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domenica 29 settembre 2019

Andrés, un tedesco vittima di false accuse che ha trascorso in carcere preventivo 22 mesi



Ho incontrato Andrés per la strada del “barrio” in mezzo alle pozzanghere delle piogge torrenziali di ieri sera. Erano anni che non lo vedevo. Classe 1951, una vita che è a Santo Domingo.  Ha trascorso 22 mesi nel carcere bolgia di La Victoria dove si è ammalato ed è sopravvissuto per puro caso. Alla base di tutto, una denuncia per pornografia infantile, poi mutata in sfruttamento della prostituzione minorile. Non sono state trovate prove e non ci sono state testimonianze contro di lui, ma il processo non arrivava mai a sentenza.
Andrés sostiene che ci fosse di mezzo tanta corruzione, che qualcuno volesse il suo appartamento. Ma Andrés è in affitto. Non glielo credevano e le cose sono rimaste nel solito limbo che è in realtà una condanna a morte se si è anziani.
E’ sempre vissuto da solo, non ha nessuno. Eppure i suoi vicini di casa e conoscenti dominicani non gli hanno fatto mai mancare il loro aiuto. Periodicamente gli arrivavano in carcere delle somme raccolte tra di loro, chi contribuiva con 500 chi con 1000 pesos. In carcere qui tutto costa, anche l’acqua potabile.
Una ragazza haitiana 23enne non ha mai smesso di fargli visita e forse Andrés è sopravvissuto grazie a lei. “La sposerai?” Gli ho chiesto. “E’ troppo giovane, ma ho bisogno di una donna, non posso rimanere da solo”. “Beh, gli ho detto,  “presentamela allora, fammi conoscere questa ragazze, è una persona valida che va tenuta presente”. Dove la trova una così? E poi se gli ha salvato la vita sarebbe giusto ricompensarla. Cercarsi un’altra donna e pensare che possa essere altrettanto disinteressata e buona è una sfida alla buona sorte.
L’ambasciata tedesca non lo ha mai abbandonato. “Non è vero che non hai una famiglia. La tua famiglia siamo noi”, gli continuavano a dire.
A risolvere il tutto è stata, infatti, una lettera dell’ambasciatore indirizzata al Ministero degli Affari Esteri. Si è arrivati quindi a sentenza e ora Andrés è in libertà. Tanta fortuna nella sfortuna. Altri devono marcire in galera. Non c’è pietà per nessuno, men che meno per stranieri innocenti ma squattrinati.
Forse Andrés tornerà in Germania. Lo stato lo accoglierà mettendogli a disposizione un appartamento di 52 mq e 2000 euro una tantum per l’acquisto di elettrodomestici nonché una pensione mensile di 500 euro. La prospettiva è allettante… Al suo posto non ci penserei due volte!

sabato 28 settembre 2019

Lutto e dramma per la famiglia Caula



La nostra comunità è in lutto, è deceduta a Orlando Francesca Caula. Alla disgrazia si aggiunge ora il dramma delle sue due figlie di 9 e 8 anni di età che si trovano negli Stati Uniti e che non vengono riconsegnate ai familiari.
Francesca Caula è deceduta all’età di 29 anni. Suo padre Sergio Caula ha lavorato per tanti anni alla Carabela. Era amico di tanti di noi. Qualche anno fa è rientrato in provincia di Belluno dove è rimasto. Ho conosciuto due dei suoi figli, Fabiana e Davide Caula. Non sapevo che ci fosse anche Francesca.
I giovani Caula si rivolgevano agli amici del loro padre ogni volta che avevano qualche problema con i documenti italiani e noi ci davamo da fare per quanto possibile per dare loro una mano. I figli dei connazionali sono anche in un certo senso nostri e la loro sorte ci sta molto a cuore.
Certo il passaporto italiano ha per gli italo-dominicani un grandissimo valore perché apre le porte degli Stati Uniti, punto di arrivo di gran parte delle aspirazioni e dei sogni dei dominicani. Francesca era anche italiana come le sue due figlie, una di loro addirittura è nata in Italia.
Due anni fa conobbe un portoricano per internet e si trasferì a vivere con lui a Orlando insieme alle bambine. Si sposò e stava regolarizzando il suo status migratorio negli Stati Uniti. Nel frattempo aveva partorito un’altra bambina, figlia del portoricano.
A un certo punto dopo un anno e otto mesi Francesca è deceduta all’improvviso. Capita di morire a tanti anche giovani in posti dove prima di chiederti dove ti fa male ti chiedono se hai soldi per pagare la visita.
Dall’autopsia è emersa come causa di morte la setticemia, un’infezione diffusa che spesso è mortale se non trattata adeguatamente.
Il giorno dopo il decesso Francesca avrebbe compiuto gli anni. Suo marito la lasciò abbandonata nell’obitorio. “Buttò via tutto ciò che le apparteneva e che non aveva valore. Per far vedere Francesca alla mamma le chiese il pagamento di un mese di affitto e del funerale o della cremazione” sostiene Fabiana. E ancora “la mamma chiamò la polizia per poter vedere le bambine. Lo abbiamo pregato di lasciarci le bambine, ma lui si rifiuta. La gente dice che vuole i soldi del governo”. Fabiana sostiene che Francesca  lo manteneva per cui ora non è strano che voglia trarre vantaggio dall’affidamento delle minori.
Le due bambine hanno due padri biologici diversi che non possono presentarsi negli Stati Uniti a reclamarle. Secondo le autorità della Florida non è possibile consegnarle alla madre di Francesca. Resta quindi come padre tutore il portoricano.
La madre di Francesca si rivolgerà lunedì prossimo al consolato italiano di Miami. Speriamo che le bambine possano far ritorno nella Repubblica Dominicana. Del resto il loro status migratorio è illegale per cui stando a quanto si legge ogni giorno non ci dovrebbero essere problemi. Comunque seguiamo la vicenda da vicino e incrociamo le dita.


venerdì 27 settembre 2019

Annuario Statistico della Farnesina 2019 – Ambasciata di Santo Domingo



I dati relativi al 2018 sono disponibili. Da una prima occhiata risulta che la nostra ambasciata ha fatto molta strada nel recupero degli arretrati nel settore passaporti. In rapporto al numero di iscritti AIRE si è posizionata al primo posto nel continente americano per il numero di rilasci. Questi sono stati, infatti, nel 2018, 2.163 pari al 20,3% del numero degli iscritti AIRE. Quindi si può dire che ci siamo finalmente aggiornati. il servizio prenota online, infatti, ha delle disponibilità per il rilascio dei passaporti addirittura entro il prossimo mese di ottobre. Meno bene siamo messi con lo stato civile e il rinnovo delle patenti di guida.
Anche relativamente all’incremento percentuale delle iscrizioni all’AIRE siamo ai primissimi posti nel continente americano, al terzo per la precisione, con l’8,2% dietro a Cuba, 10,5% e Brasile, 9,4%. Al 1 gennaio 2019 eravamo 10.605, 806 in più rispetto all’anno precedente.
Questa percentuale di incremento di circa il 10% era usuale prima della chiusura del 2014. Ancora però non siamo rientrati nella normalità. Molte iscrizioni AIRE si sono verificate a gennaio a seguito dell’introduzione alternativa di iscrizione online da parte del nostro ambasciatore.
Per l’AIRE si pensava a un effetto Venezuela che però a Santo Domingo non c’è stato. In Panama invece, dove esiste una legislazione che favorisce i lavoratori italiani nell’acquisizione della residenza sul posto, il numero degli iscritti AIRE si è raddoppiato in poco tempo è ha superato Santo Domingo. Gli italo-venezuelani evidentemente sono stati bene accolti nel paese centro americano.
Sono state concesse 44 cittadinanze. Bisognerebbe vedere se queste riguardano la ricostruzione dell’albero genealogico o la naturalizzazione per matrimonio. Per quest’ultima, a partire dall’inizio di quest’anno tutto, diventa più difficile in quanto una nuova legge contempla il superamento di un esame di conoscenza linguistica.

Un “marbete” con sorpresa



Dal 16 settembre si può pagare il bollo di circolazione o marbete. Un importo non tanto elevato, per le autovetture di oltre 5 anni, RD$ 1.500, per le altre RD$ 3.000. Il pagamento deve essere fatto entro il 15 dicembre, una data anticipata rispetto all’anno scorso. Ovviamente la gente aspetterà gli ultimissimi giorni e vedremo come al solito lunghe file di ritardatari agli sportelli, tipica intempestività latina… anche noi siamo latini (ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi!).
Andare in giro senza marbete è impensabile. Le rogne sono sicure e iniziano con il sequestro della macchina. Ti fanno scendere e te la portano al Plan Piloto.
Bisogna assolutamente acquistare questo bollo e attaccarlo al parabrezza.
Ecco la sorpresa: le multe fantasma!
Vere o abusive o emesse a caso lì per lì in un momento di ispirazione dell’agente della DIGISETT, le multe bisogna pagarle altrimenti niente marbete, niente certificato penale e niente perfezionamento del passaggio di proprietà del veicolo. Niente di niente!
Ci sono 9.300 multe emesse a carico di minorenni. Tantissime altre riguardano persone che si trovavano all’estero alla data dell’infrazione contestata.
Centinaia di multe, centinaia di migliaia di pesos da pagare.
Le procure hanno raddoppiato il personale per far fronte alle proteste. Comunque c’è poco da fare, difficilmente daranno ragione ai contestatori. Esiste comunque la possibilità che ci sia un’amnistia. Se n’è parlato qualche giorno fa, poi silenzio assoluto. 
Restiamo in attesa di novità positive. Nel frattempo farò a meno di pagare le mie multe. Per fortuna sono tutte a fronte di infrazioni vere, ma non si sa mai, quando ci sono le amnistie, si beneficiano un pochino tutti. O no?

giovedì 26 settembre 2019

Rousseau, i visti di Panama e la Farnesina pentastellata




Un sedicente membro della piattaforma Rousseau del M5S, un’elite di tutto riguardo, determinante per le scelte pentastellate, ha pubblicato di recente un post in uno dei nostri gruppi, nel quale rende noto quanto segue: “Ci sono grossi problemi con l’erogazione dei visti. L’ambasciata di Panama dopo la chiusura per ferie ad agosto è rimasta arretrata nell’erogazione dei visti. Ci sono persone che dopo tre mesi dal giorno stabilito per il ritiro non hanno ancora notizie. Signori del COM.IT.ES per favore, cercate di intervenire perché la situazione è insostenibile.”
Quindi il pentastellato sedicente certificato Rousseau giustamente, nonostante metà Farnesina politica appartenga al suo partito, si lamenta con un’istituzione il Com.it.es tra le cui facoltà non rientra quella della discussione riguardo l’emissione dei visti. All’importante membro della piattaforma politica più famosa e potente di tutti i tempi non è nemmeno venuto in mente che il ministro del MAECI è il capo politico del suo partito.
Sostiene ancora l’esponente pentastellato: “Il problema è che la situazione è insostenibile e che nessuno riesce a smuovere niente. Noi abbiamo solo il Com,it.es per cercare almeno di portare a buoni fine i numerosi problemi che viviamo quotidianamente, perciò mi rivolgo a tutti i suoi membri. Anche se non riguarda i vostri doveri, cercate di aiutare perché il problema è grosso e la situazione mi sembra a mio modesto parere insostenibile.”
Ai pentastellati non passa nemmeno per la testa di essere attualmente i padroni della Farnesina e non abbandonano l’abitudine di contestare e di chiedere agli altri come se tutto fosse loro dovuto. Ragazzi la Farnesina è vostra. Lamentatevi con la vostra gente. E smettetela di rompere le scatole agli altri. Semmai se proprio non vi basta avere mezza Farnesina politica pentastellata potete sempre rivolgervi a Merlo che qui nella Repubblica Dominicana è di casa essendo il MAIE il primo partito in assoluto.
E’ ora che i pentastellati cambino mentalità. Sono al governo, vi ci hanno portato anche il PD, principale distruttore della rete diplomatica italiana.
Cercate di rimboccarvi le maniche e di mettervi a lavorare per risolvere i problemi che ci sono. Il tempo delle contestazioni appartiene ormai al passato ora si tratta solo di fare…

domenica 22 settembre 2019

L'undicesima tormenta tropicale della stagione si chiama Karen




Ecco Karen! È stato attribuito alla depressione che costeggia ancora il litorale sudamericano, ormai diventata tormenta tropicale, l’undicesimo nome, questa volta, di donna. Ora il NHC di Miami ha iniziato a pubblicare il suo tracciato ufficiale.
Oltre a incrementare la sua potenza a 64 km/h, Karen ha anche rallentato la velocità di marcia a 15 km/h. Per ora la Repubblica Dominicana non è ricompresa nel cono dei pronostici dei prossimi giorni.
Nelle prime ore di mercoledì prossimo Karen dovrebbe attraversare Porto Rico. Secondo il NHC di Miami sono anche scarse le probabilità che per il momento evolva ad uragano per cui dovrebbe presentarsi a Porto Rico come semplice tormenta tropicale.
L’allerta è stata già lanciata in Trinidad e Tobago e in Grenada. Altre isole delle Antille Minori potrebbero attivarsi in tal senso nella giornata di oggi. Si prevedono al suo passaggio fino 200 mm di pioggia.
Tra poco verrà attribuito un nome anche alla depressione che dopo diversi giorni di terraferma africana si è addentrata nell’Oceano sempre all’altezza del parallelo 10. Si chiamerà Lorenzo e si profila già come una tormenta promettente che avrà tutto il tempo di acquisire dimensioni da record nelle acque calde dell’Oceano.

venerdì 20 settembre 2019

Rousseau un dogma della religione pentastellata



Il M5S per tanti aspetti rassomiglia molto a una religione. Ci sono diverse cose al suo interno che stanno in piedi solo se si ha fede e poi c’è il fanatismo cieco dei pentastellati disposti a sbranare chiunque li contraddica anche minimamente. Ci sono poi anche i dogmi…
Senza approfondire più di tanto, mi riservo di farlo un’altra volta, voglio soffermarmi sulla piattaforma Rousseau. La devi accettare com’è, se ci pensi un po’ casca il palco perché non sta più in piedi. Un dogma che non si può discutere. Ci vuole una fede a prova di Guiness.
Rousseau esiste fisicamente, ha una funzione determinante sulle scelte del partito e fin qui parliamo di cose concrete e credibili.
Quanti sono coloro che possono intervenire sulle decisioni del partito con il loro voto attraverso questa struttura?  Ecco, qui, incominciano a sorgere i dubbi. Di preciso non si sa. Si tratta di un dato che non è mai stato rivelato. In tempi recenti si è parlato di 87.000, di 100.000, 120.000 e 150.000. Non si sa… Chi sono gli iscritti?  Anche qui si è in presenza di un segreto di stato. Bisogna fare affidamento a quel che i singoli sostengono. C’è chi dichiara di far parte della piattaforma e c’è chi lo mette in dubbio. Esiste tra i pentastellati anche questa rivalità. Chiunque può dire di aver votato nella piattaforma. Crederci o meno è un altro paio di maniche.
E allora come si fa a stabilire che le votazioni della piattaforma Rousseau sono regolari? Qui ci vuole per l’appunto la fede e non poca.
Centomila circa sono gli ignoti di peso all’interno della piattaforma. Non si sa chi siano né perché ci siano loro e non qualche milione di persone. L’1% degli elettori M5S dell’anno scorso, il 2% di quelli rimasti. Pochini!
Un’aristocrazia anonima. Non si conoscono nemmeno fra di loro.
Un dogma. Una piattaforma sui generis che sa di mistero oppure di pagliacciata.
Del resto un movimento che ha per leader un comico può tranquillamente promuovere delle pagliacciate!

giovedì 19 settembre 2019

Jerry e la probabilità che piova nella penisola di Samanà




Le due immagini fanno parte dello stesso bollettino. I venti di tormenta tropicale si estendono a 130 km dal centro del cono. Jerry ha raggiunto quasi la forza di un uragano di categoria 2 vale a dire 144 km/h e già questo dato non coincide con i pronostici. La traiettoria più probabile secondo il NHC è quella centrale al cono ma potrebbe oscillare tra il lato sinistro e il lato destro. Non è improbabile che l'ampio campo nuvoloso possa interessare con delle piogge anche la penisola di Samanà. Addirittura non si può nemmeno essere certi che l'uragano non si avvii all'ultimo momento lungo una rotta diversa da quella pronosticata dall'NHC e che finisca per colpire il nord della Repubblica Dominicana. Clamorosi cambi di traiettoria sono sempre possibili, è già successo, soprattutto quando l'uragano si trova ancora a est delle Antille Minori. Non per niente il COE segue con molta attenzione il percorso di Jerry. Fidarsi è bene e non fidarsi è meglio!

Rinnovo residenza permanente, ora chiedono i documenti alla base della concessione della provvisoria...



All’ennesimo rinnovo della residenza permanente, Migración chiede a un cittadino tedesco la presentazione della documentazione con la quale nel 2001 ha ottenuto la residenza provvisoria. Le autorità non hanno a disposizione o non vogliono cercare la cartella relativa alla prima richiesta e vogliono accertarsi che a suo tempo tutto si sia svolto regolarmente. Non è mai capitato prima, che ci risulti, ma ognuno di noi si può ritrovare in una situazione simile... E dove li trovi i documenti che hai presentato 18 anni prima con i quali hai ottenuto la residenza provvisoria?
Il problema di base lo conosciamo, perché lo viviamo sulla pelle. Le difficoltà per acquisire il permesso di residenza nella RD per gli stranieri con l’applicazione letterale della legge 285-04 e del regolamento 613-11 a partire dal 2011 sono ben note.
Ora però emerge questa novità assoluta: il condizionamento del rinnovo di una residenza permanente più volte rinnovata all’esibizione dei documenti alla base della concessione della residenza provvisoria.
Il cittadino tedesco è sposato da vent’anni con una dominicana, abita a Punta Cana dove gestisce tre imprese. Almeno una fra queste è una società immobiliare. Ha investito nel paese i suoi risparmi di 35 anni di lavoro in Germania. È legalmente residente in RD dal 2001 e ha sempre rinnovato puntualmente la sua residenza.  Sembra quasi che per rendere al tedesco le cose ancora più difficili, non gli venga consentito di farsi assistere dalla moglie, pur parlando e capendo ancora male lo spagnolo.
La moglie sostiene che anche il suo matrimonio con il cittadino straniero è a rischio perché suo marito si sente insicuro, ha la residenza e la carta d’identità scadute, non riesce a gestire le suo imprese e pensa già al rimpatrio e cioè alla fuga da questo paese.

martedì 17 settembre 2019

Accusa di stupro che coinvolge il figlio di Beppe Grillo, peculiarità del trattamento del caso da parte dei media



Un ragazzo di origini iraniane e una ragazza di origini scandinave…
I giornali e la vicenda dello stupro di gruppo non tanto presunto che coinvolge il figlio di Beppe Grillo.
Un’alleanza di governo nata all’insegna di uno stupro, sostiene Vittorio Sgarbi. Il fatto è stato denunciato il 26 luglio, coinvolge il rampollo dell’Elevato Belin e altri tre giovani della Genova bene, eppure i giornali hanno diffuso la notizia soltanto il 6 settembre quando ormai i giochi per quanto riguarda il nuovo governo erano stati fatti. Un silenzio stampa che induce a qualche perplessità.
La conoscenza della vicenda avrebbe potuto inficiare l’autorevolezza dell’ex-comico e influire quindi negativamente sui fragili equilibri che hanno portato all’alleanza giallorossa.
L’avvicinamento al PD e alla linea guida imposta dai poteri forti consentirebbe secondo Sgarbi a Grillo di esercitare un’influenza positiva sulla grave accusa penale che incombe su suo figlio.
Lo strano silenzio stampa dei media è stato favorito sicuramente da una protezione inconsueta delle autorità inquirenti della privacy dei giovani coinvolti. Sin dall’inizio si può dedurre che le cose incominciassero a intorbidirsi.
I primi articoli pubblicati dai giornali parlano di una modella di origini scandinave, vent’anni non ancora compiuti. L’insinuazione è evidente: una modella, un luogo comune vede questa professione tendente alla promiscuità sessuale, di origini scandinave... le donne nordeuropee, tanti pensano che siano delle poco di buono… vent’anni non ancora compiuti… e perché non diciannove?
La chiave di lettura è sulla differenza di estrazione sociale della modella e dei quattro rampolli della Genova bene. Cosa non farebbe un’arrampicatrice ambiziosa per lo più modella per inguaiare dei ragazzi di ottima famiglia e ricavarne un profitto? E ultimo ma non per importanza, una modella di origini scandinave… Chissà perché non si è accennato a quale dei tre stati europei della Scandinavia si riferissero, la Norvegia, la Svezia o la Danimarca? Ai fini dello screditamento preventivo dell’immagine della vittima era meglio parlare di origini scandinave in generale. Favorisce i pensieri morbosi dei protoantropi italiani!
Eppure la ragazza è italiana, di padre svedese, nata e vissuta a Milano, appartiene a una famiglia agiata, si è diplomata in uno dei migliori licei italiani e frequenta l’università. Non si tratta quindi di una ragazza dei bassi strati sociali né di una modella pronta a tutto per inguaiare quattro giovani “per bene”.
La chiave di lettura non è quindi la modella di origini scandinavi, ma il giovane di origini iraniane, la madre di Ciro Grillo è iraniana, che sul suo account di Instagram inneggia allo stupro…
Il rampollo dell’Elevato Belin aveva un sogno nel cassetto e guarda caso anche lui è un oriundo, addirittura iraniano!

venerdì 13 settembre 2019

Brogli elettorali nella circoscrizione Estero, la magistratura argentina indaga



Brogli elettorali all’estero. Una storia che si ripete sistematicamente. L’anno scorso le denunce sono state più numerose del solito e sono state presentate sia in Italia che in Argentina. Ora la magistratura argentina ha iniziato ad occuparsene. I tempi sono un po’ sospetti perché la notizia è stata diramata all’indomani della formazione del governo in Italia.
Sotto esame sono 15.000 schede votate in 10 circoscrizioni su 90 della provincia di Buenos Aires che hanno determinato la vittoria di Adriano Cario dell’USEI e la sua nomina come senatore. Secondo le denunce, le schede sarebbero state compilate dalla stessa mano, il che risulta anche dai verbali dei presidenti di seggio di Castelnuovo di Porto.

Ora bisogna vedere se la magistratura argentina riscontrerà delle irregolarità. Certamente non avrà a disposizione tutti gli strumenti della procedura penale perché di fatto in Argentina non è stato commesso alcun reato. Del resto succede spesso e dappertutto che coloro che decidono di votare in un certo modo affidino le loro buste agli attivisti del loro partito. Questo è giustificato soprattutto dalla scarsa conoscenza della lingua italiana degli elettori sudamericani e dalle difficili modalità di voto.
Il senatore Merlo si è dato molto da fare come sottosegretario nel governo passato per modificare il voto all’estero. Speriamo che questo nuovo governo riesca ad avere una vita abbastanza lunga perché ci riesca una volta per tutte.
Nella foto vediamo il sen. Adriano Cario e il deputato Eugenio Sangregorio entrambi eletti nelle elezioni dell’anno scorso con l’USEI (Unione Sudamericana Emigrati Italiani). L’on. Cario è passato immediatamente al MAIE votando la fiducia e consentendo così la nomina dell’on. Merlo a sottosegretario. L’USEI invece con Sangregorio ha votato contro. Le posizioni di Cario e di Sangregorio sono state riconfermate anche quest’anno con il Conte bis.


giovedì 12 settembre 2019

Dorian nelle Bahamas, tanta distruzione e quasi un quarto della popolazione rimasta senza tetto




Dorian è rimasto alle Bahamas per 18 ore senza spostarsi neanche di un centimetro con tutta la sua potenza di uragano di categoria 5. Non era mai successo. Ci siamo lamentati di George che nel 1998 con la sua categoria 3 ha imperversato nel Gran Santo Domingo con una velocità di traslazione di 8 km/h, ma l’esperienza degli isolani delle Bahamas è molto peggiore. Per quasi un giorno l’arcipelago è stato colpito costantemente da raffiche di vento a vortice di 290 km/h. Un uragano di categoria 5 comporta: “Danni gravissimi agli edifici, che possono anche portare al loro abbattimento, completa distruzione di tutte le strutture mobili e completo abbattimento di alberi, insegne, cartelli stradali. Estese inondazioni nelle zone costiere, che possono superare l’altezza di 6 metri oltre il livello normale.”
Dorian ha distrutto le Bahamas non lasciando praticamente pietra su pietra. Finora i morti accertati sono 50. Le autorità però cercano sempre di tenere sotto controllo queste cifre.
A Porto Rico ad esempio colpito dall’uragano Maria nel 2017 le prime cifre rese note sono state di sedici morti e da un accertamento successivo si è appurato un numero di vittime mortali di poco superiore a 3000.
Alle Bahamas i morti ufficiali sono 50 e gli scomparsi 2500. Circolano però voci secondo cui i morti sarebbero oltre 3000 e le autorità starebbero nascondendo i cadaveri di numerosissime vittime. Il governo delle Bahamas smentisce denunciando la diffusione di notizie false.
Bahamas è uno stato caraibico costituito da oltre 700 isole delle quali solo 24 sono abitate. Gli abitanti sono circa 400.000. La capitale Nassau si trova nell’isola di New Providence. I rimasti senza tetto a causa di Dorian sono oltre 70.000. Gli obitori di Nassau  non hanno più capienza. I resti mortali sono sistemati in sacchi per cadaveri e conservati in contenitori refrigerati come misura provvisoria.
A Nassau ormai non c’è più spazio a disposizione per accogliere le decine migliaia di persone rimaste senza tetto.
Tra i dannificati ci sono molti haitiani che vivevano in un rione di Marsh Harbour, diventato ora un ammasso di macerie. Come stranieri si trovano davanti al problema che hanno perso tutti i loro documenti e rischiano di essere rimpatriati perché non in regola con le disposizioni migratorie. Gli haitiani devono affrontare anche la xenofobia dei cittadini del posto che li accusano di praticare il vudù.
Gli Stati Uniti da una parte si sono dichiarati disposti ad accogliere i rifugiati e ne hanno accolti circa 900 previo accertamento dell’identità di ciascuno dei passeggeri delle imbarcazioni che li trasportavano.  A un’imbarcazione che era partita prima di essere sottoposta agli accertamenti non è stato consentito  l’accesso a territorio statunitense.
Al riguardo Trump ha dichiarato di temere che dalle Bahamas riescano a fare ingresso negli Stati Uniti membri di bande criminali molto pericolose.
I rifugiati delle Bahamas ricevono un permesso provvisorio di soggiorno (TPS).

Nomina di sottosegretari e viceministri, prospettive del MAIE



La squadra di governo non è ancora completa. Il MAIE è in attesa della sua poltrona. Le speranze di averla comunque sono al lumicino. La posta in palio è alta e su ogni carica disponibile ci sono cinque richieste.
Il numero massimo di membri di un governo è per legge 65. Sono già stati nominati 21 ministri, manca ora il sottogoverno composto di 44 tra sottosegretari e viceministri. La spartizione avrà luogo tra M5S, PD e LEU. A quest’ultimo andranno uno o due posti. Il M5S ha a disposizione 4 o 5 posti in più rispetto al PD.
Finora la stampa non ha nemmeno menzionato tra gli alleati il MAIE. Eppure con l’apporto di due senatori alla coalizione di governo, di fatto meriterebbe come minimo di non essere ignorato.
Tra i candidati a far parte del MAECI si danno per certi Di Stefano (M5S) e Quartapelle (PD), altro candidato con possibilità è Marina Sereni (PD).
Le prospettive di avere una poltrona per Ricardo Merlo si allontanano di ora in ora. Domani i nomi saranno pronti.
Per i DEM si procede attraverso accordi tra le varie correnti. Per il M5S decide Di Maio sulle candidature proposte, cinque circa per ogni “domanda”. I presidenti delle commissioni del Movimento si sono già lamentati e hanno comunicato di non essere un ufficio di collocamento. Di Maio potrà decidere a sua discrezione a favore di persone che non sono comprese nella lista presentata.
L’ultima parola comunque spetterà al premier Giuseppe Conte sia per i pentastellati che per i DEM.
Essendo Giuseppe Conte, il premier di questa coalizione, di fatto e da sempre un DEM della corrente cattolica, ben visto quindi dalla curia e dal papa Bergoglio, non è detto che alla base dell’adesione di Merlo al nuovo governo non ci siano motivi ideologici. Non dimentichiamo che il MAIE affonda le sue radici nell’associazionismo cattolico.
Questa ipotesi però andrebbe contro il principale tema di campagna elettorale di questo movimento che è quello di voler stare sempre e comunque al fianco degli italiani residenti all’estero per le loro esigenze soprattutto di servizi consolari efficienti.
Del resto Ricardo Merlo si è battuto per il Sì alle elezioni del referendum sulla riforma costituzionale del 2016 e guardando alle alleanze che ha stretto nel corso della sua carriera politica si capisce che il suo partito, il MAIE, non guarda solo agli interessi dei connazionali residenti all’estero, ma ha delle mire politiche evidenti che sono coincidenti con quelle del PD: accoglimento clandestini, fedeltà all’UE, euro, ecc.
Paradossalmente in questo governo troviamo due partiti che hanno fondato le loro campagne elettorali sulla critica del Partito Democratico, il M5S e il MAIE. Si sono alleati con chi per motivi diversi demonizzavano.
Non c’è che dire, le contraddizioni in politica sono sempre all’ordine del giorno!
Sia ben chiaro comunque che questa coalizione ha un’impronta netta PD e che quindi dal punto di vista della rete diplomatica c’è poco da attendersi con Merlo o senza Merlo.

mercoledì 11 settembre 2019

Il Sì del MAIE alla fiducia, un voto in sordina



Non è stato facile scoprire che Ricardo Merlo presidente del MAIE aveva optato per dare la fiducia al nuovo governo. Nemmeno Italia-Chiama-Italia ne ha parlato eppure è il giornale più vicino al senatore italo-argentino.
Comunque la notizia da me pubblicata si è diffusa a livello mondiale in un baleno ed ha lasciato perplessi gli attivisti del MAIE, soprattutto in Europa. Vogliono chiarimenti, sono in subbuglio… “Il Sì è stato solo il motivo per rimanere a galla, per mantenere la poltrona? Se è così, non lo digerisco. I coordinatori MAIE EUROPA esigono una risposta ben dettagliata.” Si legge nel muro di Facebook di un importante coordinatore MAIE europeo.
Al riguardo il consulente politico del MAIE, Gian Luigi Ferretti sostiene che: “ Per contare bisogna essere nella sala di comando”.
Sala di comando di un governo PD…
Questo governo è una coalizione tra un partito, il PD, e un insieme eterogeneo di inesperti soggetti piazzati lì dagli elettori populisti conquistati dalla retorica di Grillo, Di Maio e Di Battista. Se ora che il governo deve ancora partire esiste una quasi coalizione sbilanciata a favore del PD per il fatto che il premier appartiene a quello schieramento, e non lo sapevamo, tra poco l’omogeneità sarà totale, previa la defenestrazione di Di Maio, degradato a deputato semplice. Una strategia già in esecuzione da parte di Grillo e di Conte. Siamo in presenza quindi in realtà di un nuovo governo PD che durerà fino alla scadenza della legislatura.
Merlo e Ferretti hanno visto giusto. Una poltrona fino alle prossime elezioni vale bene la fiducia. Ma, questa poltrona, gliela daranno? Se lo chiede anche più di qualche coordinatore MAIE.
Il PD però è il nemico giurato della rete diplomatica che mette sempre in secondo piano per favorire la cooperazione internazionale dove vanno a finire quasi tutti i fondi stanziati al MAECI e dove c’è anche trippa per gatti per i funzionari vari, tante società offshore, tanti pagamenti in contanti in paesi tra i più corrotti del mondo. A pensar male ci si azzecca sempre!
L’estero è un feudo del PD.
Il MAIE ha appoggiato quindi con il suo voto il ritorno del PD al governo. E se per la rete diplomatica non ci si può attendere niente di buono, con Merlo o senza Merlo come sottosegretario, ad altri livelli lo scopo del PD è fare proprio scomparire la figura del cittadino italiano residente all’estero, innanzitutto, approvando lo ius sanguinis, riducendo la trasmissione della cittadinanza alla seconda generazione e infine non erogando i servizi consolari e costringendo i nostri connazionali a naturalizzarsi nei paesi di residenza.
Merlo ha voluto mantenere la sua poltrona. Lo ha fatto a fin di bene? Una tesi difficile da sostenere. Il ritorno del PD al governo può solo recare danno alla comunità italiana residente all’estero con Merlo o senza Merlo.

martedì 10 settembre 2019

Ricardo Merlo e Adriano Cario votano la fiducia




Il MAIE vota sì alla fiducia e apporta due importanti voti alla striminzita maggioranza di 169 su 161. Ricardo Merlo aderisce quindi al Conte bis il che è sicuramente benaugurante per il nuovo governo sulla cui lunga vita il politico italo-argentino con questa decisione sta chiaramente scommettendo. Infatti, in caso di eventuali prossime elezioni con scontato esito favorevole per Salvini, Merlo non godrebbe più del sostegno del leghista che probabilmente considera questo voto un tradimento nei suoi confronti. E difatti lo è perché è soltanto grazie a Salvini che Ricardo Merlo è riuscito per la prima volta nella sua lunga carriera politica ad essere nominato sottosegretario agli esteri. Ma in politica non si guarda in faccia a nessuno. Non dimentichiamo che il padre di questa scienza è un fiorentino chiamato Niccolò Machiavelli.

Bisognerà vedere ora se a Merlo verrà riconfermato l’incarico di sottosegretario. Se così fosse a “spendere” una delle sue due poltrone nel MAECI dovrebbe essere il M5S, anzi lo stesso Di Maio che ovviamente è subissato di richieste e che dovrebbe aver già deciso a chi assegnarle. Sicuramente qualcosa dovranno dare al MAIE, i due senatori, anche se meno ambiti come tali perché risiedono all’estero e quindi in caso di emergenza il loro voto potrebbe non essere a portata di mano, valgono comunque qualcosa. Per questo stesso motivo, quello delle assenze, ai senatori non vengono assegnati posti come sottosegretari o vice-ministri, per far sì cioè che siano sempre nelle vicinanze qualora si dovesse votare la fiducia da un momento all’altro.


giovedì 5 settembre 2019

Nuovo governo e posizione del MAIE



Più di qualcuno tra i connazionali residenti nella Rep. Dominicana vorrebbe conoscere la posizione del MAIE sulla fiducia del nuovo governo. In fondo si tratta del partito che ha racimolato da noi più voti alle ultime elezioni e che ha presentato come candidato alla camera dei deputati un noto e apprezzato imprenditore italo-dominicano. Qualche giornale ne accenna e sostiene che il MAIE si asterrà dal voto “con la promessa che appoggerà l’esecutivo, una volta che questo avrà iniziato il mandato.”
Quindi i due senatori MAIE Ricardo Merlo e Adriano Cario si asterranno martedì prossimo dall’esprimere la loro fiducia al nuovo governo. Di seguito, promessa di politico, sosterrà l’esecutivo. La buona volontà c’è…
In fondo ad assegnare la carica di sottosegretario a Merlo è stato Salvini. Praticamente l’italo-argentino era uno dei due sottosegretari del team della Lega. La vicepresidente e l’altro sottosegretario erano del M5S. Difficilmente i DEM che sono molto ferrati nella materia esteri rinunceranno a due delle quattro figure importanti di secondo piano della Farnesina. E Di Maio avrà le sue preferenze dettate anche dalla voracità di poltrone che si è scatenata all’interno del Movimento. È da escludere quindi che l’onorevole Merlo possa aspirare a una sua riconferma nel MAECI.
Potrebbero addirittura andare meglio le cose se si ritornasse alle urne e in questo caso l’alleanza con la Lega pigliatutto sarebbe per il MAIE molto conveniente per motivi di strategia politica che il senatore oriundo conosce a menadito. Non per niente l’attuale suo delfino e braccio destro Ricky Filosa nel 2012 dichiarava che “Ricardo Merlo va zittito, distrutto, cancellato (politicamente, s'intende), dal 2006 Merlo è a Roma a trastullarsi fra le stanze del potere.” Dopo, le cose sono cambiate radicalmente tra Ricky e Merlo, si deve arguire comunque che l’esperienza del politico sudamericano sia notevole, avendo anche ricoperto per oltre un anno la prestigiosa carica di sottosegretario agli esteri.
Il MAIE tra l’altro non voterà la fiducia perché non si sa mai come andrà a finire e non sarebbe bello essere gli artefici di un’eventuale conferma dell’esecutivo. Del resto a LEU è stato dato un ministero a cambio di quattro voti al senato. Il MAIE ha due senatori. Possono valere o no questi due un sottosegretario? I negoziati proseguiranno sicuramente, i 45 sottosegretari e vicepresidenti saranno nominati tra 10 giorni. Si deve dire però che i voti dei senatori che risiedono in Sudamerica non sono tanto apprezzati. Succede spesso che quando servono non sono accessibili e basta poco per far cadere un governo. Più o meno come i senatori a vita che data l’età più di qualche volta non sono presenti alle votazioni.
Ricardo Merlo è un grande negoziatore, in 17 anni di “trastullamenti” nelle stanze di potere di Roma ha imparato sicuramente tanto…

Il nuovo governo. Un ritorno al passato. Stampo PD con rimpasto M5S...




Il nuovo governo ha giurato. Nihil novi sub soli. Niente di nuovo sotto il sole. Un governo di stampo PD con un rimpasto di ex-populisti, in tutto sei su dieci se si escludono i seguaci di Fico, l’irriducibile comunista vecchio stile. La mina Di Maio viene disinnescata, posta agli esteri, dove non potrà più far danni. La sua retorica che ha incantato le folle populiste non troverà spazio in questa sua nuova mansione.
Niente di  nuovo quindi, tranne l’arakiri del M5S. Il nuovo programma resterà lettera morta perché nessuno potrà o vorrà farlo rispettare. Un ritorno al passato quindi. Se siamo sopravvissuti allora sopravvivremo anche adesso.  Il M5S conterà poco o niente nel nuovo governo. Molti al suo interno si illudono, sbagliando, e ritengono che Giuseppe Conte sia una loro bandiera. L’avvocato del popolo però ci tiene sempre a precisare che non è un pentastellato.
Il M5S continuerà a perdere voti e finirà per scomparire. È già successo all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, partito per certi versi simile, seguito guarda caso dai Casaleggio.
Si creerà quindi un vuoto che bisognerà riempire. E né Grillo, né Di Maio, né Di Battista saranno più in grado di attirare i populisti traditi. La via intrapresa dall’Elevato o Divino Belin è senza ritorno. E la Lega? Chissà…
Sicuramente si sta creando un vuoto politico da riempire con nuovi oratori che con la loro retorica ridiano speranza agli italiani e che siano appoggiati magari dalla Casaleggio SpA, un marchio affidabile.
Ormai però chi ci crede più agli incantatori di folle? Parlano bene e alla fine razzolano sempre male e se possono si vendono monetizzando i loro bei discorsi.
Sembra proprio allora che non ci sia scampo e che i destini dell’Italia siano ormai segnati e non importa cosa pensino o votino o intendano votare gli elettori italiani.
Sembra… ma non si sa mai. Forse all’ultimo momento si aprirà uno spiraglio all’orizzonte. Sono in tanti a pregare, da una parte e dall’altra della barricata. Si dice infatti, ma deve essere senz’altro una fake news, che il Divino Belin si sia recato in chiesa dopo tanto tempo e abbia acceso delle candele. E già, i giochi non sono ancora fatti, manca la fiducia e questa non è per niente scontata. E poi la speranza è sempre l’ultima a morire!


mercoledì 4 settembre 2019

Di Maio alla Farnesina? Prospettive per gli italiani all'estero...



Oggi il governo dovrebbe giurare, ma…
C’è sempre un “ma” a quanto pare. A Luigi Di Maio l’ex creatura di Beppe Grillo la Farnesina non piace. Eppure è uno dei ministeri più importanti, soggetto tra l’altro al vaglio del presidente della Repubblica, come il Viminale e l’Economia. A questi saranno destinati quasi sicuramente due tecnici di gradimento di Mattarella.
Zingaretti e l’avvocato del popolo non sanno come levarsi Di Maio di torno. L’Elevato Belin avrebbe una mezza idea, ma ci vuole tempo.  E poi non è detto che ci riesca, il tragitto da percorrere è ancora lungo e ci potrebbero essere agguati in qualche varco. Tutto è possibile nella lotta per il potere. Lo insegna la Bibbia, che su queste cose è molto istruttiva. E poi si suole dire che nella guerra e nell’amore tutto è lecito. Il potere è un po’ di tutt’e due queste cose… Lo insegna anche la storia!
Per noi italiani all’estero si presenta quindi la prospettiva di avere alla Farnesina il capo politico del M5S.  Non ci vuole molto per capire che questa posizione non è la sua e non per mancanza di capacità, perché il ragazzo ha una grandissima intelligenza, quanto perché l’estero non fa parte dei suoi interessi.
Viene da pensare alla massima latina del “Promoveatur ut admoveatur”. Lo promuovono per rimuoverlo. Ma Giggino il latino lo mastica,  proviene dalla maturità classica, non serve dire altro…
Il ministro uscente Enzo Moavero Milanesi non apparteneva né alla Lega né al M5S.  Non era un uomo del Cambiamento. Ricordiamo qualche sua battuta infelice di equiparazione dei nostri emigranti del passato con gli attuali migranti che vengono accolti ogni giorno in Italia.
L’estero è un settore nevralgico per l’Italia e non soltanto per le relazioni con gli altri paesi. Ci sono i nuovi emigranti italiani, giovani e non che abbandonano da soli o con le loro famiglie il nostro paese alla ricerca di un lavoro all’estero. Ci sono cinque milioni di oriundi con passaporto italiano che invadono il mercato del lavoro internazionale, facendo concorrenza ai cittadini italiani nativi e creando situazioni di ressa presso gli sportelli consolari. Ci sono poi altri milioni di oriundi aventi diritto alla cittadinanza italiana che affollano la nostra rete consolare.
Il Governo del Cambiamento a livello estero non ha risolto niente. Con Moavero Milanesi come ministro, la Farnesina ha dato l’impressione di continuare ad essere un’enclave del PD. Sono stati destinati alla rete diplomatica comunque meno fondi nel 2018 rispetto a quelli elargiti nel 2017.  Probabilmente con l’alleanza M5S-PD passerà lo ius solis e lo ius sanguinis verrà limitato alla seconda generazione. Un’ipotesi questa che è stata presa in considerazione da Salvini e da lui abbandonata a seguito delle pressioni del sottosegretario MAIE Ricardo Merlo.
A proposito chissà se i due senatori del MAIE sosterranno il nuovo governo e chissà se l’onorevole Merlo continuerà a svolgere le funzioni di sottosegretario?

martedì 3 settembre 2019

Rousseau approva l'inciucio. Per l'alleanza M5S-PD non ci dovrebbero essere ostacoli



Ormai la strada per l’alleanza di governo M5S-PD sembra del tutto spianata. Anche la manciata di scritti al sistema Rousseau ha espresso il suo voto favorevole.  Circa 63.000 pentastellati hanno approvato l’alleanza. Non si capisce bene quale sia la significatività di questo risultato a fronte dei 10 milioni di italiani che hanno votato il movimento l’anno scorso soprattutto per avere un’alternativa al PD con il quale ora invece ci si intende alleare.
Di maggiore rilievo ai fini della fattibilità dell’inciucio sono stati gli interventi della Merkel sul PD, con l’invito ad allearsi ad ogni costo e quindi a cedere alle richieste di Di Maio, e dell’Elevato Belin su quest’ultimo per richiamarlo all’ordine.
Certo che comunque vadano le cose tra Grillo e Di Maio non sarà più lo stesso. Il giovane avellinese ha osato ribellarsi. Ha rivendicato delle posizioni anche contro la linea di Conte e di Grillo e avrebbe dovuto solo indossare la livrea e stendere il tappetto rosso a Zingaretti e al professore del popolo. L’Elevato Belin dagli occhi che spesso vanno fuori dalle orbite e dalle frequenti urla assordanti queste cose non le dimenticherà e lo aspetta al varco. La fine politica del giovane avellinese sarebbe scontata: al momento opportuno scomparirà dalla scena. Questo ovviamente secondo l’ex comico genovese.
L’età fa brutti scherzi e quel che pensa Grillo, non più lucido come una volta, conta fino a un certo punto perché anche la “creatura” pensa… Non ha voluto uno scontro frontale con l’Elevato Belin e dice sì per accontentare tutti, ma in tempi non sospetti si è vantato di avere dalla sua parte un numero di senatori fedelissimi con i quali a tempo debito potrebbe far saltare l’inciucio. L’Elevato Belin può urlare quanto vuole e  il professorino di provincia si sdegni pure dall’alto della sua bravura riconosciutagli ai vertici della politica mondiale, tanto di fatto non conta niente.
Al di là di Rousseau con un sostegno pari a nemmeno l’1% di tutto l’elettorato, ci sono milioni di populisti che stanno dalla parte di Di Maio, perché l’ex “creatura” ha anche un curriculum: è stato titolare di un governo che ha raggiunto diversi obiettivi per 14 mesi. Non teme le elezioni, anzi le cerca per una conferma, per un’emancipazione dall’Elevato Belin e dal professore di provincia Giuseppe Conte. Gioventù, divino tesoro…

L’incubo Dorian resta fermo nelle Bahamas dove ormai non c’è più niente da distruggere…



Sugli uragani c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Dorian, la nostra “vecchia” conoscenza, ha fatto carriera nella sua vita di qualche settimana ed è diventato un mostro anzi un vero incubo per milioni di persone. Si trova ora nella Gran Bahamas dove “frulla”a 200 km/h da diverse ore riversando piogge di oltre mezzo metro e provocando moti ondosi vicini ai 10 metri. “Frulla” come ben sa chi ha esperimentato di persona questo tipo di fenomeno naturale e non si sposta nemmeno di un millimetro.  Immaginare qualcosa di peggio riesce alquanto difficile. Sono cose comunque che stanno capitando sempre con maggiore frequenza nei tropici in tempi di cambiamento climatico.
Nelle Bahamas è rimasto poco da distruggere e i 400.000 abitanti sopravvivono asserragliati nei loro rifugi in attesa che l’incubo decida una buona volta di andare da qualche altra parte. Si prevede che nelle prossime ore Dorian proseguirà verso nord senza addentrarsi nella terraferma.
“Le Bahamas sono attualmente in guerra sotto l’attacco dell’uragano Dorian”. Lo sostiene il primo ministro dell’arcipelago ex-britannico.
È stata confermata la morte di cinque persone. Ci sono segnalazioni non ufficiali di numerosi cadaveri galleggianti nelle isole Abaco. Le linee elettriche sono a terra e gli alberi praticamente tutti abbattuti. Le squadre di riscatto si recheranno nei posti dove ci sono  persone in pericolo non appena le condizioni meteorologiche  lo consentano.
Nelle immagini diffuse dagli abitanti delle isole Abaco si possono vedere automobili e case sommerse dall’acqua che ha trasformato le strade in fiumi con venti che hanno raggiunto talvolta anche i 350 km/h.
Lo spostamento previsto lungo il litorale della Florida non sarà esente da danni per le cittadine costiere. Non si sa se e quando Dorian si addentrerà nella terra ferma. Per le prossime 48 ore si prevede che manterrà la sua attuale potenza di categoria 4. Gradualmente poi la sua intensità dovrebbe diminuire.
Il governatore della Carolina del Sud ha ordinato l’evacuazione obbligatoria a partire da mezzogiorno di ieri.

lunedì 2 settembre 2019

Il "The Guardian" di Londra pubblica un articolo sulla chirurgia plastica dominicana



Ogni tanto si parla di un’ipotesi di sviluppo del turismo sanitario nella R.D. È evidente che le strutture necessarie a tal fine non esistono e che nei poli turistici ammalarsi o avere un problema di salute può facilmente portare alla morte a meno di un immediato trasferimento a Santo Domingo e di una sufficiente copertura assicurativa.
Esiste però un turismo legato alla chirurgia plastica.
Quest’anno oltre agli episodi che hanno colpito fortemente l’industria turistica dominicana in generale, si deve citare un’ultima recente bordata proveniente dalla Gran Bretagna e indirizzata al settore delle cliniche estetiche.
Il giornale britannico The Guardian ha pubblicato l’articolo “Morire per un nuovo corpo: perché tanti decessi per il turismo della chirurgia plastica?”
Dodici nuovaiorchesi sono deceduti nella Repubblica Dominicana negli ultimi sei anni a seguito di interventi di chirurgia plastica.
I pazienti sono attratti dai prezzi inferiori praticati nel paese caraibico.
Nel 2018 sono state eseguite oltre 23.000 chirurgie plastiche nella Rep. Dominicana e 18.000 di queste hanno riguardato pazienti provenienti dall’estero. Ciononostante, non tutti, sostiene l’autore dell’articolo summenzionato, ritornano a casa.
Dei 12 nuovaiorchesi deceduti a seguito di interventi negli ultimi sei anni, tutti tranne uno sono stati sottoposti a più chirurgie nello stesso tempo.
La Rep. Dominicana, si sostiene nello stesso articolo, non aderisce alle regolamentazioni statunitensi in materia di quantità di grasso corporale che si può eliminare durante la chirurgia, il che aumenta le probabilità di provocare insufficienza cardiaca e altre conseguenze durante le operazioni estetiche.
The Guardian fa riferimento anche al CIPLA, una clinica che è stata chiusa nel luglio del 2017 per lo scoppio di un’epidemia batterica che ha contagiato 22 statunitensi, tre di loro residenti a New York. In quello stesso centro estetico è deceduta di recente la madre della famosa modello Yatnna Rivera.

domenica 1 settembre 2019

alessandro Geraldino: il primo vescovo residente di Santo Domingo e del Nuovo Mondo




Il primo vescovo residente del nuovo mondo fu un umbro, Alessandro Geraldini, nato ad Amelia nel 1455 e deceduto a Santo Domingo nel 1524 dove giunse esattamente 500 anni fa nel 1519. L’ambasciata d’Italia intende commemorare questo evento per mettere in evidenza un altro vincolo storico e culturale tra la Repubblica Dominicana e l’Italia. Alessandro Geraldini fu un uomo di grande cultura. La sua principale opera venne pubblicata da un suo pronipote oltre 100 anni dopo la sua morte. L’illustre cittadino di Amelia viene considerato un umanista erudito e i suoi scritti sono da qualche anno oggetto di approfondito studio nelle due sponde dell’Atlantico e ritenuti importanti documenti storici.
Il primo vescovo residente del nuovo continente da giovane si trasferì in Spagna al seguito di suo zio materno, Antonio Geraldino, al tempo nunzio apostolico, che lo adottò e si occupò della sua istruzione.
Fece parte della corte della regina Isabella assumendo importanti incarichi diplomatici in Gran Bretagna e in Russia.
Fu amico di Cristoforo Colombo che conobbe nella corte dei re di Spagna e al quale agevolò con il suo intervento l’autorizzazione al suo viaggio da parte dei monarchi cattolici.

Alessandro Geraldino, una volta giunto a Santo Domingo, intraprese la costruzione della cattedrale che fino a quel momento era coperta con un tetto di paglia. Morì a Santo Domingo nel 1524 e venne sepolto nella cattedrale ancora in costruzione dove i suoi resti si trovano tuttora.
L’Ambasciata d’Italia ha rivolto ai connazionali residenti un invito a partecipare al solenne TE DEUM previsto nella Cattedrale per il giorno 19 settembre prossimo che verrà celebrato dall’arcivescovo di Santo Domingo Mons. Francisco Ozoria Acosta in persona.
Saranno presenti la Prima Dama della Repubblica, Lic. Candida Montilla de Medina, il Corpo Diplomatico accreditato nel Paese e Funzionari di governo.

Femminicidi: una piaga che cede il passo a forti incongruenze



Si pensa che la violenza di genere sia un tema di primaria importanza. A volte capita di assistere a interventi esagerati a favore delle donne. Le strutture ci sono dappertutto e una denuncia anche generica ha degli effetti micidiali sull’aggressore di turno. Le minacce verbali, la violenza fisica o psicologica bastano e avanzano per far finire sotto arresto l’accusato.
In caso di aggressione vera e propria non esiste il ritiro della querela, si viene processati e condannati. Questo succede quasi sempre, ma alla “Fiera dell’Est” tutto si compra, non solo i topolini, soprattutto le sentenze.
A San Pedro il proprietario di un noto negozio di mobili aggredì due anni fa la sua ex-moglie colpendola più volte con un coltello. Gravemente ferita, la donna, 28enne madre di due bambini, di professione avvocato, sopravvisse. Con l’accusa di tentato omicidio l’uomo venne processato e condannato a cinque anni di reclusione. Una pena troppo mite per un reato così grave. Il pubblico ministero non impugnò la sentenza anzi stipulò una specie di contratto con il mobiliere che prevedeva la libertà condizionata. Una volta libero l'uomo ci riprovò, si procurò una pistola e sparò a bruciapelo cinque volte alla sua ex, dopodiché si suicidò.
Alla “Fiera dell’Est” è lecito pensare che tutto si compra e la protezione di chicchessia conta poco o niente.
E ora ci si chiede chi paga per i due orfani di questo femminicidio annunciato?
Al riguardo due donne in vista si sono pronunciate con le seguenti dichiarazioni:
Yeni Berenice Reynoso, procuratrice generale della Corte di Appello sostiene che “Il reato commesso nel dicembre del 2017 contro la giovane madre e avvocato Anibel rientrava nella fattispecie del tentato omicidio. La pena prevista per tale reato è di 30 anni.”
Invece Susana Gautreau, viceministro di Energia Nucleare giustifica addirittura l’omicidio per commissione: “Se una donna è ancora in vita nonostante le minacce, le molestie e le persecuzioni di un uomo che non accetta di essere stato lasciato, questa non deve aspettarsi niente da nessuna autorità o funzionario, deve semplicemente pagare alcuni “tigueres” perché lo facciano fuori e basta”.