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giovedì 12 settembre 2019

Nomina di sottosegretari e viceministri, prospettive del MAIE



La squadra di governo non è ancora completa. Il MAIE è in attesa della sua poltrona. Le speranze di averla comunque sono al lumicino. La posta in palio è alta e su ogni carica disponibile ci sono cinque richieste.
Il numero massimo di membri di un governo è per legge 65. Sono già stati nominati 21 ministri, manca ora il sottogoverno composto di 44 tra sottosegretari e viceministri. La spartizione avrà luogo tra M5S, PD e LEU. A quest’ultimo andranno uno o due posti. Il M5S ha a disposizione 4 o 5 posti in più rispetto al PD.
Finora la stampa non ha nemmeno menzionato tra gli alleati il MAIE. Eppure con l’apporto di due senatori alla coalizione di governo, di fatto meriterebbe come minimo di non essere ignorato.
Tra i candidati a far parte del MAECI si danno per certi Di Stefano (M5S) e Quartapelle (PD), altro candidato con possibilità è Marina Sereni (PD).
Le prospettive di avere una poltrona per Ricardo Merlo si allontanano di ora in ora. Domani i nomi saranno pronti.
Per i DEM si procede attraverso accordi tra le varie correnti. Per il M5S decide Di Maio sulle candidature proposte, cinque circa per ogni “domanda”. I presidenti delle commissioni del Movimento si sono già lamentati e hanno comunicato di non essere un ufficio di collocamento. Di Maio potrà decidere a sua discrezione a favore di persone che non sono comprese nella lista presentata.
L’ultima parola comunque spetterà al premier Giuseppe Conte sia per i pentastellati che per i DEM.
Essendo Giuseppe Conte, il premier di questa coalizione, di fatto e da sempre un DEM della corrente cattolica, ben visto quindi dalla curia e dal papa Bergoglio, non è detto che alla base dell’adesione di Merlo al nuovo governo non ci siano motivi ideologici. Non dimentichiamo che il MAIE affonda le sue radici nell’associazionismo cattolico.
Questa ipotesi però andrebbe contro il principale tema di campagna elettorale di questo movimento che è quello di voler stare sempre e comunque al fianco degli italiani residenti all’estero per le loro esigenze soprattutto di servizi consolari efficienti.
Del resto Ricardo Merlo si è battuto per il Sì alle elezioni del referendum sulla riforma costituzionale del 2016 e guardando alle alleanze che ha stretto nel corso della sua carriera politica si capisce che il suo partito, il MAIE, non guarda solo agli interessi dei connazionali residenti all’estero, ma ha delle mire politiche evidenti che sono coincidenti con quelle del PD: accoglimento clandestini, fedeltà all’UE, euro, ecc.
Paradossalmente in questo governo troviamo due partiti che hanno fondato le loro campagne elettorali sulla critica del Partito Democratico, il M5S e il MAIE. Si sono alleati con chi per motivi diversi demonizzavano.
Non c’è che dire, le contraddizioni in politica sono sempre all’ordine del giorno!
Sia ben chiaro comunque che questa coalizione ha un’impronta netta PD e che quindi dal punto di vista della rete diplomatica c’è poco da attendersi con Merlo o senza Merlo.