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venerdì 13 settembre 2019

Brogli elettorali nella circoscrizione Estero, la magistratura argentina indaga



Brogli elettorali all’estero. Una storia che si ripete sistematicamente. L’anno scorso le denunce sono state più numerose del solito e sono state presentate sia in Italia che in Argentina. Ora la magistratura argentina ha iniziato ad occuparsene. I tempi sono un po’ sospetti perché la notizia è stata diramata all’indomani della formazione del governo in Italia.
Sotto esame sono 15.000 schede votate in 10 circoscrizioni su 90 della provincia di Buenos Aires che hanno determinato la vittoria di Adriano Cario dell’USEI e la sua nomina come senatore. Secondo le denunce, le schede sarebbero state compilate dalla stessa mano, il che risulta anche dai verbali dei presidenti di seggio di Castelnuovo di Porto.

Ora bisogna vedere se la magistratura argentina riscontrerà delle irregolarità. Certamente non avrà a disposizione tutti gli strumenti della procedura penale perché di fatto in Argentina non è stato commesso alcun reato. Del resto succede spesso e dappertutto che coloro che decidono di votare in un certo modo affidino le loro buste agli attivisti del loro partito. Questo è giustificato soprattutto dalla scarsa conoscenza della lingua italiana degli elettori sudamericani e dalle difficili modalità di voto.
Il senatore Merlo si è dato molto da fare come sottosegretario nel governo passato per modificare il voto all’estero. Speriamo che questo nuovo governo riesca ad avere una vita abbastanza lunga perché ci riesca una volta per tutte.
Nella foto vediamo il sen. Adriano Cario e il deputato Eugenio Sangregorio entrambi eletti nelle elezioni dell’anno scorso con l’USEI (Unione Sudamericana Emigrati Italiani). L’on. Cario è passato immediatamente al MAIE votando la fiducia e consentendo così la nomina dell’on. Merlo a sottosegretario. L’USEI invece con Sangregorio ha votato contro. Le posizioni di Cario e di Sangregorio sono state riconfermate anche quest’anno con il Conte bis.