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sabato 21 gennaio 2017

GLI ITALIANI ALL'ESTERO DEVONO VOTARE NO E RIMANDARE LA RIFORMA AL MITTENTE



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La modifica della costituzione è stata presentata in parlamento e non ha ottenuto le maggioranze necessarie per la sua promulgazione. È per questo motivo che è stato indetto il referendum confermativo.
I cittadini possono dare il loro parere positivo o negativo oppure non presentarsi alle urne. Si decide a maggioranza assoluta e non esiste un quorum.
Noi elettori non siamo chiamati a leggere e a comprendere ogni articolo modificato della Carta Magna. Questo è poco ma sicuro. Ognuno fa il suo mestiere. I costituzionalisti e i legali sono una piccolissima minoranza. I ciarlatani no, quelli li troviamo ovunque...
L'interpretazione delle leggi ha spesso degli iter lunghissimi che passano per sentenze contraddittorie e che si avvalgono di una giurisprudenza consolidata. E la legge costituzionale è senz'altro la più complicata.
Insomma, noi elettori non veniamo convocati alle urne per approvare o meno le riforme dopo aver esaminato, studiato e capito il testo della nuova costituzione perché questo non è possibile.
Noi dobbiamo solo dire di sì o di no e se non diciamo niente si sa che chi tace conferma.
A grandi linee dobbiamo considerare se la costituzione ci conviene o meno.
Vedo che si parla molto di un effetto di risparmio delle nuove norme.
Non siamo tenuti a valutare l'opportunità dell'eventuale risparmio da dedursi tra le righe delle nuove norme perché noi non siamo ragionieri dello Stato. Non interveniamo nemmeno nelle scelte delle spese. Quindi il risparmio che si sostiene che questa riforma comporta non ci interessa.
Comunque come italiani residenti all'estero sappiamo che siamo in prima linea nella voce "Risparmio" dell'Italia. Trentasei consolati chiusi tra cui anche quello di Montevideo con 100.000 iscritti AIRE e l'ambasciata di Santo Domingo. Tempi geologici per le pratiche di cittadinanza con una tariffa aumentata a 300 euro. Tempi lunghissimi per il rilascio dei passaporti. Trascrizioni delle variazioni anagrafiche nei comuni di iscrizione Aire negate per insufficienza di personale. ecc.
A noi quindi il risparmio in sé interessa poco perché noi siamo il "Risparmio".
Con la riforma per la quale siamo invitati a votare ci vengono tolti sei senatori e la nostra circoscrizione viene eliminata. Solo soffermandoci su questo appare evidente che non sussiste per noi alcun interesse a questa riforma. A fronte di ciò di cui veniamo privati non ci viene offerto niente, soltanto parole vuote.
Non si vede poi tutta questa urgenza per modificare la costituzione. Sono 70 anni che è vigente e ciononostante abbiamo fatto passi da giganti. Dalle macerie della seconda guerra mondiale siamo arrivati al G8.
Se ora si sostiene che la costituzione non funziona più è perché non la fanno funzionare. È un problema soggettivo e non oggettivo. In queste condizioni nemmeno la nuova costituzione potrà funzionare. Questi sono comunque problemi dei nostri governanti, di chi propone la riforma. Si rivolgano a chi di dovere, al parlamento, per ottenere le necessarie maggioranze. Noi rimandiamo la riforma al mittente e votiamo NO.
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