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venerdì 14 ottobre 2016

Ancora italiani vittime di omicidi



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Due italiani a distanza di pochi giorni sono stati vittime di omicidi. Le reazioni dei connazionali non sono unanimemente solidali. Si direbbe che tanti ritengono in cuor loro che sicuramente "se la sono cercata". In particolare l'articolo di Valerio Del Pezzo apparso ieri su ItaliaChiamaItalia merita di essere esaminato a fondo.
L'articolo pubblicato ieri su ItaliaChiamaItalia e firmato da Valerio Del Pezzo relativo all'omicidio del connazionale Severino Toneatto residente a Las Terrenas è stato redatto secondo uno stile che attualmente va per la maggiore in Italia. Imposto dalle nuove correnti politiche e giornalistiche, questo stile si caratterizza da una superficialità senza precedenti almeno nei secoli successivi all'inquisizione medioevale. In base a circostanze vagamente accennate di cui il lettore non viene a conoscenza, questi, il lettore, è invitato ad accettare a scatola chiusa un giudizio basato su sofisticate illazioni che rappresentano la colonna portante di quanto si sostiene. Si infanga così spudoratamente e infondatamente la memoria della vittima e la sua famiglia: "l'equivoco passato di Toneatto può far sorgere dei dubbi sulla vera ragione del suo omicidio", "certi suoi atteggiamenti equivoci nei confronti di altre persone potrebbero aver creato rancori, forse profondi". E il bello è che c'è una marea di connazionali qui residenti disposti ad assentire con gravità caricaturale e a sostenere espressamente che in fondo questa vittima, o le altre, se l'è cercata…
Si tratta di un atteggiamento inaccettabile del quale posso dire solo quanto segue.
La vita in America Latina e quindi anche nel paese dove viviamo vale molto meno che in Italia: circa 30 volte di meno. Mi spiego, qui si verificano 25 omicidi l'anno ogni 100.000 abitanti, in Italia invece ci fermiamo a meno di 1 omicidio ogni 100.000 abitanti. Teniamo presente che in Italia abbiamo la mafia, la camorra, la ndrangheta, gli islamici, i profughi di guerra, le bande albanesi e slave, i rom e chi più ne ha più ne metta. Eppure in mezzo a questa situazione caotica che incuterebbe terrore a chiunque si soffermasse solo a pensarci su un attimo, il tasso di omicidi non supera l'uno su 100.000. Per il resto se circoscriviamo il dato statistico solo ai nostri connazionali, possiamo dire che essendoci 10.000 iscritti AIRE con 5 omicidi di italiani l'anno, e nel 2016 ce ne sono già stati anche di più, il tasso alla data di oggi sarebbe di 50 omicidi ogni 100.000 abitanti. Quindi mediamente gli italiani residenti vittime di omicidi sarebbero due volte più numerosi rispetto ai dominicani che subiscono la stessa sorte. Se poi andassimo a esaminare queste statistiche limitatamente ai soli italiani maschi ci ritroveremmo con una situazione ulteriormente peggiorata.
Perché vengono ammazzati gli italiani?
Perché qualcun altro è in grado di avvantaggiarsi economicamente della loro morte: soci in affari, controparti in cause giudiziarie, partner e loro familiari, rapine. Chi uccide gli italiani? I rapinatori, i sicari assoldati con pochi spiccioli… Da queste parti la vita è cara solo al supermercato!
Ultimo ma non meno importante: il tasso di omicidi ogni 100.000 abitanti non dipende assolutamente dal numero di immigrati illegali presenti nell'isola di qualunque nazionalità essi siano, ciò che invece sostiene Del Pezzo: "Las Terrenas deve essere liberata delle persone che per legge non hanno diritto di risiedere nel territorio nazionale". Anche questa è un'affermazione totalmente infondata. L'elevato tasso di omicidi è legato al volume di attività criminose, rapine, omicidi su ordinazione oppure situazioni banali in cui chi è armato ritiene di ergersi a giudice sulla vita o sulla morte di un altro essere umano per futili motivi. C'è poi da parte dell'omicida di solito una preoccupante certezza di farla franca. Tanti di questi criminali si imboscano da qualche parte e diventano per sempre invisibili alla giustizia.
Invito i connazionali quindi alla cautela, perché evidentemente viviamo in un paese più pericoloso del nostro (trenta volte più pericoloso), e soprattutto a essere più solidali con le vittime italiane, senza gettare a priori ombre su di loro o alludere a una loro probabile responsabilità sull'omicidio di cui sono stati vittime (!). Non è detto che domani tocchi a noi o a qualche nostro familiare o amico la stessa sorte. Questa solidarietà poi tenendo conto dell'inesistenza di una sede diplomatica sul posto che ci tuteli e assista diventa addirittura fondamentale. Speriamo di reagire compatti ai prossimi omicidi di italiani, che ci saranno immancabilmente... questo è poco ma sicuro!