di Las Terrenas, Boca Chica, Juan Dolio e Puerto Plata. Si suggerisce cautele anche a Santo Domingo e nelle altre principali città del Paese. Si evidenzia l’alto rischio di violenza a danno di stranieri di Pedernales e di tutta l’area di confine con Haiti.
Aree di particolare cautela
In considerazione degli episodi di violenza che hanno interessato vari cittadini italiani presenti nell'area di Las Terrenas e Boca Chica (dove ad ottobre 2019 due connazionali sono stati vittime di omicidio), Juan Dolio e Puerto Plata si raccomanda di limitare gli spostamenti durante gli orari diurni alle zone centrali turistiche (spiagge, alberghi, ristoranti, centro città) e di adottare comportamenti ispirati alla massima cautela, evitando di fidarsi di sconosciuti anche nella scelta dei locali di svago e ristorazione. Durante gli orari notturni, si consiglia di frequentare solo le aree all'interno dei resort.
A Santo Domingo e nelle altre principali città del Paese occorre adottare le stesse misure precauzionali.
Nella regione di Pedernales, al confine sud con Haiti, è alto il rischio di violenza a danno di stranieri. Tutte le zone di confine con Haiti sono a rischio di bande criminali locali dedite a rapine e violenze.

venerdì 21 febbraio 2020

Coronavirus: incendio di pneumatici e scontri con la polizia all'arrivo dei 5 studenti dominicani in Ucraina



Con pietre lanciate contro i finestrini dei pullman e incendi di pneumatici e con scontri con la polizia sono stati ricevuti gli sfollati di Wuhan
Ai cinque studenti dominicani e ai loro compagni di viaggio e di quarantena è successo di tutto. Un via-crucis verso il luogo di destinazione e di quarantena che i giovani ricorderanno tutta la vita e che non è finito ancora. La gente del posto si è ribellata e ha manifestato contro gli sfollati di Wuhan. Una vicenda zero? Ce ne saranno ancora delle altre in giro per il mondo?
Il tentativo dell'Ucraina di mettere in quarantena oltre 70 persone riscattate dalla Cina a causa del focolaio virale è precipitato nel caos ieri, giovedì, quando i residenti locali si sono opposti alla misura lanciando pietre contro gli sfollati e scontrandosi violentemente con la polizia.
Le autorità hanno condannato la violenza e il ministro della sanità del paese, Zoryana Skaletska, si è impegnato a partecipare alla quarantena di due settimane per rassicurare i manifestanti che temono di essere infettati.
Dopo ore di incidenti, gli autobus a bordo dei quali si trovavano le persone provenienti da Wuhan finalmente hanno potuto raggiungere il luogo designato per la quarantena. Gli sfollati con le maschere, sfiniti dopo il lungo viaggio, sbirciavano dai finestrini degli autobus che si muovevano lentamente sotto la scorta della polizia.
Sono state lanciate pietre che hanno rotto un finestrino di uno degli autobus senza provocare feriti tra i passeggeri.
Sin dal mattino, diverse centinaia di residenti nel villaggio di Novi Sanzhary, nella regione centrale di Poltava, temendo di essere contagiati avevano bloccato la strada che porta alla clinica di destinazione. I manifestanti, alcuni dei quali sembravano ubriachi, hanno bloccato le strade, incendiato pneumatici e si sono scontrati con la polizia antisommossa che si è mobilitata per liberare la strada.
Nove agenti di polizia e un civile sono stati ricoverati in ospedale. Più di 10 manifestanti sono stati arrestati.
Il ministro degli interni ucraino Arsen Avakov ha visitato il luogo delle proteste per cercare di calmare la gente. Avakov ha esortato i manifestanti a "non cedere alle provocazioni e a comprendere la necessità di queste misure temporanee".
"La situazione è piuttosto calda", ha dichiarato Yuri Sulayev, portavoce della polizia regionale di Poltava. Il presidente Volodymyr Zelenskiy ha affermato che i manifestanti "non esprimono il meglio di noi" e ha cercato di rassicurare tutti che la quarantena non comporta alcun pericolo per i residenti del villaggio di Novi Sanzhary.
Il ministro Skaletska ha riferito che si unirà alla quarantena di due settimane degli sfollati per cercare di dissipare le preoccupazioni degli abitanti dell’area, ai quali ha richiesto di dimostrare solidarietà. "Sono rimasto scioccato dal panico, dal rifiuto, dai sentimenti negativi e dall’aggressività".

mercoledì 19 febbraio 2020

Il corrispondente consolaree il terrorismo psicologico fine a se stesso




Anche il corrispondente consolare di Las Terrenas, Ennio Marchetti, si è pronunciato sugli sviluppi degli eventi politici di domenica scorsa.
L’ambasciata americana ha lanciato subito un avviso ai suoi connazionali qui residenti. La sospensione delle elezioni comunali ha fatto evidentemente scattare delle soglie minime di allarme. Essendo questa rappresentanza diplomatica all’avanguardia nella conoscenza dei rischi di certi sviluppi politici, abbiamo ritenuto di tradurre in italiano l’avviso e di pubblicarlo immediatamente nei principali gruppi italo-dominicani di Facebook.
L’iniziativa è stata contestata dal corrispondente consolare di Las Terrenas Ennio Marchetti che l’ha tacciata di “terrorismo psicologico fine a se stesso”.
Ecco il suo post:
“Elezioni comunali sospese e le reti sociali si inondano di commenti. Molti a sproposito e pericolosi.
Non ho compreso, infatti, gli interventi di coloro che preconizzavano una rivolta popolare imminente, quelli di altri che enfatizzavano i pochi atti delinquenziali occorsi, meno l’annuncio traumatizzante dell’ambasciata americana che metteva sul "chi vive" i propri concittadini paventando anche la possibilità di una fuga dal Paese. Terrorismo psicologico fine a se stesso, quanto inutile.
A chi mi chiedeva cosa ne pensassi ho sempre risposto: “Vedrai che domani daranno un’altra data e le prossime saranno con scrutinio manuale”.
"Ha da passà a nuttata", diceva Eduardo. E così è stato.”
A questo punto ci si chiede se un integrante della rete consolare onoraria italiana nel paese possa pronunciarsi come vuole su eventi di tale gravità, tacciando di “terrorismo psicologico fine a se stesso”, la pubblicazione degli avvisi di allarme di altre ambasciate sulle reti sociali seguite dalla nostra comunità.

domenica 16 febbraio 2020

Avvertenze dell’Ambasciata USA ai suoi cittadini dopo la sospensione delle elezioni comunali di oggi.


  

L'ambasciata degli Stati Uniti nella Repubblica Dominicana ha emesso oggi un avviso di sicurezza chiedendo cautela dopo la sospensione delle elezioni comunali.
"A causa di circostanze impreviste, le elezioni comunali dominicane previste per il 16 febbraio 2020 sono state sospese. Ciò potrebbe portare all’originrsi di proteste, in particolare vicino ai seggi elettorali", afferma l'ambasciata sul suo sito ufficiale.
Il messaggio include misure da adottare, come:
·        Evitare le aree di voto.
·        Monitorare i media locali per gli aggiornamenti.
·        Sono incluse anche le seguenti linee guida generali:
  • ·        Evitare affollamenti e manifestazioni.
  • ·        Comunicare ad amici e familiari i propri programmi quotidiani e una modalità di rintracciamento.
  • ·        Fare attenzione all’ambiente circostante.
  • ·        Fare piani di emergenza per partire.
  • ·        Portarsi appresso una fotocopia della pagina dei dati biografici del proprio passaporto.
  • ·         Riportare come programmati i numeri importanti sul telefono cellulare.


JCE sospende le elezioni a causa del fallimento del voto automatizzato



La JCE ha sospeso le elezioni comunali a causa del fallimento del voto automatizzato, che ha impedito a migliaia di dominicani di esercitare il loro diritto di voto.
Julio César Castaños Guzmán ha dichiarato che non è stato possibile lo svolgimento delle elezioni perché il sistema non è stato caricato nelle circoscrizioni in cui questo tipo di votazione era previsto.
Le elezioni sono state sospese in tutto il paese, indipendentemente dal fatto che queste fossero state organizzate con votazione automatica o con votazione manuale.
Verrà avviata un'indagine approfondita per determinare i motivi per cui le schede non sono state caricate. "Affrontiamo le conseguenze con responsabilità", ha detto il presidente della JCE in una conferenza stampa alle 11:11 del mattino.
È una decisione senza precedenti nella storia politica della Repubblica Dominicana, che ha tenuto processi elettorali con la regolarità stabilita nella Costituzione della Repubblica dal 1962, dopo la caduta della dittatura.
I problemi con il voto automatico sono iniziati ieri sera, quando il personale della JCE ha fatto ritorno ai seggi elettorali dopo le ore 17:00 per cercare di "risolvere i problemi derivanti dal voto elettronico".
I delegati dei partiti politici dell'opposizione hanno denunciato che le squadre avevano problemi nel caricamento elettronico della scheda elettorale completa e si riscontravano anche difficoltà con il caricamento dell'elenco dei canditati.
Questa mattina ci sono stati innumerevoli inconvenienti per avviare il processo di voto nelle circoscrizioni del Gran Santo Domingo, Santiago e Puerto Plata, tra gli altri.
Fin dalle prime si erano formate lunghe file nelle aree di voto, tuttavia i cittadini non sono stati in grado di votare per i problemi tecnici presenti.

venerdì 14 febbraio 2020

Il MAIE e i suoi millantamenti



Il MAIE continua a distinguersi per il suo modo di fare campagna politica a dir poco disinvolto. In questi giorni abbiamo visto come Mario Borghese, Mariano Gazzola e il giornale ItaliaChiamaItalia hanno sostenuto la bufala delle dichiarazioni di Cristina Kirchner secondo cui questa avrebbe dichiarato che “Gli italiani hanno la mafia nel DNA”.
Abbiamo visto come al MAIE si sono vantati della riapertura di una sede consolare a San Gallo in Svizzera dove risiedono oltre 60.000 iscritti AIRE, trattandosi invece nel caso specifico dell’inaugurazione di un consolato onorario e sottacendo la chiusura contestuale di 27 altre sedi onorarie di cui cinque in Brasile.
Non ci è nemmeno sfuggito che di recente è stata diffusa la notizia della sottoscrizione dell’atto costitutivo dell’ospedale italiano di Caracas in cui l’intervento del MAIE sarebbe stato importante. Una storia molto lontana ancora per essere motivo di vanto.
Ora si rende necessaria un’ulteriore precisazione: nel dicembre scorso quando Ricardo Merlo ha rappresentato l’Italia nella cerimonia di insediamento del presidente Fernandez, il giornale Clarin ha attribuito falsamente al senatore la carica di viceministro. L’on. Ricardo Merlo invece è sottosegretario agli esteri. Non è viceministro. Una carica prestigiosa ma diversa.
A quanto pare “subsecretario” è troppo poco per lo spavaldo deputato italo-argentino Mario Borghese. Ecco di seguito il suo più recente post in occasione della consegna al presidente del MAIE della versione della costituzione italiana tradotta allo spagnolo. Tra tanti hashtag ecco anche il millantamento di una carica diversa dello stato italiano.  
“#Positiva reunión con el Vice Ministro de Relaciones Exteriores de Italia 🇮🇹 Sen. Ricardo Merlo, analizamos los últimos datos sobre #productividad de la red #consular y pusimos en agenda los próximos viajes en Latinoamérica.
Aproveché la ocasión y le entregue un ejemplar de la #constitución italiana traducida al #español. #Maie #Borghese #Merlo”

giovedì 13 febbraio 2020

Il MAIE, l’operetta di Clarin e la visibilità politica



Il MAIE si posiziona tra i diffusori della fake news ormai smascherata in particolare dal Corriere della Sera e dal Messaggero di Roma. Coglie la palla al balzo dell’“operetta del giornale Clarin”, come è stata denominata, per lanciare una sfida soft al neoeletto governo argentino. Da una parte assume le difese del presidente Alberto Fernandez tacciato da burattino in base alla solita fake dai macristi italo-argentini e dall’altra richiede le scuse della vicepresidente. Il MAIE ha sostenuto il macrismo dal 2015 al 2019 e quindi non è nelle grazie del nuovo governo.
Questa dimostrazione di forza con un colpo al cerchio e uno alla botte potrebbe concedergli maggiore visibilità. Peccato che si sia in presenza di una fake news.
Italiachiamaitalia il giornale di Ricky Filosa portavoce di Ricardo Merlo presidente del MAIE prende posizione nella vicenda delle dichiarazioni della vicepresidente argentina, confermando di essere dalla parte di chi disinforma. Si affianca così all’on. Mario Borghi e al presidente del CGIE Mariano Gazzola entrambi appartenenti al MAIE nel sostenere che Cristina ha dichiarato che “gli italiani hanno la mafia nel DNA”. Al riguardo Luca Dassi, l’autore dell’articolo, scrive quanto segue:
“Gli insulti di Cristina restano e gli italo-discendenti non intendono perdonarla così facilmente per le sue assurde dichiarazioni. Ci chiediamo: ma Cristina non lo sa che in Argentina sono milioni i cittadini di origine italiana? Qualcuno lo spieghi alla Vicepresidente Kirchner.”
E noi ci chiediamo come mai prima di assumere questa posizione perentoria non si è avuta la decenza di ascoltare bene la dichiarazione della Kirchner?
I giochi sono fatti e coloro che hanno voluto disinformare sono stati smascherati. Su di loro pesano come macigni gli articoli del Corriere della Sera e del Messaggero di Roma.
E noi allora ci chiediamo: ma di questa gente, Mario Borghese, Mariano Gazzola, Ricardo Merlo, Ricky Filosa e il suo giornale, gli elettori si possono fidare?

Intervista al Console Onorario di La Romana. Neocostituita associazione MIRE e finanziamento dei progetti degli imprenditori italiani all’estero



Vincenzo Odoguardi. Console onorario di La Romana. Nella presente intervista del giornale italiano del Canada, La Voce, veniamo a conoscenza della sua vita e dei suoi progetti. In particolare viene introdotto il MIRE, la nuova realtà associativa della Circoscrizione America Settentrionale e Centrale. Non ha ancora ambizioni politiche. Si presenta, però, agli imprenditori italiani residenti all’estero e li invita a scriverle. Il MIRE ha come obiettivo soprattutto la promozione dell’imprenditorialità italiana attraverso finanziamenti dell’Unione Europea. I beneficiari potenziali sono i cittadini italiani residenti all’estero e le società italiane omologate all’estero con un progetto finanziabile. L’architetto Vincenzo Odoguardi invita i connazionali a scrivergli e a telefonargli.
Ecco l’intervista:
Nominato Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà della Repubblica italiana nel 2009, Vincenzo Odoguardi ricopre la carica di Console Onorario Italiano in Repubblica Dominicana, oltre a essere stato Presidente della Camera di Commercio Dominico-Italiana e Presidente della Camera di Commercio Europea nella Rep. Dominicana. Attuale Presidente della Camera di Commercio del New England in USA e Gran Priore dell’Ordine Bizantino del santo Sepolcro.
Ci racconta le sue origini?
“Sono calabrese fino alla punta dei capelli. Nato e cresciuto lì fino a 18 anni vicino a Cosenza a Trebisacce. Poi ho studiato prima all’Università degli Studi di Reggio Calabria, poi in Erasmus in Inghilterra. Da lì sono andato a Boston per un corso di perfezionamento, e non sono più rientrato in Italia per motivi di lavoro. Mio padre avrebbe voluto che prendessi il suo posto come ufficiale postale ma ho preferito lasciare la Calabria: anch’io vengo da una famiglia umile, poi sono diventato un imprenditore”.
Dove l’ha condotta la vita?
“Ho terminato gli studi nel 1990-91. Ho lavorato in Africa, Europa, paesi del Baltico, Russia, Caraibi in tante zone del mondo. Ero direttore tecnico di multinazionali e sono stato responsabile di grossi progetti, come hotel e centri commerciali. Abbiamo fatto il più grande hotel Italiano a Sharm-El-Sheikh in Egitto (Coral Bay Hotel), ed abbiamo cooperato per il più grosso centro commerciale dell’epoca a Madrid (Xanadu), per fare due esempi tra i tanti. Nel 2000, sempre per realizzare un centro commerciale, sono andato in Repubblica Dominicana, per il “Mega Centro” di Santo Domingo, allora il più grande centro commerciale dei Caraibi. Mi sono fermato e lì ho trovato un campo aperto dal punto di vista imprenditoriale, un paese che cresceva esponenzialmente, davvero un bel posto in cui fermarsi”. Ho preso in affitto dallo Stato un terminale di gas, quasi al confine con Haiti e ho iniziato a importare gas da Trinidad e Venezuela (la maggior parte delle auto va ancora così). Sono ambienti particolari, complicati, ma stimolanti. Sono riuscito a entrare nella parte sociale alta della Repubblica Dominicana. Ma ho conosciuto anche ambienti più difficili: una fetta della popolazione ha difficoltà”.
Quanti italiani vivono in Repubblica Dominicana?
“Ufficialmente poco meno di 10.000 iscritti all’AIRE in Repubblica Dominicana, ma siamo più numerosi: ci sono tanti pensionati, ad esempio, che spesso non si registrano all’Anagrafe Italiana degli Iscritti all’Estero e, quindi, si trovano italiani dappertutto sparsi per il territorio. Vivono ben 10 milioni di abitanti in Rep. Dominicana, metà dei quali a Santo Domingo dove c’è anche una ricca comunità italiana. Tanti italiani si trovano anche a La Romana, dove ho la mia sede e il Consolato Onorario. L’Ambasciata italiana è a Santo Domingo ed è stata recentemente riaperta”.
Cosa ci può raccontare dell’esperienza da Console onorario?
“Il ruolo di Console onorario è utile, è una missione per aiutare i nostri connazionali e non solo. Lo facciamo per spirito di servizio e per dare una mano. Senza dubbio il ruolo dei Consolati onorari è importante: coprono i buchi sul territorio in forma volontaria. Tra l’altro qui in Repubblica Dominicana la lingua italiana si conserva bene, forse più che negli Stati Uniti: c’è immigrazione di prima generazione, massimo di seconda, (a parte qualche famiglia storica esistente da circa 150 anni) quindi la nostra lingua madre resta vivissima”.
La grande novità è la nuova associazione MIRE. Cosa può raccontarci?
“La premessa è che l’Associazionismo esiste, è importante, ma bisogna migliorarlo, Il MIRE è al momento, un’associazione senza scopi di lucro. Vogliamo aiutare gli italiani ad essere imprenditori, favorendo l’imprenditoria degli italiani che vivono all’estero, mettere insieme idee e realizzare progetti. Chi emigra nel 2020 spesso non è un italiano “di muscoli” ma “di cervello”. Una delle prime iniziative che abbiamo preso come MIRE è la neocostituita Camera di Commercio del New England, che aumenterà le transazioni economiche e commerciali con l’Italia. Sede principale a Boston. Ne facciamo parte imprenditori tutti giovani, specie provenienti da Massachussetts, Maine, New Hampshire e qualcuno dal Rhode Island. Il MIRE coordina queste iniziative”. Cerchiamo nuovi progetti da promuovere e proporre, giovani che vogliono sviluppare le loro necessita imprenditoriali, siamo sempre alla ricerca e allo sviluppo di Italiani che vogliono arrivare a vedere realizzati i loro obbiettivi, cerchiamo di preservare i nostri usi, costumi, lingua su differenti territori. Ho sempre avuto disponibilità per tutti, sia come Vice Console Onorario, oggi come Console Onorario, come Presidente di Camere di Commercio, sono sempre alla ricerca degli Italiani che vogliono superarsi, cosi come lo sarò sempre per i miei connazionali, credo nella perseveranza come elemento per arrivare al successo. Scrivetemi  le vostre idee, i vostri progetti o chiamatemi. Il mio numero di telefono è +1 809 8557344.
Email: presidenza@miremondo.com
eodoguardi@mirage.com.do

Sintesi di una grande bufala



La bufala sulle dichiarazioni della vicepresidente argentina Cristina Kirchner è al centro dell’attenzione della collettività italiana della Repubblica Argentina e del mondo.
A sostegno di questo inusitato fenomeno di disinformazione di massa c’è in particolare il giornale Clarin di Buenos Aires noto per il suo schieramento filo-macrista. I giornali italiani che si sono accodati al principale diffusore della bufala sono: “Il Fatto Quotidiano”, TGCOM24, Fanpage, AGI, Il Tempo, Sky TG 24.
Tra i personaggi che hanno aderito alla bufala e che esigono la ritrattazione della Kirchner e le sue scuse alla comunità italiana sono: l’on. Mario Borghese, il presidente del CGIE, Mariano Gazzola, entrambi appartenenti al Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), il viceministro degli interni Achille Variati del PD e il senatore Nicola Morra del M5S, presidente della commissione antimafia.
Di avviso contrario sono però due prestigiosi quotidiani: il Corriere della Sera e il Messaggero.
Sul giornale di Milano si legge:
“Kirchner e ‘gli italiani mafiosi’: bufera sulla vicepresidente argentina e su una frase mai pronunciata”. “Il riferimento era al nonno di Macri, legato alla ndranghetta.”
Sul giornale di Roma si legge ancora:
“Italiani mafiosi per genetica”. Bufera sulla vicepresidente dell’Argentina, ma non l’ha mai detto.”
Parole non dette e bufale. Ecco quel che c’è da sapere sulle dichiarazioni di Cristina Kirchner
Ecco il testo in spagnolo e la relativa traduzione in italiano di quanto dichiarato da Cristina Kirchner:
Testo trascritto in spagnolo
…bueno, el componente mafioso del lawfare (agresión jurídica, palabra inglesa creada para referirse al ataque contra oponentes utilizando indebidamente los procedimientos legales para dar apariencia de legalidad) en la Rep. Argentina se tradujo en la persecución a mis hijos pero especialmente a Florencia. Tal vez porque advirtieron por mi vida cuotidiana que era un lugar muy especial para mí y donde podían realmente horadarme porque claro era muy simple ver como era mi vida. Yo iba permanentemente cuando estaba en Buenos Aires a verla a ella, a su hija, a mi nieta Helena y entonces además es una chica sola, una madre soltera sola con su hija, creo que vieron un lugar en donde podían en fin hacer las cosas que ellos saben hacer tan bien. Debe ser ese componente mafioso… los ancestros de quien fuera …como denunció un reconocido periodista en el diario Página 12 cuando habló de la ndranghetta italiana. Deben ser esos ancestros, bueno…
Página 12_
“Entrevista con el investigador Rocco Carbone
Las mafias, el macrismo y las lógicas de poder
El autor de Mafia Capital analiza la relación entre la familia Macri y la ’Ndrangheta calabresa para luego reflexionar sobre los modos en que el PRO administró el gobierno nacional y la relación con sus rivales políticos.”
Traduzione
…beh, la componente mafiosa del lawfare (aggressione giuridica, utilizzando abusivamente procedure legali per farla apparire legale) nella Rep. Argentina diventò una persecuzione nei confronti dei miei figli, specialmente di Florencia. Forse perché si sono accorti, dalla mia vita quotidiana, che era una cosa molto speciale per me, dove realmente potevano colpirmi perché certo era molto semplice vedere come era la mia vita. Quando era a Buenos Aires mi recavo sempre a vedere lei e sua figlia, mia nipote Helena, inoltre una ragazza sola, una madre nubile sola con sua figlia, credo che hanno visto un posto dove potevano fare quelle cose che loro sanno fare così bene. Deve essere quella componente mafiosa… gli avi di chi è stato… come ha denunciato un noto giornalista nel giornale Pagina 12 quando si è riferito alla ndranghetta italiana. Devono essere quegli avi…
Página 12_
“Interviste con il ricercatore Rocco Carbone
Le mafie, il macrismo e le logiche del potere
L’autore di Mafia Capitale analiza la relazione tra la familia Macri e la ‘Ndrangheta’ calabrese per successivamente riflettere sulle modalità in cui il PRO ha amministrato il governo nazionale in relazione ai suoi rivali politici.”


L'ambasciatore d’Italia nella Repubblica Dominicana ha fatto visita allo stabilimento di produzione di cemento della Domicem




L'ambasciatore d'Italia nella Repubblica Dominicana, Andrea Canepari, ha recentemente visitato il cementificio italo-domenicano Domicem, insieme al direttore generale della compagnia Adriano Brunetti.
Durante la sua visita, Canepari ha avuto una panoramica completa dei processi di qualità, di produzione, di confezionamento e di distribuzione del cemento, nonché le misure adottate dall’azienda a titolo di responsabilità sociale ed ambientale.
Numerosi dirigenti della società hanno accompagnato l’ambasciatore nella sua visita, tra cui l'ingegnere Rafael Hernández, direttore dell'impianto, Arnaldo Foschi, direttore commerciale, e Stefano Pierotti, direttore delle finanze di Domicem.
Alla fine della visita Andrea Canepari ha dichiarato di essere entusiasta di come le aziende, che hanno iniziato le loro operazioni concepite come rapporto tra italiani e dominicani, rappresentino oggi un successo commerciale come è capitato con Domicem.
"Abbiamo grandi opportunità per continuare a crescere, abbiamo sviluppato una camera di commercio alla cui presidenza si trova Celso Marranzini con l'integrazione di solidi uomini d'affari della Repubblica Dominicana, la quale mira a consolidare ulteriormente le relazioni tra i due paesi", ha riferito.
“Abbiamo ancora grandi opportunità da sfruttare. Un esempio è l'opportunità di implementare tecnologie nel paese nel settore agricolo e nei sistemi eco-compatibili ", ha concluso.
Da parte sua Adriano Brunetti, direttore generale di Domicem, ha dichiarato: “Questa società è un esempio di collaborazione di entrambi i paesi. Abbiamo implementato tecniche e processi progettati per le nostre aziende in Italia, che, nella Repubblica Dominicana, ci danno grandi risultati. Questa gestione aziendale aumenta le relazioni bilaterali ed è un fattore di sviluppo che può essere utilizzato da altri investitori.”

mercoledì 12 febbraio 2020

I brogli che camminano – Chi se ne è beneficiato?



La storia dei brogli non è ancora finita. 32 sezioni elettorali con il 95% delle preferenze ai due candidati dell’USEI. La maggior parte delle schede compilate con la stessa penna e dalla stessa mano. 25.000 voti in tutto, un deputato, Eugenio Sangregorio, e un senatore, Adriano Cario, entrambi dell’USEI eletti. Vengono sconfitti Alberto Becchi e Fabio Porta del PD.
A Castelnuovo di Porto il fatto a suo tempo suscitò scalpore tra gli scrutatori, gli addetti e i candidati che si aggiravano tra i tavoli. Dapprima sono state messe in evidenza sette sezioni tutte della circoscrizione di Buenos Aires, poi sono comparse altre 25. In tutto 32. I brogli sono evidenti ma l’iter parlamentare e giudiziario per farli riconoscere dalle apposite giunte del senato e della camera è incerto.
I candidati Becchi e Porta hanno presentato denuncia alla procura della repubblica di Roma, alla procura della repubblica di Buenos Aires, ricorso al Tar del Lazio e alle giunte per le elezioni del senato e della camera dei deputati.
Una serie di denunce e di ricorsi che però non avrebbero sortito alcun effetto se a un certo punto non fosse comparso il contratto stipulato tra la posta argentina (Correo argentino) e il governo italiano relativamente alla custodia e alla consegna delle schede elettorali. Questa circostanza ha messo in moto le indagini presso la procura di Buenos Aires. È stata aperta formalmente un’inchiesta e si stanno raccogliendo prove e testimonianze. Tra poco il giudice argentino sarà in grado di emettere una sentenza che verrà prontamente consegnata alle relative giunte camerali.
All’accertamento dei brogli dopo il riesame delle schede contestate potrebbe seguire il loro annullamento e quindi la sostituzione dei candidati eletti nel 2018 in forza di queste.
Ma tra i tavoli degli scrutinatori di Castelnuovo di Porto in quei giorni si aggirava anche Ricardo Merlo. Il candidato Alberto Becchi ha riferito nella conferenza stampa svoltasi in data 2/12/2019 che anche l’eletto senatore e presidente del MAIE aveva riconosciuto l’apparente irregolarità delle schede. Gli sarebbe stato chiesto perché non presentava denuncia. La sua risposta sarebbe stata che “chi vince non denuncia”.
Probabilmente su questa vicenda di brogli l’onorevole italo-argentino ha chiuso un occhio nel momento in cui ha accolto nel suo schieramento il sen. Adriano Caprio.
Un acquisto, quello di Cario, di successo visto che garantendo il MAIE la fiducia di due senatori al fragile governo gialloverde, Merlo è riuscito a “negoziare” la sua nomina come sottosegretario agli esteri, situazione che poi si è ripetuta con la maggioranza giallorossa.
Nella foto vediamo i due candidati PD denuncianti e ricorrenti, a sinistra Alberto Emilio Becchi e a destra Fabio Porta. Al centro, lo conosciamo tutti, Antonio Di Pietro, che presta la sua consulenza.
Evidentemente questa volta si fa sul serio!

martedì 11 febbraio 2020

L'ospedale italiano di Caracas e la campagna politica del MAIE



Ospedale italiano a Caracas. Molto fumo e poco arrosto. Un ospedale in alto mare che fa parte della costante campagna politica del MAIE.
A Caracas il 2 febbraio si è firmato soltanto l’atto costitutivo dell’ospedale italiano in Venezuela.
Duemila persone erano presenti per celebrare il nulla perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E c’è voluto l’intervento di un bambino che ha donato 20 dollari per capire l’antifona. Se vorranno l’ospedale gli italo-venezuelani dovranno cacciare i soldi dalle loro tasche.
Invece il sottosegretario agli esteri on. Ricardo Merlo sostiene che: “Questo ospedale è tra le cose più importanti che il governo ha fatto per gli italiani all’estero”…
Chiamalo ospedale! Si tratta di due piani nell’umile clinica pediatrica Juan de Dios. In quello spazio verranno costruite cinque sale chirurgiche. Troppo rumore per niente. La capacità di intervento sanitario sarà molto modesta se l’opera verrà mai realizzata.
Non esiste, infatti, la certezza sui tempi di esecuzione. Il finanziamento delle spese di ristrutturazione, poi, qualora venisse erogato, dovrà essere rimborsato. Le altre spese compresi gli strumenti, l’attrezzatura, l’arredamento, le retribuzioni del personale e gli onorari medici, i servizi urbanistici vari ecc. saranno coperte dalle fatturazioni ai pazienti e dalle contribuzioni volontarie.
Le cure mediche non saranno gratuite se non nei casi di pazienti bisognosi.
Dall’umile ospedale pediatrico Juan de Dios, che l’anno scorso denunciava la mancanza dell’erogazione di acqua potabile, si pretende un po’ troppo. 
Ma per il MAIE tutto fa brodo. Voti sono voti e le elezioni anticipate sembrano imminenti. L’apporto degli italo-venezuelani votanti può far la differenza alle prossime elezioni politiche vista la quasi certa riduzione dei candidati della circoscrizione sudamericana a tre deputati e un senatore.

lunedì 10 febbraio 2020

È morto il giornalista Valerio Del Pezzo



Il connazionale e noto giornalista Valerio del Pezzo è deceduto ieri a Las Terrenas. Era ammalato da diverso tempo. Nativo di Napoli, era giunto a Las Terrenas nel 2004 insieme a sua moglie e al suo primo figlio. Successivamente gli era nata anche una bambina.
Nel 2007 fondò il quotidiano cartaceo Infos Diario. Le sue pubblicazioni, prevalentemente redatte in spagnolo con articoli in italiano e in francese, erano molto seguite  e apprezzate a Las Terrenas.
Con il suo grande impegno e con la valida offerta informativa era riuscito a diventare un leader dell’opinione pubblica locale.
Valerio Del Pezzo nel 2015 è stato uno dei fondatori della Asociación de Inversionistas Residentes y Extranjeros de Las Terrenas (AIRET) che si prefiggeva lo sviluppo economico e sociale dei poli turistici.

sabato 8 febbraio 2020

Italiano detenuto nel Centro di Accoglimento di immigrati di Haina



La risposta del presidente del Com.it.es Cav. Paolo Dussich non si è fatta attendere. Il connazionale è stato liberato diverso tempo fa ed è stato nuovamente deportato. La fonte di questa informazione è la stessa ambasciata che sicuramente una volta venuta a conoscenza del caso lo ha seguito e ha contribuito a risolverlo.
Il giovane non si trova più in territorio dominicano. È in Italia. Non si sa se intenda fare ritorno da queste parti. Non sarebbe da escludere del tutto visto il soggetto.
Qualcuno si chiede cosa abbia combinato per essere deportato. In realtà la deportazione nella R.D. non è legata ad attività criminali ma soltanto a violazioni delle leggi migratorie. In caso contrario si parla di espulsione.
Al rientro in RD dopo la prima deportazione, l’italiano avrebbe dovuto essere respinto. Invece, il giovane sostiene di aver pagato una cifra che gli è stata chiesta sottobanco per far chiudere un occhio alle autorità.
Dopo un mese è incappato in un altro controllo e una volta accertata la sua situazione migratoria irregolare è stato arrestato e trasferito immediatamente a Haina in attesa di deportazione.
Le dichiarazioni del giovane connazionali che abbiamo sentito nel video pubblicato nelle reti sociali sono da prendere con le pinze. Il suo riferimento ai 400 haitiani reclusi in una piccola cella è falso perché a Haina vengono trasferiti tutti gli stranieri tranne gli haitiani che vengono trasportati direttamente alla frontiera. Appare inoltre improbabile che sia stato percosso dalla polizia come sostiene. Inoltre la cella dove si trova sembra una reggia in confronto con altre che abbiamo visto, ad es. con quella della “carcelita” del palazzo di giustizia della Charles.
Non si sa quanto tempo sia rimasto a Haina. Parla di 355 pasti consumati a base di sardine e dice di essere molto dimagrito.
Ricordiamo che le attuali autorità hanno ormai perso l’abitudine di comunicare all’ambasciata i casi in cui i nostri connazionali sono coinvolti.
La mancanza di tempestività dell’intervento dei funzionari della sede diplomatica è dovuta a questo atteggiamento non consono con i trattati internazionali.
L’episodio comunque conferma ciò che molti non si rassegnano ad accettare. Nella Repubblica Dominicana è in corso un’applicazione letterale delle disposizioni e dei termini delle leggi e dei regolamenti migratori

Italiano deportato in aprile ritorna nella Repubblica Dominicana. Ora si trova recluso a Haina



Un italiano si trova recluso a Haina nel centro di accoglimento di immigrati noto anche come “Vacacional de Haina”. Non conosciamo il suo nome. C’è un video recente che si trova sulle reti sociali nel quale il giovane connazionale denuncia la sua situazione. Dice di essere stato deportato nell’aprile del 2019. Una volta in Italia si è messo a lavorare per racimolare i soldi necessari per il ritorno. Già da qui si capisce che il giovane italiano non deve avere tutte le rotelle a posto. Giunto di nuovo in aeroporto nella R.D. con gli stessi documenti con cui mesi prima era stato deportato, per l’ingresso nel paese gli sono stati chiesti soldi. Ha pagato perché dice di avere una donna qui. Dopo un mese è stato arrestato di nuovo ed è stato trasferito a Haina dove si trova attualmente. Non riesce a mettersi in comunicazione con la sua famiglia. Dice di subire maltrattamenti da parte della polizia che lo avrebbe percosso. Si lamenta del cibo, i 355 pasti consumati sarebbero stati tutti a base di sardine. Dice inoltre di essere dimagrito moltissimo. Vorrebbe che la sua situazione venisse a conoscenza della stampa.
https://www.facebook.com/100922851301513/videos/2573100612928656/

mercoledì 5 febbraio 2020

Coronavirus: si trova già fra noi nella Repubblica Dominicana?



Untori e diffusori di fake news.
Non è più come una volta, ai tempi dei Promessi Sposi del Manzoni, per esempio, quando si parlava di untori e basta. Ora alla figura del diffusore del contagio si aggiunge quella del biologo che fabbrica il virus e il relativo vaccino in laboratorio. C’è poi il commerciante di entrambi, il cui trasporto avviene agevolmente anche via Federal Express, il quale con il primo promuove il contagio e con il secondo fa ottimi affari. C’è infine chi si diverte a inventarsi notizie o fake news che non propagano la malattia bensì il panico tra la gente.
Nella Repubblica Dominicana, i giornali, oggi, hanno esordito con delle smentite dello stesso ministro della sanità: “Sono falsi i messaggi vocali che girano sulle reti sociali, in particolare su Whatsapp, secondo cui il virus si troverebbe già nel territorio nazionale.”
Secondo il ministro, cinque persone sono sotto vigilanza epidemiologica perché arrivati dalla Cina, ma non presentato sintomi della malattia. Sono state comunque adottate delle precauzioni.
Nei messaggi vocali, invece, si parla di due persone, padre e figlia, commercianti, rientrati da un viaggio d’affari in Cina, entrambi positivi al coronavirus, di cui una, la figlia, sarebbe già deceduta e il padre si troverebbe in gravi condizioni.
Nei messaggi si raccomanda di non viaggiare in metropolitana, di procurarsi delle mascherine e di tenersi lontano dalle altre persone.
Se il ministro della sanità sostiene che si tratta di fake news, gli si deve credere ovviamente. Comunque per essere certi che sia proprio così non ci vorrà molto. Qui le malattie contagiose si diffondono a velocità supersoniche. L’abbiamo appurato nel 2014 con la chincungunya. Questo contagio per la verità era “affidato” alla zanzara tigre, ma pochi ci hanno creduto più di tanto. In sei mesi contrassero il virus quasi mezzo milione di persone. Tutta colpa della solita zanzara? Forse.
Se è vero poi che il coronavirus viaggia comodamente a bordo delle goccioline di saliva ed è quindi favorito dalla vicinanza delle persone, dagli starnuti e dai colpi di tosse,  la proverbiale socievolezza dei dominicani accelererebbe di molto la diffusione del contagio.
Parlare poi di luoghi di quarantena nel domicilio dei malati fa sorridere, in quanto sempre per la natura estremamente amichevole del popolo che ci ospita, le case sono luoghi di ritrovo costante di parenti, amici e vicini. Poi ci sono i tavoli di domino a ogni angolo di strada nei “barrios”, le “guaguas” stracolme, i treni della metropolitana gremiti, i carro-concho con sette passeggeri uno sopra l’altro ecc.
C’è solo da farsi il segno della croce e attendere l’intervento della Divina Provvidenza che ogni anno istruisce gli angeli custodi di questa nazione di deviare lontano gli uragani, magari colpendo popoli meno devoti…
Speriamo quindi che Dio ce la mandi buona!

martedì 4 febbraio 2020

La ciabatta, lo smartphone e il selfie della fantasia...





l’unica bambina, che ha un’espressione quasi di sfida. “Sì, anche noi possiamo farci un selfie!”, sembra pensare. E tiene per mano quasi rassicurandolo e incoraggiandolo il bambino alla sua destra, quello dalle sembianze europee, che sorride come se davvero da quella ciabatta potesse venir fuori una foto. All’altro estremo il maschietto con la maglietta verde ha un’aria scettica. E già… lui è più grande. Sa che quello non è mica uno smartphone.
Invece il leader, il bambino davanti, ci vuole sempre un leader, ha avuto l’iniziativa di sfidare la fantasia e di coinvolgere tutta la squadra in una scena memorabile. È così che devono essere i leader a prescindere dall’età. La fantasia poi è un territorio tutto da esplorare che ci può sicuramente portare a un futuro migliore. In fondo l’impossibile selfie è stato comunque immortalato da qualcuno… L’importante è crederci perché spesso l’incredibile si avvera…

Intervista a Paolo Dussich


Ecco uno stralcio interessante dell’intervista rilasciata nei giorni scorsi dal Cav. Paolo Dussich, presidente del Comites ad Azzurro Caribe.
“Si continua a lavorare con impegno alla ricerca di una sempre migliore unità della nostra comunità, cosa che a Santo Domingo, a differenza di altri Paesi come ad esempio, l’Argentina, il Venezuela, gli Stati Uniti, solo per fare qualche nome, è sempre stata molto presente, sentita ed attiva.
Ad una migliore coesione dei connazionali della Repubblica Dominicana ci stiamo dedicando da molto tempo. La cosa principale sarebbe quella di non fare distinzioni di classe, ma purtroppo questo è molto difficile, siccome è insito nell’essere umano. L’anno scorso abbiamo dato nuova vita al Ferragosto Italiano ed è stato veramente un bel momento di aggregazione. A quel livello, con quella partecipazione, è stata la festa con più presenze mai organizzata qui. Sono tutte iniziative che fanno sì che la nostra comunità sia maggiormente compatta ed affiatata.
La prima settimana di aprile ci sarà la festa della Patria del Friuli. Sono eventi che ci permettono di stare insieme e ci fanno sentire un po’ più vicini alla nostra terra”.
Nella foto vediamo il Cav. Dussich insieme ai suoi tre figli maschi, da sinistra a destra, Jacopo, Vittorio e Giovanni.