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lunedì 14 ottobre 2019

Omicidio dei due poliziotti di Trieste e responsabilità della VFS Glogal e dell'ambasciata italiana di Panama




Alejandro Augusto Stephan Meran ha ucciso a Trieste due agenti della polizia. E’ stato lesto nel disarmare un poliziotto che non lo aveva ammanettato perché in Italia non si può. Ha sparato simultaneamente con due pistole, una in ogni mano. Un’abilità inusuale per chi non ha dimestichezza con le armi. Proveniente da Comendador Elias Piña aveva dei precedenti penali per traffico di droga, il che è stato scoperto e reso di dominio pubblico dalla giornalista Alicia Ortega.
I media italiani parlano di responsabilità delle autorità italiane nel consentire l’ingresso in Italia per ricongiungimento familiare di una persona con la fedina penale sporca. Invece noi che abitiamo da queste parti e che sappiamo come stanno le cose possiamo esprimere un parere più circostanziato.
La responsabilità della concessione del visto al menzionato killer è innanzitutto della VFS Global, la società off-shore che gestisce “onestamente” la raccolta e l’esame della documentazione per il rilascio dei visti, in secondo luogo dell’ambasciata italiana di Panama che li concede e in terzo luogo della famiglia che pur essendo a conoscenza dei precedenti penali del congiunto ha fatto richiesta di ricongiungimento. Partiamo da quest’ultima. Dovrebbe essere espulsa dall’Italia perché responsabile indirettamente degli omicidi dei giovani agenti.
Chissà poi se l’on. Luigi Di Maio nella sua veste di Ministro degli Esteri avrà il tempo e la voglia di esaminare a fondo questo caso e se magari non deciderà una volta per tutte di riaffidare la gestione dei visti all’ambasciata italiana di Santo Domingo? Viene da chiedersi quanti delinquenti abituali dominicani grazie all’inefficienza per non dire altro della VFS Global e alla superficialità dell’ambasciata italiana di Panama si aggirano in Italia pronti a emulare le gesta di Stephan Meran.
Certo che una gestione diretta dell’ambasciata locale potrebbe diminuire questo tipo di rischio, avendo accesso diretto agli uffici locali della polizia.



Italiano trovato ucciso a Boca Chica



Si tratta di Piero Testoni, 70enne di Alghero. Il suo corpo giaceva sul letto nella sua abitazione legato mani e piedi. Secondo il medico legale la morte è stata provocata da asfissia per soffocamento manuale. Difficilmente quindi questa volta potranno far passare il solito suicidio, anche se non si sa mai…
Il corpo del connazionale era nudo sul letto nel suo appartamento n. 205 sito nel condominio  Adrina situato nella via 20 de diciembre della cittadina balneare.
A denunciare il fatto sono stati altri connazionali suoi vicini di casa alle ore 21 di ieri.
Si è alla ricerca di due donne e di un uomo che sono stati visti mentre uscivano dall’appartamento.
Il corpo dell’italiano è stato portato all’INACIF (Istituto di Patologia Forense).

giovedì 10 ottobre 2019

Frank Ranieri ha piena fiducia nella JCE




L’imprenditore turistico italo-dominicano Frank Ranieri dichiara di avere piena fiducia nella JCE
Secondo il connazionale il conflitto politico attuale rientra nella norma degli eventi post elettorali. In pratica il Ranieri si schiera dalla parte di coloro che parlano di “pataleo”, il classico scalpitio di chi non accetta di essere stato sconfitto.
Una fiducia quella dell’imprenditore turistico quanto meno discutibile perché a guardar bene è evidente che i membri della JCE, sotto la cui responsabilità sono state svolte le prime elezioni elettroniche del paese, di informatica e di sistemi in generale non capiscono una mazza.
Il presidente parla di logaritmi anziché di algoritmi, un anziano membro rinuncia irrevocabilmente davanti alla stampa e dopo l’arrivo di alcuni familiari e di uno staff medico revoca la sua rinuncia… Familiari, medici, un mistero dietro l’altro.
Infine la JCE decide di effettuare in un primo tempo il conteggio manuale dei voti di 821 seggi. Subito dopo opta per il conteggio manuale di tutti i 7.372 seggi ed esclude il controllo giudiziario del software e dell’hardware.
Un gruppetto di vegliardi appartenenti sicuramente a lobby diverse, che non se ne intende di informatica decide sulle sorti della democrazia della Repubblica Dominicana.
Nonostante tutto l’italo-dominicano Frank Ranieri ha piena fiducia nella JCE e sostiene che questa situazione non si ripercuoterà sul turismo. Speriamo bene perché quest’anno il settore ha già sofferto abbastanza.
Per quel che riguarda la trascendenza a livello internazionale della vicenda non siamo ancora in grado di esprimere giudizi. Intanto per lunedì prossimo è stata convocata da Leonel Fernandez un’altra manifestazione davanti alla JCE.

Imprenditore italiano coinvolto in un uxoricidio



Un caso che viene seguito con molta attenzione dai media dominicani. Mi accorgo solo ora che un nostro connazionale è stato coinvolto nella vicenda. Elio Pendin, 71enne di Malo, Vicenza. Ha un negozio a San Pedro de Macoris. L’arma del delitto, una pistola, è di sua proprietà. Gli era stata sottratta dal suo negozio e aveva presentato tempestiva denuncia. L’arma è stata consegnata all’uxoricida da un agente della DNCD, Direccion Nacional de Control de Drogas. Nonostante questo il connazionale è stato arrestato ed è rimasto in stato di detenzione per diversi giorni. Ha dovuto pagare una cauzione di 500.000 pesos e gli è stato imposto il divieto di espatrio e l’obbligo di presentazione periodica.
Anibel Gonzalez, di professione avvocato, è stata uccisa dal suo ex marito a colpi di pistola il 30 agosto del corrente anno. L’omicida era appena stato messo in libertà per buona condotta dopo aver trascorso due anni di reclusione per tentato omicidio sempre nei confronti della stessa donna. Una vicenda nella quale ora sono indagati magistrati e avvocati. Ci sarebbero delle lettere falsificate della vittima che avrebbero agevolato il rilascio dell’omicida.
Un’arma denunciata come "sottratta" dal suo proprietario compare nelle mani di un agente della DNCD e il pubblico ministero coinvolge come complice il proprietario ma non l’agente della DNCD.
Può accadere, soprattutto se il proprietario dell’arma è straniero.
Il Pendin ha comunque dichiarato a un giornale di Vicenza quanto segue: “L’avevo consegnata a un poliziotto per il rinnovo del porto d’armi, sono del tutto estraneo alla vicenda. Sono stato ingenuo.”
Da questo si dovrebbe dedurre che la denuncia di “sottrazione” dell’arma dal suo negozio è stata presentata dal Pendin visto che questa non gli era stata restituita dall’agente della DNCD.

A quanto sopra si deve aggiungere che il pubblico ministero Winter Ali Rodriguez ha dichiarato che avrebbe presentato appello contro la decisione del giudice Daris Eusebio di mettere in libertà il Pendin. Un accanimento sicuramente fuori luogo vista l'esistenza della denuncia e lo svolgimento dei fatti.

mercoledì 9 ottobre 2019

Trovato morto a Pedernales il connazionale 75enne Francesco Amendola




Francesco Amendola, 75enne, di Roma, è stato trovato morto ieri nella sua abitazione di Pedernales. Secondo il medico legale che si è recato sul posto l’Amendola sarebbe morto per cause naturali. Aveva, infatti, dei problemi cardiocircolatori.

La notizia è stata ampiamente diffusa in tutti i media nazionali il che è quanto meno strano quando non si tratta di omicidi o suicidi.
La versione dei fatti è sempre la stessa in tutti i giornali: il corpo dell’Amendola è stato rinvenuto nudo in bagno in stato di decomposizione. 

Era morto da circa tre giorni. Da Azua sono giunti i medici forensi che hanno constatato le cause naturali del decesso. E' stato ritenuto che il cadavere non potesse essere conservato nelle celle frigorifere dell'obitorio di Pedernales per chi si è provveduto alle 19 di ieri al suo interramento. I familiari arriveranno dall'Italia nei prossimi giorni.

Il connazionale abitava da sei anni a Pedernales nel settore Miramar e stava costruendo una casa di due piani.
Viveva da solo: il tipico lupo solitario che viene a trascorrere i suoi ultimi anni di vita nei Caraibi. Ce ne sono tanti. Alcuni muoiono di morte naturali altri vengono ammazzati.
Comunque, essere anziani e vivere da soli da queste parti non è il massimo.

Attraverso la collaborazione di un altro connazionale, Fabio Mannucci, residente nella stessa città è stato possibile informare l’ambasciata italiana e i parenti del defunto in Italia.

giovedì 3 ottobre 2019

Scambio commerciale tra l'Italia e la Repubblica Dominicana. Ne parla l'ambasciatore Andrea Canepari



Lo scambio commerciale tra l’Italia e la Repubblica Dominicana ha raggiunto nel 2018 gli USD 400 milioni.
L'ambasciatore italiano Andrea Canepari, ha dichiarato che questa cifra si può incrementare ancora se la nazione caraibica punterà ad attirare investimenti in settori diversi da quello turistico.
Il nostro ambasciatore ha sostenuto che “Possiamo crescere di più. La Repubblica Dominicana ha il potenziale per acquistare macchinari dall'Italia che possono essere utilizzati ad esempio per l’elaborazione del suo cacao”.
Andrea Canepari in una colazione di lavoro organizzata dalla Camera di commercio dominico-italiana ha aggiunto che gli imprenditori italiani hanno molto interesse a investire nella Repubblica Dominicana, ma che non sanno come fare affari qui ed è per questo che verrà ora promosso il commercio bilaterale.
Il ministro degli Esteri, Miguel Vargas ha riferito che nel 2018 circa 100.000 cittadini italiani hanno visitato la Repubblica Dominicana, mentre quest'anno sono giunti finora circa 64.000.
Alla colazione di lavoro hanno partecipato il presidente della Camera di commercio dominicano-italiana, Celso Marranzini, l'ambasciatrice dominicana in Italia, Alba María (Peggy) Cabral e il Vice Ministro degli Affari Esteri per gli Affari Economici e la Cooperazione Internazionale, Hugo Rivera, così come altri funzionari e uomini d'affari di entrambe le nazioni.

martedì 1 ottobre 2019

Ius soli, ius sanguinis



Lo ius soli in un certo senso esiste già da noi. La cittadinanza viene concessa allo straniero che nasce in Italia al compimento del 18esimo anno di età. Si tratta di uno ius soli moderno che tiene conto anche della scelta di integrazione degli stranieri dimostrata dalla permanenza stabile, dalla frequenza delle nostre scuole e dal lavoro. Le naturalizzazioni sono anche molto accessibili e fra i paesi europei, l’Italia primeggia largamente in queste con una media di circa 180.000 all’anno.

Lo ius soli in un certo senso esiste già da noi. La cittadinanza viene concessa allo straniero che nasce in Italia al compimento del 18esimo anno di età. Si tratta di uno ius soli moderno che tiene conto anche della scelta di integrazione degli stranieri dimostrata dalla permanenza stabile, dalla frequenza delle nostre scuole e dal lavoro. Le naturalizzazioni sono anche molto accessibili e fra i paesi europei, l’Italia primeggia largamente in queste con una media di circa 180.000 all’anno.

Uno ius soli all’americana sarebbe anacronistico, non va più bene nemmeno negli Stati Uniti, figuriamoci da noi. La cittadinanza va concessa a chi ha deciso di rimanere in Italia e le leggi attualmente in vigore consentono un’agevole integrazione anche da questo punto di vista degli immigrati. Questa modalità di concessione della cittadinanza è ragionevole e contribuisce in definitiva all’arricchimento dal punto di vista economico, demografico e, se vogliamo, culturale della nostra nazione.
La strategia del PD di ampliare lo ius soli o lo ius culturae si associa più che a un’integrazione a un consolidamento dell’invasione in atto che viene favorita dai vertici filo-globalisti dell’Unione Europea e le sue finalità sono puramente politiche.
Non si tratta però solo di ius soli, anche lo ius sanguinis dovrebbe essere oggetto di revisione. Dice un commentatore di un articolo pubblicato nel gruppo:
“Eh, direi No ius soli, ma peggio del peggio è lo ius sanguinis che trasforma in italiani gli stranieri, nati e cresciuti all'estero discendenti da italiani emigrati, ma anche non, dal, udite udite, 1861” Di sangue italiano quanto ne avranno mai questi dal 1861? Boh, si calcola che siano almeno 80 milioni gli "aventi diritto". Dai che se si svegliano tutti, entrano loro e usciamo noi, per andare dove, non si sa, perché gli altri le frontiere le chiudono.”
L’anno scorso è mancato poco perché il criterio di assegnazione della cittadinanza con lo ius sanguinis venisse cambiato. La proposta di limitare alla seconda generazione, e quindi ai nonni, il diritto alla cittadinanza non è passata perché Salvini all’ultimo momento ci ha rinunciato. A convincerlo è stato l’on. Ricardo Merlo. Comunque una modifica in tal senso è nell’aria e prima o poi si farà.
L'epoca delle ricerche genealogiche nella notte dei tempi per acquisire la cittadinanza italiana dovrebbe essere ormai agli sgoccioli.