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domenica 28 luglio 2019

Come si calunnia e si rovina (quasi) un italiano




Il caso del nostro connazionale di Juan Dolio, proprietario di una pizzeria, il Bar-pizzeria, è stato per la nostra comunità come un fulmine a ciel sereno.
La polizia si è precipitata sul suo locale accompagnata della magistratura inquirente. Si è rovistato dappertutto, è stato sequestrato il computer e altri presunti corpi del reato. Una bambina di 8 anni, figlia del connazionale è stata trasferita al “Conani” (centro di accoglienza infantile) e Stefano Boccia è stato tratto in arresto a San Pedro, iniziando così per lui un dramma per fortuna a lieto fine.
La bambina ha trascorso 17 giorni nel Conani, il padre 7 giorni sotto arresto. Sono state tante le spese da lui sostenute come possiamo immaginare.
Il ritorno a casa della bambina è stato motivo di grandi festeggiamenti. Ora lei è in ferie dalla madre a Sosua.
La pizzeria è di nuovo funzionante. Secondo alcuni ha risentito della pubblicità negativa della vicenda.
“Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà” si diceva nel ‘700 in Italia ed è qualcosa che evidentemente è vero anche oggi.
Infatti, qui è bastata una calunnia di una persona a lui vicina, insieme ai soliti pregiudizi, magari al malinteso della parola Bar sul nome della pizzeria e a quell’ignoranza di base che non manca mai in questo paese.
Poi sono comparsi i media alla ricerca di scoop. Si è parlato di bordello, di sfruttamento di minore ecc. Si è parlato de rinvenimento nel “bordello” di giocattoli e abbigliamento intimo infantile.
Tutte falsità che si sarebbe potuto escludere con un approccio professionale alla vicenda, un’indagine velocissima sarebbe bastata.
Stefano è molto amareggiato per quanto gli è successo. E’ riuscito a venirne fuori perché ha moltissime conoscenze anche tra i magistrati inquirenti.
Ora attende solo che il caso sia archiviato ufficialmente per procedere all’accertamento delle responsabilità dell’irruzione. I fatti si sono verificati un mese fa.
Dei media sostiene il connazionale che Telenoticias di Roberto Cavada gli è stato di particolare aiuto con le sue interviste, in particolare alla madre della bambina. La maggior parte dei media invece ha cercato solo lo scoop. In particolare Telemicro.
Ora il Boccia si chiede e me lo chiedo anch’io, se al suo posto ci fosse stato un altro con minori conoscenze e denaro per difendersi, cosa sarebbe successo?
Occhio alle calunnie quindi. Possono facilmente rovinare una persona, soprattutto se straniera. Paese che vai, usanze che trovi.
Stefano Boccia, contrariamente a quanto si era affermato non ha la cittadinanza dominicana per cui la nostra ambasciata avrebbe potuto intervenire. Lui stesso però ha rifiutato questo intervento: “Avrebbe complicato ulteriormente le cose”, sostiene. Io non sono d’accordo.
Comunque tutto è bene quel che finisce bene. La sua è stata un’esperienza che senz’altro può essere utile a più di qualcuno.