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mercoledì 4 settembre 2019

Di Maio alla Farnesina? Prospettive per gli italiani all'estero...



Oggi il governo dovrebbe giurare, ma…
C’è sempre un “ma” a quanto pare. A Luigi Di Maio l’ex creatura di Beppe Grillo la Farnesina non piace. Eppure è uno dei ministeri più importanti, soggetto tra l’altro al vaglio del presidente della Repubblica, come il Viminale e l’Economia. A questi saranno destinati quasi sicuramente due tecnici di gradimento di Mattarella.
Zingaretti e l’avvocato del popolo non sanno come levarsi Di Maio di torno. L’Elevato Belin avrebbe una mezza idea, ma ci vuole tempo.  E poi non è detto che ci riesca, il tragitto da percorrere è ancora lungo e ci potrebbero essere agguati in qualche varco. Tutto è possibile nella lotta per il potere. Lo insegna la Bibbia, che su queste cose è molto istruttiva. E poi si suole dire che nella guerra e nell’amore tutto è lecito. Il potere è un po’ di tutt’e due queste cose… Lo insegna anche la storia!
Per noi italiani all’estero si presenta quindi la prospettiva di avere alla Farnesina il capo politico del M5S.  Non ci vuole molto per capire che questa posizione non è la sua e non per mancanza di capacità, perché il ragazzo ha una grandissima intelligenza, quanto perché l’estero non fa parte dei suoi interessi.
Viene da pensare alla massima latina del “Promoveatur ut admoveatur”. Lo promuovono per rimuoverlo. Ma Giggino il latino lo mastica,  proviene dalla maturità classica, non serve dire altro…
Il ministro uscente Enzo Moavero Milanesi non apparteneva né alla Lega né al M5S.  Non era un uomo del Cambiamento. Ricordiamo qualche sua battuta infelice di equiparazione dei nostri emigranti del passato con gli attuali migranti che vengono accolti ogni giorno in Italia.
L’estero è un settore nevralgico per l’Italia e non soltanto per le relazioni con gli altri paesi. Ci sono i nuovi emigranti italiani, giovani e non che abbandonano da soli o con le loro famiglie il nostro paese alla ricerca di un lavoro all’estero. Ci sono cinque milioni di oriundi con passaporto italiano che invadono il mercato del lavoro internazionale, facendo concorrenza ai cittadini italiani nativi e creando situazioni di ressa presso gli sportelli consolari. Ci sono poi altri milioni di oriundi aventi diritto alla cittadinanza italiana che affollano la nostra rete consolare.
Il Governo del Cambiamento a livello estero non ha risolto niente. Con Moavero Milanesi come ministro, la Farnesina ha dato l’impressione di continuare ad essere un’enclave del PD. Sono stati destinati alla rete diplomatica comunque meno fondi nel 2018 rispetto a quelli elargiti nel 2017.  Probabilmente con l’alleanza M5S-PD passerà lo ius solis e lo ius sanguinis verrà limitato alla seconda generazione. Un’ipotesi questa che è stata presa in considerazione da Salvini e da lui abbandonata a seguito delle pressioni del sottosegretario MAIE Ricardo Merlo.
A proposito chissà se i due senatori del MAIE sosterranno il nuovo governo e chissà se l’onorevole Merlo continuerà a svolgere le funzioni di sottosegretario?