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giovedì 19 gennaio 2017

IL MINISTRO PAOLO GENTILONI CONFERMA L'IMMINENTE RIAPERTURA DELL'AMBASCIATA ITALIANA DI SANTO DOMINGO E ANNUNCIA LA NUOVA STRATEGIA DELLA FARNESINA RELATIVAMENTE ALLA RETE DIPLOMATICA ITALIANA A LIVELLO MONDIALE.



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Mi è sembrato opportuno analizzare a fondo il breve discorso del Ministro Paolo Gentiloni in risposta all'interrogazione parlamentare dell'Onorevole Fucsia Nissoli in quanto fitto fitto di notizie di tutto rilievo in particolare per noi italiani residenti nella Repubblica Dominicana, ma anche per tutti gli italiani della diaspora. Si può dire senza ombra di dubbio che questo intervento del ministro Paolo Gentiloni segna non solo la sicura e imminente riapertura della nostra sede diplomatica ma anche la fine della strategia della Farnesina degli ultimi anni relativamente alla rete diplomatica italiana a livello mondiale. La linea della "Comunità di Sant'Egidio" è stata disonorevolmente defenestrata insieme al suo massimo esponente Mario Giro già sottosegretario agli esteri, promosso per essere rimosso, secondo la classica linea dei nostri antenati "Promoveatur ut admoveatur" in quanto di fatto allontanato dall'operatività sul campo con la promozione a vice ministro degli esteri. Si passa ora dal volontariato ovvero dal dilettantismo a basso costo alla professionalità, alla consapevolezza dell'importanza della rete diplomatica e della promozione della nostra cultura.
Paolo Gentiloni esordisce così:"Ringrazio l'onorevole Fucsia Nissoli perché mi dà l'occasione per dire qualcosa sul tema della nostra sede diplomatica a Santo Domingo e in generale sulla nostra rete diplomatica nel mondo." Il ministro "ringrazia" l'occasione che gli viene data. Gli stava a cuore quindi affrontare pubblicamente e nel parlamento non solo il tema dell'ambasciata di Santo Domingo, ma anche quello della rete diplomatica italiana a livello mondiale. E prosegue: "Per quanto riguarda il caso specifico della sede di Santo Domingo anche se è vero che nel corso dei mesi nel periodo successivo alla chiusura noi come ha riconosciuto il Consiglio di Stato abbiamo assicurato servizi compensativi alla comunità residente"... Questo è il solito ritornello immancabilmente presente in ogni discorso di rilievo dei funzionari del MAE che ha sostituito il mantra di Mario Giro sulle esigenze di risparmio e che vuole legittimare l'operato discutibile del ministero relativamente alla nostra sede diplomatica, citando la sentenza del Consiglio di Stato che in realtà altro non è, come è stato più volte rilevato, che una dimostrazione palese che la magistratura amministrativa non solo interpreta le leggi ma va oltre legiferando di fatto e quindi sostituendosi al potere legislativo. L'interpretazione infatti del Consiglio di Stato nella sentenza che ci riguarda secondo cui "l'invarianza dei servizi" alla quale fa riferimento la legge sulla Spending Review sarebbe impossibile da attuare e quindi assurda equivale a una modifica vera e propria della legge e non a un'interpretazione. Il Ministro prosegue poi sostenendo che: "Tuttavia mi fa piacere di dire qui in aula che la Farnesina si impegna alla riapertura della sede diplomatica. " Ecco, non più il governo, ma la Farnesina stessa si assume questo impegno. Mi pare un'affermazione importante che non lascia spazio a interpretazioni di sorta. Soprattutto se vista insieme ad altre notizie che abbiamo appreso quasi contestualmente, sulla nomina a presidente del Comites Panama del nostro Paolo Dussich e sulle dichiarazioni di Peggy Cabral, ambasciatrice della Repubblica Dominicana in Italia. Continua poi dicendo: "Verificheremo, stiamo verificando le disponibilità economiche per attuare una decisione che comunque mi fa piacere di confermare qui in parlamento." Si conferma il fattivo avvio della ricerca delle risorse finanziarie necessarie. Non ci sono quindi dubbi, la nostra sede diplomatica sarà riaperta e con ogni probabilità ciò avverrà nei prossimi mesi. E ancora: "Ci troviamo in un mondo diverso da quello che immaginavamo negli anni 90 in cui la presenza e la forza della nostra rete diplomatica consolare nel mondo anche nelle parti più lontane del mondo è sempre più necessaria. Abbiamo minacce alla sicurezza, abbiamo problemi con le nostre imprese, abbiamo necessità di assistere i nostri connazionali, di promuovere la nostra offerta culturale. Tutto questo ci dice che la globalizzazione non ha reso inutili le reti diplomatiche dei singoli Stati nazionali ma forse le ha rese ancora più necessarie." Qui il ministro sancisce il cambiamento totale di strategia, una virata a rotta di collo. Non si smantella più, non si declassa la nostra rete diplomatica devolvendola al volontariato, al dilettantismo di italiani disposti ad assumersi ruoli "quasi consolari" e a titolo gratuito: transfer pietoso e assurdo dei baciapile della Comunità di Sant'Egidio che ci ha dimostrato quanto sia caduta in basso la politica diplomatica della Farnesina in seguito al conflitto di interessi instaurato al suo interno dal servitore del neoliberalismo e di Wall Street Mario Monti con l'insediamento ai vertici della Farnesina di Andrea Riccardi e di Mario Giro. Si ritorna a una gestione professionale dei nostri interessi nel mondo. Era ora! E il Ministro termina il suo discorso dicendo: "Questo è un impegno su cui naturalmente il governo lavorerà ma su cui ha bisogno di un appoggio, di un sostegno parlamentare. Dico questo nel confermare l'impegno preso per Santo Domingo." Certamente il nostro parlamento è invitato a partecipare a questo nuovo corso con leggi che sostengano la nostra rete diplomatica e la diffusione della nostra cultura a livello mondiale. Un discorso questo del ministro Paolo Gentiloni che non può che ritenersi soddisfacente. Le cose stanno cambiando in positivo!