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sabato 31 marzo 2018

L’uovo di Colombo e i respingimenti



Fatta la legge trovato l’inganno! Si fa per dire perché la legge 285 04 i respingimenti per l’eccedenza dei tempi del soggiorno non li prevede. Si potrebbe comunque arrivare a una giustificazione di questa sanzione. Il problema è che le conseguenze di un respingimento sono gravi e quindi dovrebbero essere rese adeguatamente note ai turisti.
Basterebbe che lo dicessero, ma non lo dicono… Da nessuna parte si deduce una gravità tale del soggiorno in eccesso da non consentire l’ingresso del turista, da umiliarlo con l’imbarco sullo stesso aereo di arrivo con le conseguenti perdite di tempo, di immagine e di denaro, costringendolo se vuole rimettere piede in RD a chiedere un visto di residenza nel paese di provenienza presso il consolato dominicano.
C’è qualcuno però che non solo contesta la veridicità di questa procedura, affermando di essere entrato per ben nove volte dopo soggiorni di gran lunga eccedenti quelli della carta turistica, ma di essersene andato via dal paese addirittura senza pagare MAI la relativa tassa o ammenda.
Praticamente un nostro connazionale dichiara di essersi presentato in aeroporto per ben otto volte senza i soldi per il pagamento della tassa o ammenda relativa al superamento dei tempi di soggiorno.
Sicuramente è poco probabile che a qualcuno venga in mente di imitarlo. In fondo costa molto di più il viaggio in aereo che in ogni caso la tassa, anche quando questa riguarda periodi di oltre 10 anni. Quindi di per sé si intravede già qualcosa di strano e di poco probabile in queste affermazioni. Una persona adulta con tutte le sue rotelle a posto, sensata non affronterebbe mai il rischio di perdere l’aereo per futili motivi con tutte le conseguenze del caso.
O si vuole far pensare che questa è una repubblica di buonisti che lasciano perdere se il gringo è senza soldi e magari gli srotolano il tappeto rosso per indirizzarlo più comodamente in aereo, ridendo e scherzando. In fondo un gringo squattrinato è sempre motivo di ilarità. Si vorrebbe dare a intendere… Peccato che non sia così! Non siamo in una repubblica delle banane checché si voglia dare a intendere e le opzioni sono solo due per il turista in partenza: o paga la tassa o perde l’aereo.
Inoltre secondo questo nostro connazionale un respingimento per eccesso dei tempi di soggiorno non potrebbe mai aver luogo, se non ci fossero altri motivi.
Evidentemente il suo atteggiamento temerario, chiamiamolo così, e poco incline a tener conto dei rischi lo porta a invitare tutti a fare altrettanto.


Dovremmo quindi recarci in aeroporto tranquillamente con il biglietto, senza i soldi della tassa tanto si passa comunque. Al ritorno poi non si dovrebbe nemmeno pensare all'eventualità di un respingimento.
Ma c’è sempre un uovo di Colombo che prospetta delle soluzioni a problemi che sembrano altrimenti irrisolvibili.
Non è che ti presenti in aeroporto senza i soldi per la tassa. Provi invece a far chiudere un occhio al funzionario con una mazzetta. Questo sembrerebbe essere il suggerimento. Anche qui chi se la sentirebbe di farlo? Ti capita un funzionario integerrimo e vai a finire nei guai. O si continua a insistere sull'immagine di una repubblica delle banane? Attenzione, che questo è un paese con tanti difetti, ma "accà nisciun" è fesso.
Ecco se il funzionario sorvolasse sulla riscossione della tassa e sulla relativa registrazione agli atti, di questa violazione non resterebbero tracce. 
Se ci si presenterà in futuro al reingresso in aeroporto con lo stesso passaporto i timbri potrebbero essere ricontrollati. Ma probabilmente ci vuole qualcosa di ufficiale per giustificare un provvedimento di respingimento. Lo possiamo solo arguire...
Certo sono ipotesi assurde di affermazioni che non sembrano veritiere e che si basano su luoghi comuni anacronistici non più tanto calzanti con l’attuale realtà dominicana.

venerdì 30 marzo 2018

Ampliamento dell’operatività del Consolato Onorario di La Romana



Il 20 marzo scorso è stata diramata da parte della nostra ambasciata la comunicazione dell’apertura al pubblico nelle giornate di martedì a partire dal prossimo 17 aprile degli uffici consolari per il servizio passaporti. Si tratta di un ulteriore passo avanti verso la normalizzazione del servizio che comunque è già a buon punto. Resta fermo il requisito delle prenotazioni che nei giorni scorsi hanno offerto grandi disponibilità per i mesi di maggio e di giugno.
Nella stessa comunicazione si precisava inoltre che nei casi di comprovata urgenza si potrà contattare per il rilascio del passaporto l’Ufficio Consolare, inviando una mail all’indirizzo santodomingo.consolare@esteri.it.


Invece due giorni fa e cioè il 28 marzo è stato pubblicato un importante avviso di ampliamento dell’operatività del consolato onorario di La Romana, che apre al pubblico nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:00, senza necessità di prenotazione.
“Si informano gli utenti che a partire dal 3 aprile 2018 il Consolato Onorario a La Romana sarà aperto al pubblico per lo svolgimento delle seguenti pratiche:
  • - Ricezione delle domande di iscrizione all’AIRE;
  • - Ricezione degli atti di stato civile rilasciati dalle Autorità della Repubblica Dominicana per la loro trascrizione presso i Comuni italiani;
  • - Certificazioni di esistenza in vita per fini pensionistici;
  • - Rinnovo della patente di guida italiana;
  • - Certificazione di validità della patente di guida italiana al fine dell’ottenimento della patente di guida dominicana;
  • - Autentiche di firma su:
    • o Atti di assenso al rilascio di passaporto da presentare alle Questure italiane o a Rappresentanze consolari italiane presenti in stati diversi dalla Repubblica dominicana;
    • o Procure speciali predisposte in forma di scrittura privata autenticata;
A partire dal 16 aprile 2018 il Consolato onorario a La Romana inizierà anche a ricevere le domande di rilascio del passaporto italiano.
Questo servizio sarà rivolto ai soli cittadini italiani iscritti all’AIRE e residenti nella circoscrizione consolare del Consolato Onorario del La Romana.
Sarà comunque possibile il solo “rinnovo” ovvero il rilascio di un nuovo passaporto esclusivamente ai titolari di un precedente passaporto italiano; la domanda di rilascio per il primo passaporto dovrà invece essere presentata esclusivamente all’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo.
Chi ha un passaporto in scadenza ed è residente nella circoscrizione consolare del consolato onorario potrà richiedere il rilascio di un nuovo passaporto. Chi non ha mai avuto un passaporto dovrà invece recarsi in ambasciata.
Contatti
Consolato Onorario a La Romana
Calle Las Palmas, 26 - La Romana
Tel.:+1 809 830 3324
email: laromana.onorario@esteri.it



Razzismo dalle Alpi ai Caraibi: differenze



Iniziamo con le mani dell’immagine. Qualcuno si è lamentato e ha parlato di post con gente incatenata.
In realtà queste mani sono sul profilo Facebook di una ONLUS il cui presidente ha rischiato di essere respinto per motivi di omonimia con un pregiudicato italiano. Non è da escludere però che Migración abbia preso in considerazione l’attività pro-haitiana del connazionale.
Almeno di un respingimento per motivi ideologici si è venuti a conoscenza. Si è trattato, nei mesi successivi all’uragano Maria, di una signora portoricana schedata come comunista.
Tornando alle mani, sono da collegare non ai respingimenti ma al tema haitiano o, se vogliamo, al razzismo. Le catene sono arrugginite, vecchie catene… sfruttamento, riduzione alla schiavitù, violazione di tutti i diritti. E il palmo delle mani? Beh quello sì che è un vero e proprio spettacolo!
Si sa che anche le persone con la pelle più nera, anzi addirittura blu, hanno il palmo delle mani chiaro come anche la pianta dei piedi. Ma queste mani no, queste sono nere! Dipinte certo! Fa parte della messa in scena. Una ONLUS che si rispetti deve essere in grado di sollecitare l’indignazione e la compassione del pubblico. Questo è alla base del business. Ma il razzismo come inteso da noi italiani, lo si può applicare pari pari al contesto dominicano?

Innanzitutto teniamo presente che la Repubblica Dominicana è un paese popolato da mulatti, 73%, il 16% sono bianchi europei e l’11% neri (e all'interno di queste due categorie tanti ancora sono mulatti).
Solo sulla base di questi dati va escluso un razzismo come lo intendiamo noi.
A tutto questo si aggiungono i trascorsi storici.
La Repubblica Dominicana si rese indipendente non dalla Spagna nel 1844, bensì da Haiti.
Nessun razzismo si percepisce per le strade. L’haitiano viene chiamato “moreno” e viene rispettato. Non mi risulta in tanti anni di soggiorno qui di aver assistito a confronti di natura etnica. Sicuramente gli haitiani sono molto più compatibili con i dominicani di quanto gli africani che sbarcano ogni giorno nelle nostre coste lo siano con noi.
Non esiste quindi un parallelismo tra le tematiche Italo-africane e dominico-haitiane. Semmai questo c’è, come ha più volte osservato l’ex presidente Leonel Fernandez, con il conflitto del Kosovo, territorio della Serbia occupato gradualmente di fatto nel corso degli anni dagli albanesi che poi ne hanno rivendicano l’indipendenza.
Una vicenda questa che è costata, oltre a un pezzo del suo territorio, diversi bombardamenti a Belgrado proprio su iniziativa di Bill Clinton che, guarda caso, è una delle persone più influenti della vicina Repubblica di Haiti.

giovedì 29 marzo 2018

Respingimenti agli aeroporti dovuti al superamento del periodo di soggiorno in un viaggio precedente e terrorismo psicologico



Non è da molto che se ne parla. Si tratta di un vero fulmine a ciel sereno. Respingimenti ci sono sempre stati per i motivi più svariati secondo i criteri precisati nell’apposito articolo della legge 285 04.
Come tanti hanno rilevato, il respingimento per il superamento dei limiti del periodo di soggiorno consentito non solo è una novità, ma non è nemmeno previsto dalla legge. Nell’interpretazione di questa misura brancoliamo nel buio più assoluto e per di più esiste un solo resoconto diretto pubblicato su un gruppo di Facebook di autostoppisti francesi con l’avallo di una promotrice turistica nota a Las Terrenas. Peraltro la persona respinta, di nazionalità francese, non proveniva dalla Francia, ma dal Messico.
Se però non ci sono testimonianze dirette e non ci sono nemmeno riferimenti giuridici che lo giustifichino, siamo in presenza di elementi molto concreti che confermano questo nuovo atteggiamento delle autorità migratorie. In particolare c’è un comunicato diramato dall'ambasciata francese a seguito della visita di una sua delegazione agli uffici di Migración per motivi informativi al riguardo. E si suppone che se l'ambasciata francese ha sentito il bisogno di avere delle delucidazioni dirette ci siano delle buone ragioni. Ecco il testo del comunicato:
"Le autorità dominicane hanno inasprito la loro politica migratoria. La nuova situazione è passata inosservata lo scorso dicembre, ma sia a seguito dei respingimenti di passeggeri nelle dogane degli aeroporti che del comunicato dell’ambasciata di Francia del 7 marzo scorso, non c’è più spazio per dubbi.

Durante i passati 15 anni abbiamo assistito a una graduale chiusura della porta di ingresso ai nuovi arrivi e a un aumento sempre maggiore delle esigenze al momento della richiesta del permesso di residenza e, di recente, negli ultimi quattro anni, a una moltiplicazione dei documenti e requisiti da presentare per ottenere la residenza.

Se il piano migratorio esiste dal 2004 perché viene applicato soltanto oggi?

Effettivamente dopo tanti anni, diversi settori della società dominicana reclamano un freno all’immigrazione e una pianificazione seria della quantità di stranieri di cui il paese ha bisogno conformemente alla sua capacità di accoglienza.

Dal 1 gennaio 2018 quindi abbiamo potuto rilevare più volte la presenza delle autorità migratorie a Las Terrenas, controllando tutte le nazionalità senza eccezione.

Prima era possibile restare nel paese più di 30 giorni e superare così il termine stabilito nella carta di turismo senza altre conseguenze che quella di pagare un’ammenda all’uscita del paese, avendo la possibilità di ritornarci successivamente senza problemi. Ora non è più così.Superato il periodo di 30 giorni si paga ancora l’ammenda all’uscita, ma si rischia di essere respinti dall’aeroporto al rientro successivo nel territorio dominicano con una semplice carta di turismo.

Il pagamento della tassa di uscita è una specie di ammenda per aver superato il termine di 30 giorni e non cancella la violazione. Ne consegue che la dogana può ritenere che sussistano gli estremi di una recidiva e può quindi rifiutare un nuovo ingresso.

È consigliabile quindi in caso di superamento del termine di trenta giorni previsto dalla carta di turismo, recarsi al consolato dominicano del paese di origine per ottenere un visto di residenza. Solo così si avrà la certezza di poter entrare nuovamente nella Repubblica Dominicana.

Non ci sono che due opzioni: essere turisti con un diritto di soggiorno massimo di trenta giorni o fare le gestioni necessarie per ottenere il permesso di residenza e continuare a beneficiare di tutti i diritti dei residenti con una durata di soggiorno illimitata.

Come in tutte le dogane del mondo questo funziona caso per caso. Si può usufruire di maglie larghe o venire impigliati in quelle strette.

Il rischio si è incrementato molto per le persone che vivono di fatto tutto l’anno nella Repubblica Dominicana senza documenti e a loro è fortemente sconsigliato di abbandonare il territorio e di farvi ritorno senza un visto di residenza ottenuto nel loro paese di origine."
Ci sono inoltre delle comunicazioni diramate da consolati dominicani che confermano il tutto.
Non penso quindi che per il fatto di aver tradotto dal francese questo comunicato e aver fatto notare che anche la stampa tedesca della Repubblica Dominicana ne parla, ci si renda colpevoli di terrorismo psicologico.
Anche la nostra ambasciata si sta adoperando per avere delle risposte che però devono pervenire direttamente dalle autorità migratorie e devono smentire o confermare il contenuto della comunicazione dell’ambasciata francese.


Impronte italiane nella Repubblica Dominicana: Ing. Guido D’Alessandro, la sua opera più importante, il Palazzo Nazionale



Nato a Bivino, in provincia di Foggia, nel 1895 è arrivato nel paese nel 1927. Il cognome della madre: Lombardi. Era ingegnere meccanico e industriale. Aveva fatto la carriera militare in Italia e giunto nella Repubblica Dominicana è stato incorporato nell’esercito nazionale come capitano della compagnia di “Zapadores” con la quale si assunse l’incarico di eseguire un programma di edificazioni militari. Raggiunse il rango di generale dell’esercito dominicano.
Sue sono le costruzioni delle fortezze di Monte Cristi e San Cristobal, dell’ospedale militare dr. Marión, e del “Mercado Modelo” nel Distretto Nazionale.
Nel 1939 l’allora presidente della Repubblica Dominicana Rafael Trujillo diede ordine di elaborare i piani di quella che sarebbe stata un’opera d’arte e la cui costruzione è stata affidata all’ing. responsabile italiano Guido D’Alessandro Lombardi. La realizzazione dell’opera è stata iniziata il 27 febbraio1944 in occasione del primo centenario dell’indipendenza nazionale. Il Palazzo Nazionale sede del governo dominicano rappresenta il simbolo della sovranità dominicana. È stato inaugurato il 16 agosto 1947.

Tante sono state le sue opere, le ultime, eseguite con il rango di generale:
la fabbrica di olii della Sociedad Industrial Dominicana
la fabbrica nazionale del vetro in San Cristobal
la corte di appello di San Cristobal
la villa preferita da Trujilo nella sua “Hacienda Fundacion”
la Casa de Caoba.
Ha sposato nel 1930 Carmen Tavárez Mayer con la quale ha avuto sette figli Armando, Guido, Rafael, Alfredo, Aldo, Carmen Edda e Leonardo.
Nonostante aver sempre operato all’interno del regime dittatoriale di Trujillo, uno dei suoi figli, Aldo, è stato torturato e ucciso per la sua militanza contro Trujillo e un altro Guido, fondatore del movimento clandestino 14 de junio e leader social cristiano è riuscito a fuggire travestito da turista in una nave da crociera italiana.
L’ing. D’Alessandro è deceduto nel 1954.

Inizia oggi l’operazione di prevenzione di Settimana Santa con 43 mila persone coinvolte nelle squadre di soccorso





Con la partecipazione di 43.121 persone tra cui si trovano medici, paramedici, poliziotti, militari e personale di sostegno inizia oggi l’operazione di prevenzione “UNIÓN SANTA por tu seguridad y por los valores Semana Santa 2018” per preservare le vite e le proprietà durante i festeggiamenti.
Nell’operazione che inizia alle ore 14:00 di oggi e che si estende fino a domenica prossima primo aprile alle ore 20:00, sotto il coordinamento del Centro di Operazioni di Emergenza (COE), saranno impegnati 23.412 poliziotti, 3.200 militari e 9.168 volontari della Difesa Civile nelle principali strade e autostrade del paese e altri 2.733 nei posti di soccorso localizzati presso i punti critici: le spiagge, i balneari, le strade, le autostrade e i viali del paese.
Il personale avrà a sua disposizione 138 ambulanze, 150 unità di risposta  immediata, tre elicotteri, 42 posti di carro-attrezzi, 14 imbarcazioni, 30 posti di officina meccanica già organizzati nelle autostrade e nelle strade. Inoltre verranno installati 6 ospedali mobili, 33 autobus e 9 centri di comando generale.
Ci saranno 814 posti di soccorso, ognuno dei quali conterà con una squadra di 10 persone.
È stata disposta la chiusura di 214 balneari.
Saranno a disposizione 30 ambulanze di proprietà della Difesa Civile alle quali saranno adibiti 124 tra medici e paramedici pronti per affrontare qualunque situazione di emergenza che si presenti sulle strade e nei balneari. Sono già stati installati tre ospedali mobili di campagna, due a Boca Chica e uno in Plaza Jacaranda di Bonao. A Boca Chica è già pronto un posto per l’accoglienza di bambini smarriti.
Aumenta l’esodo degli abitanti della capitale verso le cittadine di provincia. Migliaia di dominicani colgono l’occasione della Settimana Santa per uscire dalla città e tornare al posto dove sono nati o visitare semplicemente alcuni familiari che si trovano nelle province.
È stata vietata la circolazione di veicoli pesanti da oggi a mezzogiorno fino a lunedì alle 6:00.

Assalto ai posti di vaccinazione contro la difterite, tumulti e proteste nei centri sanitari



Il direttore del Programma Ampliato di Immunizzazione Zacarías Garib ha invitato la popolazione a mantenere la calma in quanto non sarebbe necessaria una vaccinazione urgente perché il paese non si trova in una grave situazione epidemiologica e la difterite non è una malattia che si contagia a distanza.
Comunque la diffusione della notizia ha allarmato la popolazione e la reazione è stata immediata con centinaia di migliaia di persone che si sono riversate nei centri di vaccinazione. Le dosi scarseggiano e i centri si apprestano a chiudere alle 4:00 del pomeriggio di oggi per le festività pasquali. Un bel pasticcio!
A fronte di tutto questo c’è un bambino deceduto e quattro persone tra cui una donna 24enne haitiana ricoverata ieri con probabili sintomi della malattia. Troppo poco per una reazione a livello nazionale di queste dimensioni.
Si attendono i risultati delle analisi di laboratorio che richiedono del tempo. Ciononostante sono state sottoposte a trattamento e vaccinazione le persone che hanno avuto contatti con i presunti malati.
Si intende per contatto l’aver dormito nella stessa casa durante le ultime cinque notti prima dell’inizio dei sintomi. Sono coinvolte anche le persone che si sono trovate a meno di un metro di distanza dal malato per oltre un’ora durante i cinque giorni precedenti l’inizio del manifestarsi dei sintomi.
La malattia è diffusa in Haiti e in Venezuela ed è caratterizzata da stato febbrile, malessere generale e la formazione di una membrana che blocca le vie respiratorie.
Nel Distretto Nazionale sarà possibile la vaccinazione nelle maternità La Altagracia e San Lorenzo de los Mina, nell’ospedale pediatrico Santo Socorro e nei centri di attenzione primaria (UNAP).


211 stranieri detenuti a Las Terrenas per accertamenti sullo status migratorio




Una notizia di questi giorni che viene ripresa dal giornale in lingua tedesca Domrep Magazin che conclude il suo articolo affermando che “Con ciò si dimostra nuovamente che il paese ha rafforzato il controllo delle sue leggi migratorie. Su chi vive illegalmente nella Rep. Dominicana incombe il rischio di deportazione. In altri casi degli stranieri che anteriormente avevano superato nettamente i tempi di soggiorno concessi, al loro ritorno, negli aeroporti di arrivo, non sono stati ammessi nel paese.” Anche i tedeschi quindi si sono accorti dei restringimenti in atto relativamente alle leggi migratorie e menzionano i respingimenti. Ormai il tema interessa tutta la comunità internazionale e non solo noi italiani. La situazione è cambiata e di questo bisogna tener conto. Nei prossimi giorni avremo sicuramente nuovi elementi.
Per quando riguarda Las Terrenas sappiamo che è uno dei posti dove i controlli migratori sono più severi. In questo caso si tratta di 211 stranieri, 162 uomini e 49 donne. Non sono state precisate le nazionalità. Si sa solo che 51 haitiani dopo essere stato appurato che non erano in possesso di documenti sono stati trasportati alla frontiera di Dajabón e consegnati alle autorità haitiane.
L’operazione di controllo è stata eseguita dopo un lavoro preventivo di intelligenza realizzato nel menzionato municipio che ha consentito di localizzare l’ubicazione degli stranieri, sei dei quali sono stati consegnati alla Polizia Nazionale per ulteriori accertamenti.
Dai funzionari di Migración, per l’identificazione dei detenuti, sono stati impiegati lettori biometrici e software di consultazione con i dati dell’istituzione.
La DGM ha comunicato che continuerà a realizzare queste operazioni di controllo in altre province del territorio nazionale al fine di localizzare stranieri non in regola con la legge 285 04 sull’immigrazione nel paese.

mercoledì 28 marzo 2018

Testimonianze sui respingimenti per tempi di soggiorno in eccesso nei viaggi precedenti. Eccone una…






I connazionali sono restii ad accettare per vere le informazioni sulla nuova procedura in atto, applicata talvolta negli aeroporti, di respingimento dei turisti per tempi eccessivi di soggiorno nei viaggi precedenti. Qualcuno sostiene che non è possibile, che conosce un’ampia casistica di parenti e amici che hanno superato i controlli pur trovandosi in questa situazione, che probabilmente queste persone avevano delle pendenze, che scriviamo notizie non vere per allarmare la gente.
A nulla serve che si rimandi a un comunicato ufficiale recente dell’ambasciata di Francia ai suoi connazionali dove questi vengono avvertiti del rischio che corrono quando rientrano nel paese e hanno superato in precedenza il termine dei trenta giorni della carta turistica, che secondo la nostra esperta Diana Spedicato, viste le disposizioni della legge 285 04, andrebbe esteso a 60.
C’è ora la testimonianza di una cittadina francese sul forum dell’autostoppista e la persona che ce lo comunica è Tina de Cabrera che cita Cathy Maysounave, nota operatrice turistica di Las Terrenas:
“Buongiorno a tutti: Sono entrata come turista nell’agosto del 2017. Ho pagato la carta turistica di $10. Poi al momento di uscire a dicembre per andare a passare le feste in Messico, ho pagato la multa di eccesso di soggiorno di 4.000 pesos. A inizio gennaio 2018, desiderando entrare di nuovo in Repubblica Dominicana come turista, ho di nuovo pagato la carta turistica di $10. Al momento di passare al posto di controllo dell’immigrazione il funzionario si è preso il mio passaporto. Mi è stato richiesto di seguire un agente e mi hanno scortata verso la hall dell’aeroporto dove partiva il prossimo volo di ritorno in Messico. Non ho avuto diritto ad alcuno scambio con il supervisore di migrazione, non ho avuto alcuna spiegazione supplementare e non ho ricevuto ulteriori informazioni sul mio diritto di tornare nel paese. Ho lasciato delle cose a casa di una mia amica a Santiago e non so se potrò andare a prenderle un giorno.”

Questa è una testimonianza diretta vista da dentro l’aeroporto.
I respingimenti ci sono sempre stati. Li contempla la legge 285 04. I requisiti per essere ammessi sono i seguenti:
1. passaporto con oltre sei mesi di vigenza

2. visto o carta turistica a seconda dei casi

3. biglietto aereo di ritorno al paese di origine

4. prenotazione alberghiera o indirizzo dove si intende soggiornare nel paese

5. disponibilità di fondi sufficienti per il periodo previsto di soggiorno

A tutto questo ora si aggiunge anche una permanenza entro i termini dei periodi di soggiorno passati.
Di quest’ultimo requisito nella legge non c’è traccia. Si potrebbe pensare che violando i limiti di soggiorno si sia passibile di sanzioni. La tassa per il maggiore soggiorno sarebbe in realtà un’ammenda e non sanerebbe la violazione per cui a discrezione l’ufficiale della dogana decide sull’ammissione o meno dell’infrattore.
Certo che in meno di un anno ne abbiamo visti di cambiamenti. Prima si andava agli uffici di Migración per regolarizzare la propria situazione di soggiorno, pagando questa tassa o ammenda, poi a un certo punto questo non è stato più possibile. Lo si poteva fare in aeroporto oppure presso Migración soltanto dietro esibizione del biglietto aereo.
Abbiamo visto tutto a un tratto gente che intraprendeva mensilmente viaggi di attraversamento della frontiera con Haiti per rientrare nella RD con una nuova carta turistica per 30 giorni che rendeva valida la patente di guida italiana per lo stesso periodo di tempo.

Quindi l’anno scorso è cambiato tutto e le cose evidentemente sono andate peggiorando durante l’anno fino a quando siamo arrivati a questa sorpresa dei respingimenti per eccesso dei tempi di soggiorno nei viaggi precedenti. La nostra esperta Diana Spedicato sostiene che: “Cerco sempre di essere molto chiara su queste disposizioni. Vengono applicate solo a una minoranza di casi a totale discrezione delle autorità. Non esiste la certezza che nel proprio caso verranno o non verranno applicate. Bisogna solo essere consapevoli che se nei precedenti soggiorni si sono superati i 60 giorni permessi dalla legge migratoria, ESISTE IL RISCHIO DI RESPINGIMENTO".
Di fatto i respingimenti si stanno verificando e di fatto la motivazione che viene data con sempre maggiore frequenza è quella del superamento dei tempi previsti dalla legge nei soggiorni precedenti.
Inutile comunque che si parli di legge. Questa viene applicata come si vuole, a discrezione. Che ci possiamo fare? Possiamo soltanto avvertire i connazionali di quanto sta accadendo, sperando che le autorità dominicane si pronuncino e prendano una linea coerente alla quale si possa fare riferimento.
Si sta già parlando di una revisione della legge migratoria. Speriamo di avere delle chiarezze in tempi brevi anche perché sono tanti i connazionali e altri stranieri fortemente preoccupati, avendo delle proprietà immobiliari nel paese, anche se non sono residenti, e soggiornando sempre per tempi superiori a quelli concessi dalla carta turistica e dalla legge.

Allarme difterite: massiccio ricorso alla vaccinazione da parte della popolazione



Un bambino haitiano proveniente da Haiti è deceduto nei giorni scorsi nell’ospedale Vinicio Calventi di difterite.
Tanto è bastato perché venisse lanciato l’allarme a livello nazionale da parte delle autorità sanitarie e quindi subito dopo dalle prime pagine dei giornali. Vista la natura mortale della malattia in caso di mancato trattamento si è diffuso il panico tra la popolazione e il ricorso ai centri di vaccinazione è stato massiccio con esaurimento dopo poche ore delle dosi a disposizione. Le autorità sanitarie garantiscono che queste sono sufficienti per soddisfare una vasta domanda di vaccinazione: 250.000 dosi per minori di un anno; 1.600.000 che comprende la difterite e il tetano e che si applica ai maggiori di 7 anni e circa mezzo milione di dosi difterite pertosse e tetano per la popolazione da 1 a 7 anni. Anche le dosi per adulti a disposizione del Programma Ampliato di Immunizzazione si ritengono sufficienti.
I giornali parlano oggi dell’esistenza di due casi sospetti della malattia nell’ospedale Vinicio Calventi. Si tratta di una madre ventenne e di suo figlio di 4 anni, dominicani, che sono stati ricoverati in quanto hanno presentato sintomi di difterite. Entrambi i pazienti si trovano stabili e a seguito dell’allarme emessa al riguardo sono trattati con il protocollo di attenzione stabilito nella gestione di questa malattia, che include l’uso di antibiotici mentre si attendono i risultati di laboratorio che confermino o meno la difterite.
Entrambi i pazienti sono arrivati lunedì scorso con febbre e placche in gola tra le altre caratteristiche che inducono a sospettare la presenza della difterite. Vivono nel settore Los Alcarrizos, ma non nello stesso settore dove era stato alloggiato il bambino haitiano deceduto.

Informazioni generali
La difterite è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Una volta entrato nel nostro organismo, questo agente infettivo rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Gli organi coinvolti variano a seconda del tipo di batterio: il più diffuso colpisce la gola, il naso e talvolta le tonsille, mentre un altro tipo, presente soprattutto nelle zone tropicali, provoca ulcere della pelle. Più raramente, l’infezione coinvolge la vagina o la congiuntiva.
Per quanto possa colpire a qualsiasi età, la difterite riguarda essenzialmente i bambini non vaccinati.
Modalità di trasmissione
La difterite si trasmette per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente. In passato, anche il latte non pastorizzato ha rappresentato un veicolo di infezione.
Segni e sintomi
Il periodo di incubazione dura da due a cinque giorni. Quando l’infezione riguarda l’apparato orofaringeo, i primi sintomi sono mal di gola, perdita dell’appetito e febbre leggera. Entro due o tre giorni, sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una caratteristica membrana grigiastra, dai margini infiammati. Talvolta queste lesioni possono sanguinare e assumere un colore verdastro o nero. Altri sintomi associati all’infezione possono essere gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie.
Generalmente la malattia ha un decorso benigno, ma in alcuni casi possono insorgere complicanze gravi a livello cardiaco: aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite, insufficienza cardiaca progressiva.

I porti dominicani riceveranno 34.995 crocieristi durante questa Settimana Santa



La maggioranza dei turisti sono attesi nel porto Amber Cove a Puerto Plata
Puerto Plata, La Romana, Samana e Santo Domingo sono le quattro destinazione del settore crocieristico. A Puerto Plata, la Fidanzata dell’Atlantico attraccheranno quattro navi di crociera: il CArnival Magic con 5.057 visitatori, il Niew Amsterdam con 2.982 e il Carnival Conquest con 4.781.
La concorrenza tra Puerto Plata e La Romana continua ad essere forte. La Romana riceverà il Mein Schiff 6 con 3.985 turisti e lo Zenith con 2.675 passeggeri.
A Santo Domingo sono attesi 2.955 crocieristi nel porto di Sansouci il giovedì santo.
Nel 2017 sono arrivati 1.546.444 con una crescita del 37,45% rispetto all’anno precedente. Tra novembre e dicembre gli arrivi delle navi da crociera si sono raddoppiati con le nuove rotte, in particolare Amber Cove di Puerto Plata e il porto di La Romana.
Il settore delle crociere promuove anche l’industria agro-alimentare dominicana in quanto dal punto di vista geografico si tratta di una localizzazione ideale per il rifornimento delle navi da crociera. Il paese dispone di una produzione che per quantità e qualità e prezzo dei prodotti è in grado di soddisfare la domanda del settore crocieristico.

lunedì 26 marzo 2018

La criminalità e le leggi migratorie sono temi che interessano la nostra comunità e che vanno visti in un contesto più ampio




Recenti articoli pubblicati su questo blog hanno sollevato rimostranze da parte di alcuni connazionali. E passo subito al loro esame.

144 omicidi in 26 mesi di membri delle forze dell’ordine per privarli delle loro armi di ordinanza
Sicuramente questo è un dato allarmante. Rientra nella tematica generale della criminalità. I delinquenti sono alla ricerca dei loro attrezzi da lavoro e uccidono per questo. Evidentemente avere un’arma addosso ed esibirla è un po’ come firmare la propria condanna a morte. Manca il dato dei civili che sono stati ammazzati per lo stesso motivo. Sicuramente tanti. Qualcuno sostiene che gli omicidi si verificano dappertutto, in Italia, in Europa, negli Stati Uniti ecc., ed è vero, ma esiste un contesto che non va ignorato e questo riguarda i dati statistici relativi agli omicidi ogni 100.000 abitanti. In base a questo tasso di riferimento finire morti ammazzati nella Rep. Dominicana è 30 volte più probabile che in Italia. Qui si verificano 25 omicidi l'anno ogni 100.000 abitanti, in Italia invece ci fermiamo a meno di 1 omicidio ogni 100.000 abitanti. E teniamo presente che investigazioni approssimative e autopsie frettolose sono all’ordine del giorno come abbiamo potuto apprezzare nei casi di Fernando Ranni e Alessandro Grandis.
È bene quindi che il connazionale conosca questo contesto statistico. La prudenza non è mai troppa. Qui si può morire per una discussione su un parcheggio, per una birra negata a un balordo e per tanti altri banalissimi motivi.


Linciaggi
Anche i linciaggi sono nell’occhio del ciclone. Raccapricciante è soprattutto l’immagine del corpo di un presunto delinquente che viene bruciato sulla strada. E la stampa dominicana sostiene che il malcapitato sia stato addirittura arso vivo. Certi connazionali si sono indignati. Comunque nei linciaggi di allarmante c’è semmai che in ogni angolo della strada ci sia un team si fa per dire pronto a intervenire per torturare, vivisezionare e magari bruciare vivo un altro essere umano e a divertirsi nel farlo. E ogni riferimento all’evento criminale è puramente casuale. Non esistono accertamenti di sorta. Basta una voce di allarme e la condanna a morte è definitiva. Anche questo aspetto va tenuto presente, non si sa mai che un giorno un’accusa infamante possa essere rivolta a qualcuno di noi, non dico di furto, ma di trafficanti di organi, pedofilia ecc. avviando così il meccanismo del linciaggio. È già successo.


Respingimenti negli aeroporti, deportazioni, applicazioni contraddittorie delle leggi migratorie
Secondo il rapporto del 2017 dell’"US News and World Report" la Repubblica Dominicana è uno dei peggiori posti al mondo per emigrare
La Repubblica Dominicana non favorisce l’immigrazione. Questo è un dato ben noto. Tra gli 80 paesi a livello mondiale presi in considerazione la RD occupa il 70esimo posto.
Nella prima posizione, secondo questa organizzazione si trova la Svezia, seguita da Canada e Svizzera.
L’Italia è al 19esimo. Questo nonostante spenda fior di quattrini per andare a prendere i migranti a casa loro e per ospitarli nel suo territorio a corpo di re!
La posizione occupata dalla Repubblica Dominicana è stata la 70esima. L'anno scorso invece si era classificata 51esima. Un bel calo in un anno! Del resto dire che la Repubblica Dominicana favorisce l'immigrazione sarebbe sicuramente fuori luogo. Sembra infatti che non la voglia proprio. Il rilascio del visto di ingresso da chiedere al consolato dominicano del paese di partenza oltre a essere costosissimo è anche un terno al lotto.
Le leggi sull’immigrazione della Repubblica Dominicane lasciano molto a desiderare, inoltre lo straniero anche se regolarmente residente, e non importa quanto abbia investito nel Paese, può essere deportato da un momento all'altro, con quanto ha addosso, senza andar tanto per il sottile con le motivazioni, in forza dell'insindacabile giudizio di un pubblico ministero qualunque.
 Lo stesso può succedere nei respingimenti agli aeroporti. Questi hanno destato allarme soprattutto per i soggiorni precedenti superiori ai 30 o ai 60 giorni a seconda dell’interpretazione della legge 285 04 e delle norme che regolano l’emissione della carta turistica.
Negli Stati Uniti tanto per citare un esempio se si superano i 90 giorni consentiti ai turisti non si può più accedere al paese per i successivi 10 anni. E a nessuno importa se il turista ha delle proprietà o degli interessi economici negli Stati Uniti.

Ci sono voci comunque di un riesame in atto della legge sull’immigrazione da parte del potere legislativo. Vedremo se qualcosa cambierà in meglio, soprattutto relativamente alla certezza del diritto perché lasciare tutto alla completa discrezionalità del funzionario della dogana o dell’autorità di accertamento del soggiorno regolare non è una soluzione ottimale.

Boca Chica News: Il malecón di Andrés, divieto di circolazione di natanti a motore, i commercianti si attendono ottimi affari


I


naugurato il nuovo malecón di Andrés
Il sindaco Radhamés Castro ha inaugurato il malecón (lungomare) di Andrés. L’opera riguarda tutto il litorale della spiaggia. C’è voluto un anno e tre mesi per farlo e ne erano stati preventivati di più. Il malecón arriva proprio alla vigilia dei festeggiamenti della Settimana Santa. E sarà motivo di ricreazione e di intrattenimento per le famiglie che potranno godere della splendida natura e della vista del mare.
C’è anche una palestra che sarà aperta al pubblico con attrezzatura di ogni tipo per esercitarsi. Sono state inoltre recuperate due bellissime spiagge. È prevista anche un’area infantile.
Un altro punto di attrazione che l’opera vanta è la costruzione di diversi moduli commerciali. È stato curato l’aspetto dell’illuminazione, black out permettendo, è c’è, non poteva mancare, il wi-fi gratis.


Divieto di circolazione di jet ski e “banane” nelle spiagge
È stato imposto come misura di sicurezza per i turisti nazionali e stranieri da parte del Ministero del Turismo (Mitur) il divieto durante il periodo di Settimana Santa dell’uso di ciclomotori acquatici, imbarcazioni a motore, jet ski, runner, banane, ecc. Il divieto vigerà da giovedì santo fino alla domenica di Pasqua e riguarderà tutto il territorio nazionale. Si tratta di una misura di sicurezza per le migliaia di persone che durante la ricorrenza festiva fanno uso di questi spazi pubblici.


I commercianti di Boca Chica sono pronti a ricevere la moltitudine di gitanti
I commercianti del municipio di Boca Chica si preparano a ricevere i villeggianti che come ogni anno si recano a questa destinazione turistica durante la settimana Santa.
I ristoranti e i venditori informali sono pronti e sperano che le vendite quest’anno siano superiori a quelle degli anni precedenti.
Nella giornata di ieri il sistema municipale di prevenzione, controllo e reazione alle emergenze di Boca Chica sotto la guida del sindaco ha realizzato un’operazione pilota dove è stata verificata la capacità di intervento di Cestur, Polizia Nazionale, Marina Militare, Croce Rossa, Vigili del Fuoco e squadre di soccorso in genere.


domenica 25 marzo 2018

Respingimenti agli aeroporti: ecco la prima testimonianza diretta



Quando si dibatteva sui respingimenti nei giorni scorsi, ci sono state delle rimostranze da parte di più di qualche lettore. Il tema però non può essere ignorato. Questi provvedimenti si stanno verificando sempre più spesso.
C’è un comunicato diramato dalla stessa ambasciata francese, c’è un articolo scritto in francese e pubblicato su un giornale online di Las Terrenas da me riepilogato e tradotto e successivamente preso pari pari da un consolato dominicano del Canada.
Dal primo gennaio del 2018 la musica è cambiata, si sostiene: ora sì che la legge 285 04 in vigore da 14 anni verrà finalmente applicata alla lettera con deportazioni in massa e respingimenti senza eccezione di chi nel soggiorno precedente ha superato i 30 giorni previsti dalla carta turistica. La legge ne prevede 60 e la carta turistica ne prevede 30 e allora? La legge dice da una parte una cosa e dall’altra un'altra e si applica anche in modo diverso o non si applica affatto.
Ma se non si applica correttamente cosa si fa? Ti rivolgi al funzionario che ti rimanda indietro o che ti reclude nel “Vacacional di Haina” in attesa di deportazione e gli dici che sta sbagliando? Magari gli fai leggere anche l’articolo della legge?
Sicuramente il funzionario fa quello che gli pare. Se sbaglia si può sempre fare ricorso e impugnare il provvedimento. A chi? E come?
Diciamo che per le questioni di carattere amministrativo, quando la persona che subisce un torto è uno straniero, che tra l’altro viene deportato o rinviato al suo paese di provenienza, le possibilità di impugnare il provvedimento che lo riguarda sono pochissime, tenendo anche conto dei costi e non solo della difficoltà logistica.
Il caso concreto
Mentre dibattevamo sul tema dei respingimenti all’aeroporto, nei giorni scorsi è intervenuto il Cav. Paolo Dussich, presidente del Comites, annunciando ai lettori che in quei momenti era in corso un caso di rimpatrio ormai rinviato al giorno successivo e il cui esito era ancora incerto.
Evidentemente il presidente del Comites era stato informato della vicenda e con ogni probabilità, l’Ambasciata italiana è intervenuta.
Precisiamo subito che i motivi della non ammissione del connazionale non sono stati mai rivelati. Gli è stato riferito soltanto che aveva delle pendenze con la giustizia e gli sono state chieste delle delucidazioni in merito.
Secondo i funzionari, quindi, esistevano dei problemi di giustizia non meglio specificati. La comunicazione che interessava Stefano Zambon a quanto pare era molto succinta. Ma il connazionale non era al corrente di niente.
È rimasto comunque tutta la notte senza cibo e senza acqua in attesa del giorno successivo quando sarebbe stato imbarcato nel volo di ritorno.
Il mattino dopo è cambiato il personale ed ecco quanto riferisce al riguardo il connazionale friulano: “La nuova signora in divisa gestisce con piglio severo tutti i casi. Sono molti i venezuelani che non passano e che vengono rimpatriati. Mi rivolgo alla nuova reggente più volte. Alla fine dopo aver spiegato le mie ragioni e fatto riferimento alla legge, la reggente con fermezza mi ha detto che rientra nella loro discrezionalità fare quello che credono.” La funzionaria comunque a seguito di questo colloquio, ha ricontrollato il passaporto e si è accorta che c’era uno scambio di persona. Ha trasferito quindi il tutto al comandante che al momento non era presente.
Dopo diverse ore verso le 16:00 il connazionale è stato rilasciato e invitato a recarsi in un determinato ufficio in città per evitare in futuro di incorrere nello stesso problema. Passaporto biometrico, impronte digitali ecc. A cosa servono?
Bisogna precisare comunque che Stefano Zambon non è uno qualunque. Dalla sua storia apprendiamo tante cose viste dall’interno dell’aeroporto. Una testimonianza diretta di come si effettuano i controlli e cioè in modo abbastanza approssimativo e arrogante.
Del resto se Stefano Zambon non è partito subito per l’Italia, è solo perché non è stato possibile imbarcarlo su un volo di Iberia. Si doveva per forza attendere fino al giorno successivo.
E se fosse stato rispedito in Italia, cosa sarebbe successo? Niente! Assolutamente niente!

Stefano Zambon è il presidente di una ONLUS che ha in atto un progetto solidale a Las Galeras di Samaná. Questa Onlus si chiama “Hermanos” e la sua sede è a Maniago in provincia di Pordenone. Opera in diversi paesi e attualmente nella Repubblica Dominicana l’associazione è impegnata in un progetto di aiuto ai bambini e agli adolescenti nella zona dell’America insulare caraibica, in particolare nella Repubblica Dominicana.
Che questa sua attività abbia influito in qualche modo in questo caso di respingimento quasi riuscito?
Basta poco per rendere qualcuno “persona non grata” in un determinato paese. E che si facciano opere di bene conta fino a un certo punto.
In fondo nella Repubblica Dominicana esistono delle tematiche spinose che vengono monitorate con attenzione da parte delle autorità e dei servizi di sicurezza.
Una di queste ad esempio è l’impossibilità di acquisire la cittadinanza da parte degli haitiani i cui genitori non sono legalmente residenti.
Recentemente si è pronunciata al riguardo la nuova ambasciatrice statunitense designata ma non ancora in carica. E si è sollevato un vero e proprio polverone con più interventi anche decisi da parte dello stesso ministro degli affari esteri Miguel Vargas.
Una vicenda quindi a lieto fine quella del maniaghese Stefano Zambon che ci insegna qualcosa di nuovo e che ci fa un po’ pensare…