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martedì 17 aprile 2018

Guida pratica al peculato: lo scandalo della OMSA



Chi l’avrebbe mai detto che il servizio pubblico di autobus OMSA sarebbe stato al centro di uno scandalo di così vaste dimensioni.
Di solito si parla di corruzione e si resta sul vago si pensa che qualcuno abbia dato una mazzetta a un pubblico ufficiale per ottenere qualche vantaggio. Non è così semplice.
La gestione della OMSA secondo quanto rivelato dalle indagini in corso non rientra in una generica corruzione bensì nel peculato, un reato per il quale in Italia è prevista una condanna penale da 4 a 10 anni di reclusione. Incorre in questo reato chi intasca i soldi dello Stato che ha in gestione. Sulle prime pagine dei giornali dominicani ci troviamo ora davanti a una storia vera di peculato che trascende nell’associazione a delinquere e nella fatturazione falsa da parte di diverse imprese.
Tutti pronti a intascare i soldi dello Stato. Questa è la tendenza. Chissà quanti di questi amministratori furfanti della cosa pubblica sono anche dei moralisti. Parlare bene e razzolare male è una consuetudine attualmente diffusa in tutte le latitudini.
Il bubbone dello scandalo è scoppiato a seguito dell’omicidio dell’avvocato Yuniol Ramirez che era venuto a conoscenza della situazione e si dice che avesse assunto un atteggiamento di ricatto nei confronti dei funzionari della OMSA. E se qualcuno ha mai pensato come me a cifre di qualche milione di pesos si deve ricredere.
E qui siamo nel campo della teoria e della pratica del furto allo stato in piccolo. Ci sono stati e ci sono infatti come sappiamo altri temi di ben altra entità legati all’appropriazione indebita delle risorse dello stato sotto tutte le sue forme, basta ricordare la vicenda Odebrecht che ha ormai saturato l’attenzione della popolazione e che occupa meno spazio nei media anche se le cifre della corruzione sono ben altre e si contano milioni di dollari come se fossero noccioline.
Un trasporto urbano inefficiente, con autobus in circolazione sempre stipati che nelle ore di punta non riescono nemmeno a fermarsi per raccogliere passeggeri in quanto già strapieni, con centinaia di veicoli tolti dalla circolazione in quanto guasti. Ed è proprio di questo che si tratta. Delle riparazioni degli autobus guasti. Un filone inesauribile di entrate illecite per gli amministratori della cosa pubblica, per proprietari di officine meccaniche e per tantissima altra gente. Un’associazione a delinquere su vasta scala.
Gli stessi autobus figuravano in riparazione in più officine meccaniche, tutte emettevano fatture con importi di milioni di pesos. Sulla carta quindi questi venivano riparati contestualmente più volte e le riparazioni venivano pagate. E invece non era così.
Durante l’amministrazione di Manuel Rivas oltre 2 miliardi di pesos sono stati incassati da 33 officine meccaniche che non hanno mai stipulato un contratto con la OMSA. Il 64% di tutte le spese della OMSA è andato a finire così. La camera dei conti e l’avvocatura dello stato hanno scoperto le irregolarità perché sulle fatture delle diverse officine erano indicati gli stessi veicoli per le stesse riparazioni. Gli autobus invece giacevano abbandonati e all’intemperie nel parcheggio della OMSA.