Il 64% circa è il
dato dell’affluenza alle urne a livello nazionale che equivale al 9% in meno circa
rispetto al 2018 ed è storicamente l’affluenza più bassa.
Le prime proiezioni
promuovono nettamente la coalizione di centrodestra che raggiunge circa il 42%.
Ben 16 punti in più rispetto alla coalizione di sinistra.
Una maggioranza
netta del centrodestra si imporrebbe soprattutto al Senato mentre sarebbe ai
limiti alla Camera, almeno tenendo conto dei dati finora disponibili.
Altro dato sicuro è
che il primo partito italiano è salvo sorprese Fratelli d’Italia, che passa dal
4,3% del 2018 al 25% circa. Inoltre, c’è da rilevare che al sud il primo partito
in assoluto è il Movimento Cinque Stelle. Chi riteneva che i Grillini fossero
morti e sepolti, come me per esempio, evidentemente ha sbagliato. Probabilmente
questo voto è stato condizionato dal reddito di cittadinanza che è più diffuso
al sud e anche molto più necessario che al nord. In ogni caso è anche evidente
che l’Italia non si è spostata verso destra in quanto cifre alla mano continua
a essere di sinistra con oltre il 50% degli elettori che la votano. Il problema
è che non sono state raggiunte le coalizioni giuste. Staremo a vedere se il
centro centrodestra sarà sufficientemente compatto e, quindi, se esprimerà come
premier Giorgia Meloni o se, come succede spesso, si presenteranno divergenze
tra le parti o ci saranno defezioni all’interno della maggioranza, le solite
compravendite, che consentiranno anche formazioni di governo alle quali non
vogliamo nemmeno pensare, ma che potrebbero ripetere le situazioni degli anni
scorsi con il PD o le “guide tecniche”.