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venerdì 14 ottobre 2016

La Farnesina si contraddice




Image result for ambasciata italiana ulan batorLe recenti misure del Ministero degli Affari Esteri confermano che la vera strategia della Farnesina non è il risparmio, bensì la privatizzazione dei servizi consolari.
Ci sono stati recentemente dei provvedimenti del Ministero degli Affari Esteri che ci hanno sorpreso e che denotano delle forti incoerenze al suo interno. Da una parte si parla di risparmio e si prendono misure in tal senso, dall'altra si aprono ambasciate in località che non le hanno mai avute o si creano incarichi nuovi per sistemare diplomatici desiderosi di avere un posto al sole, cioè all'estero, dove si trovano a meraviglia.
Certo, quella dei diplomatici di carriera è una categoria di tutto riguardo. Sono circa mille e se la cifra non è per niente impressionante, va segnalato che essi appartengono a famiglie che potrebbero definirsi aristocratiche e che sono senz'altro molto influenti anche a livello politico. È chiaro che la comparsa dei sant'egidini sulla scena degli affari esteri non li ha giovati. La strategia dello scorporo delle attività lucrative che gravitano nell'ambito della Farnesina, che sta portando avanti il sant'egidino Mario Giro, non può essere di loro gradimento. Oggi le nostre sedi diplomatiche vengono chiuse per dare spazio a una privatizzazione dilagante dei servizi consolari devoluti a società di esternalizzazione con le radici ben piantate in paradisi fiscali dai quali nulla trapela e a patronati vari ai cui rappresentanti viene attribuita abbastanza generosamente la nomina di corrispondenti consolari o consoli e viceconsoli onorari. Il tutto con la motivazione di un risparmio puntualmente smentito dai fatti. Le numerose contraddizioni e incongruenze fanno pensare che alla Farnesina non tutto fili liscio e che il potere non sia saldamente nelle mani di un solo centro decisionale.
I sant'egidini comunque non hanno scalfito i privilegi dei diplomatici e soprattutto non hanno osato intervenire sulle loro remunerazioni da record nel mondo della diplomazia. Hanno però diminuito le sedi diplomatiche e quindi i posti di lavoro ai quali questi possono aspirare. Prontamente tuttavia ne hanno creato degli altri, persino fantasiosi,quasi scusandosi, facendo passi indietro notevoli nella loro strategia di risparmio e contraddicendosi manifestamente. La "casta" dei diplomatici ha evidentemente la sua fetta di potere all'interno della Farnesina. Tutta questa foga apparentemente sincera di risparmio li ha spiazzati per qualche tempo. Ora è il momento di recuperare il terreno perso. Lotte di potere all'interno della Farnesina? Si direbbe comunque di no: Mario Giro recentemente è stato promosso a viceministro. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze, in fondo nell'antica Roma si promuoveva per rimuovere: "Promoveatur ut amoveatur". E Lapo Pistelli, ex viceministro ne sa qualcosa.
Recentemente abbiamo appreso dell'apertura di una nuova ambasciata in Mongolia. Si tratta di un paese sperduto nelle fredde steppe dell'Asia centro settentrionale, quasi disabitato con meno di 3.000.000 di abitanti per una superficie di 1.500.000 km2, poco frequentato da italiani con soltanto 35 iscritti AIRE e 2000 turisti connazionali che lo visitano ogni anno. Non intendo fare un confronto tra la Repubblica Dominicana e la Mongolia in termini di residenti iscritti AIRE e non iscritti, di numero annuale di turisti e di richieste visti. La nostra sede diplomatica per dimensioni era una delle prime 25 a livello mondiale e gravitava su un territorio popolato da oltre 30.000.000 di persone (Haiti, Rep. Dominicana, Giamaica, Antigua). Un confronto sarebbe assurdo. Questa apertura comunque contraddice la linea ufficialmente adottata dalla Farnesina e proclamata ai quattro venti ovvero quella del risparmio e dei tagli alla rete diplomatica. Non esistono motivi che possano giustificare questo provvedimento sulla base della strategia resa pubblica dal Ministero degli Affari Esteri.
La proposta di apertura di questa ambasciata è stata presentata al Consiglio dei ministri, che l'ha immediatamente approvata, dallo stesso ministro Paolo Gentiloni diventato ormai anche lui un sant'egidino a giudicare dalla sua agenda che lo vede sempre presente ai numerosi eventi e iniziative della Comunità di Sant'Egidio. La decisione "è stata presa alla luce della recente positiva evoluzione delle relazioni politiche con il Governo mongolo, delle significative potenzialità economiche-commerciali, del forte e reciproco interesse all'approfondimento dei rapporti culturali". Questo è quanto si dichiara ufficialmente. Lascia di stucco la virata strategica della Farnesina. In fondo però si contraddice esclusivamente la strategia ufficiale, quella del risparmio, che chiaramente è solo uno specchietto per le allodole. Il deserto asiatico non interessa ai sant'egidini ai fini della privatizzazione dei servizi consolari!
Protagonista di spicco dell'apertura della nuova ambasciata è Antonio Razzi, senatore attualmente legato a Forza Italia. Antonio Razzi è stato eletto la prima volta nel 2008 nella circoscrizione estera nelle file dell'IDV di Di Pietro. Da lì è passato al PDL oggi diventato Forza Italia. Da Di Pietro a Berlusconi! Come dice nella sua canzone "Famme cantà", la trovate su Youtube, Antonio Razzi tira a campare. È un ex operaio tessile emigrato in Svizzera che ha pensato di sfruttare al massimo questa grande fortuna che gli è capitata fra le mani e, facendo riferimento ancora alla sua canzone, "si fa i cazzi suoi". Antonio Razzi è uno che fa sfoggio con tutta disinvoltura e senza complessi del suo scarso livello di istruzione. Uomo di grande intelligenza e determinazione. Non per nulla è diventato senatore. Non si sa con certezza se l'ambasciata in Mongolia sia un suo progetto, se così fosse è improbabile che abbia goduto del sostegno della "casta" dei diplomatici. Aristocratici e plebei difficilmente vanno d'accordo. Ma viene proprio da chiedersi ciò che s'è già chiesto recentemente un nostro connazionale qui residente: "per riavere un’Ambasciata a Santo Domingo, dovremmo rivolgerci a persone come lui, capaci di smuovere le cose in base agli interessi personali… Italian style? Che vergogna!"
E mi chiedo io ancora: in quante fette si divide la torta del potere nella Farnesina? Casomai venissimo a saperlo, potremmo anche offrire lo champagne, anzi il prosecco, e brindare allo sfacelo di un grande progetto Italia nel mondo durato fino al 2011 quando il neoliberista esterofilo Mario Monti affidò il nostro Ministero degli Affari Esteri ai baciapile esterofili della Comunità di Sant'Egidio. L'esterofilia e l'antinazionalità attualmente vanno per la maggiore.