Cerca nel blog

martedì 27 agosto 2019

Dorian: ore 5 di martedì 27/8




Dopo tre giorni dal battesimo e quindi dal raggiungimento della categoria di tormenta tropicale, Dorian procede sempre rispettando il tabellino di marcia pronosticato dall’NHC con un leggero spostamento verso nord che complica la vita a Portorico e che risparmia gran parte del territorio dominicano. La sua intensità non è aumentata secondo le previsioni ed è anzi diminuita ormai da circa 6 ore da 96 km/h a 80 km/h. Tra poco toccherà terra ferma in quanto attraverserà le piccole Antille dove si attendono forti piogge. Dorian dovrebbe ora rafforzarsi e raggiungere la categoria di uragano, vale a dire i 120 km/h per poi ridimensionarsi subito. A Portorico è scattato l’allarme e la gente fa incetta di provviste nei supermercati. Secondo alcune considerazioni precedenti dell’NHC, Dorian una volta raggiunta la categoria di uragano dovrebbe indebolirsi subito e arrivare alla Hispaniola già declassato a onda tropicale. In ogni caso si è sempre sostenuto che l’attraversamento della terraferma avrebbe comportato il dissipamento immediato della tormenta. Quindi qualora Dorian si addentrasse nel territorio portoricano, non rappresenterebbe più un pericolo per la Repubblica Dominicana. Restiamo in attesa della reazione della tormenta una volta nel Mar del Caraibi, soprattutto della decisa virata verso nord e dell’aumento della sua intensità fino a diventare un uragano di prima categoria.

lunedì 26 agosto 2019

Tormenta Dorian (ore 5 di lunedì 26 agosto)



Il tabellino di marcia dell’NHC di Miami delle ultime 24 ore è stato pronosticato con grande precisione. Dorian ha ora un’intensità di venti interni di 96 km/h e si sposta a 22 km/h.
Nel corso della giornata di oggi attraverserà le Piccole Antille dove provocherà da 5 a 10 cm di pioggia.
Esistono molti dubbi sul comportamento della tormenta una volta all’interno del Mar dei Carabi perché i modelli di previsione della traiettoria e dell’intensità si contraddicono.
Domani Dorian dovrebbe virare decisamente verso nord-ovest attirato da un’area di bassa pressione e dovrebbe quindi puntare verso Portorico e la Hispaniola. L’angolo di deviazione non è facilmente pronosticabile per cui la tormenta potrebbe anche passare a nord delle due isole senza toccare terraferma. Nel caso in cui invece si addentrasse nel territorio di Portorico potrebbe diminuire di molto la sua intensità. È possibile anche secondo l’NHC che Dorian si dissipi all’interno del Mar dei Caraibi e che giunga alla Hispaniola come semplice onda tropicale.
In ogni caso tutto questo avverrà nei prossimi tre giorni. Sicuramente domani ne sapremo di più e potremo quindi iniziare se del caso a prendere le dovute precauzioni.

domenica 25 agosto 2019

Casaleggio e asssociati e nuova linea politica del M5S. Quanto vale il deragliamento del programma populista?



Ucci, ucci, sento odor di… AFFARUCCI!
Qual è il ruolo della famiglia Casaleggio e in particolare di Davide Casaleggio all’interno e all’esterno (poteri di trattativa, interlocutore affidabile) del M5S?
Quanto vale a livello di stima approssimativa da un punto di vista monetario il deragliamento del progetto populista giallo-verde, l’apertura dei porti, l’allineamento remissivo all’UE, ai vincoli di bilancio, il taglio della spesa pubblica, la fine del sovranismo, ecc.?
Sicuramente se esiste qualcuno in grado di fare tutto questo, a livello di “affaruccio” ne può lucrare un bel po’.
Davide Casaleggio “dopo lo stacco della spina” da parte di Salvini, ha interpellato subito il PD nella persona di Zingaretti. Un’occasione da non perdere (d’oro?). Da business man laureato alla Bocconi era da tempo che l’aspettava e questa si è presentata all’improvviso.
Il suo “omino” Giuseppe Conte ha rassegnato le dimissioni al Presidente della Repubblica immediatamente, eppure il governo alla sua guida non risulta essere stato sfiduciato ed è sostenuto tuttora da una solida maggioranza. “Mai più con la Lega, questi ignoranti!” Più o meno è quanto ha detto e dice e si prepara a un secondo mandato con una  nuova alleanza di partiti alle spalle.
“Omino”, dico, e qualcuno potrebbe prendersela a male. Infatti, in oltre un anno di esercizio della funzione di premier si è guadagnato l’apprezzamento dei più. Si tratta però di un bravo professionista ingaggiato per far parte di una squadra, dando il meglio di se stesso, che pensa al suo lavoro e segue gli interessi di chi lo ha assunto, Davide Casaleggio. Non può quindi che essere definito un omino, colto magari ma di piccolissima statura politica.
Davide Casaleggio. Ma chi è costui? Ci viene in aiuto a tal fine Wikipedia in inglese:
Davide Federico Dante Casaleggio è nato a Milano nel 1976 ed è cresciuto a Ivrea. Dopo la morte del padre Gianroberto Casaleggio nel 2016, è diventato presidente della Casaleggio Associati, una società di consulenza internet che si occupa di strategie innovatrici e che è l’editrice del blog di Beppe Grillo.
Dal 2016, Davide Casaleggio è diventato una figura prominente del M5S, un partito fondato da suo padre insieme a Beppe Grillo, che è stato promosso  nel Web e nei media. Il ruolo di Davide Casaleggio nel M5S ha acquisito sempre maggiore importanza anche se in modo non ufficiale. Alla stregua di suo padre, viene considerato l’eminenza grigia del movimento. È il presidente della Rousseau Association che gestisce l’omonimo sistema sul quale i membri del movimento partecipano e votano.
A febbraio del 2018, il New York Times ha dedicato un articolo a Davide Casaleggio, definendolo “un uomo misterioso che gestisce il M5S nell’ombra”.
Una posizione così  importante vale qualcosa, o no? Invece sarebbe da chiedersi cosa conta ciò che pensano i populisti del M5S. A quanto pare non sono tanto d’accordo con questa linea imposta dall’alto che vorrebbe il M5S mantenersi al governo con l’appoggio del PD.

Dorian, una tormenta con prospettive di diventare presto un uragano e procede verso di noi...




Ha già un nome, Dorian. È una tormenta con venti interni di 65 km/h e con una velocità di traslazione di 19 km/h con buone prospettive di aumentare di categoria nelle prossime ore.
Il Centro Nazionale di Uragani (CNH) degli Stati Uniti si è messo finalmente al lavoro.
Pur davanti a una previsione di un minimo di 10 tormente e di un massimo di 17 di cui tra 5 e 9 uragani, dopo tre mesi dall’inizio della stagione ciclonica si sono originate soltanto tre tormente di cui una sola ha  raggiunto la categoria di uragano. Da oggi al 30 novembre prossimo dovremmo attenderci quindi una tormenta alla settimana.
Dorian procede deciso nella traiettoria da noi più temuta Portorico-Hispaniola-Cuba-Florida, più o meno come quella di Maria e di Irma del 2017 che però ci hanno soltanto sfiorato.
Portorico non si è ancora ripreso dal passaggio di Maria nel mese settembre di due anni fa che ha provocato direttamente o indirettamente la morte di 3.000 persone e un esodo verso gli Stati Uniti di decine di migliaia di portoricani.
Dorian si trovava alle 5 del mattino di oggi a 890 km a est di Barbados e quindi a 2140 km da Santo Domingo per cui dovrebbe arrivare da noi giovedì o venerdì prossimo sempreché non devii verso nord. Un’ipotesi questa abbastanza plausibile in quanto a sud è presente una barriera di alta pressione. Del resto statisticamente la maggior parte delle tormente che si originano nelle coste africane a un certo punto virano verso nord e si disperdono nell’Atlantico.


venerdì 23 agosto 2019

Schema Ponzi, dopo un secolo sempre attuale soprattutto nella Rep. Dominicana dove continua a mietere vittime tra i risparmiatori.



La truffa finanziaria dell’Inversia giunge finalmente a sentenza dopo circa tre anni. E la condanna questa volta è esemplare. Vent’anni per Hidalgo Mendez, amministratore della società e per sua moglie. Non era mai successo prima. Il ragionamento dei giudici fila. Oltre un miliardo di pesos spariti nel nulla. Bisogna cercare almeno che i responsabili non riescano a goderseli. Staremo a vedere se in appello la condanna verrà riconfermata.
237 persone truffate, la maggioranza della terza età e legata alla Cerveceria Nacional di cui Hidalgo Mendez è stato dirigente. Un uomo apparentemente di totale fiducia. Molti impiegati della Cerveceria quando incassavano la loro liquidazione preferivano depositarla direttamente presso Inversia perché questa garantiva rendimenti elevati che consentivano ai risparmiatori di vivere degli interessi senza intaccare il capitale.
Finora con lo schema Ponzi sono stati sottratti ai risparmiatori della Repubblica Dominicana almeno 11 miliardi di pesos andati a finire nelle tasche di 14 persone.
Si ricorda tra gli altri la Finanziaria Belgar che ha truffato 125 persone senza speranza di recupero dei loro risparmi e che aveva la sede nel settore Gazcue del Distretto Nazionale.
A La Vega, la società finanziaria “Inversiones y Prestamos Veganos ha truffato ai risparmiatori ben 300 milioni di pesos.
La Morales Comerciales di Puerto Plata, nota anche come “El Banquito” con un volume complessivo sottratto ai risparmiatori di 1.200 milioni, tanti di loro cittadini stranieri.
Lo schema Ponzi attuato per la prima volta nel 1919 negli Stati Uniti dal romagnolo di Lugo (RA) classe 1882 consiste nel promettere laute remunerazioni per il capitale investito. Queste però non sono il frutto di attività di investimento vere e proprie ma di ripartizioni dei capitali dei nuovi aderenti allo schema agli aderenti precedenti. A un certo punto tutto crolla e si scopre la truffa.
Lo schema Ponzi ha cent’anni ma non li dimostra… Ricordiamo la famosa truffa di Madoff del 2008 che ha reso oltre 60 miliardi di dollari di oltre 4 mila investitori. Anche qui tutto sparito senza lasciare tracce…

giovedì 22 agosto 2019

Droga, tanta, dappertutto, ogni giorno quasi, a tonnellate




Una notizia che non manca mai sui giornali, che ormai rientra nella normalità. Narcotraffico, lo scoop del momento, “Cesar el abusador”, una segnalazione degli Stati Uniti di martedì scorso ha dato il via allo scandalo. Sarebbe il capo di una banda che ha inviato tonnellate di droga negli Stati Uniti e in Europa. Numerosi arresti tra cui due ex giocatori di baseball che hanno guadagnato milioni di dollari nella loro attività sportiva. L’avvocato di uno di questi sostiene che Cesar el abusador è profugo perché la stessa procura della repubblica lo avrebbe avvertito dell’imminente ordine di arresto che sarebbe scattato a suo carico.
Un nuovo scandalo che si aggiunge a quelli recenti del piazzamento di bustine di droga in una barberia di Villa Vasquez, provincia Montecristi. Un altro anello di una lunga catena, come l’esistenza di una rete capillare di centri di vendita al dettaglio di droga in tutto il territorio nazionale la cui localizzazione sarebbe nota a tutti, anche e soprattutto alle autorità di controllo che incasserebbero un “pedaggio” quantificato in decine di migliaia di pesos ogni settimana.
Una situazione dalla quale si deduce che il narcotraffico è un pilastro nascosto dell’economia dominicana. Un’attività illecita che si affianca a quelle lecite e che dà lavoro e arricchisce con implicazioni anche nella politica.
l’ex presidente Hipólito Mejía ha confermato di recente di essersi incontrato con il più grande narcotrafficante dominicano di tutti i tempi, Quirino Paulino ex capitano dell’esercito, che ha ammesso di aver esportato negli USA 33 tonnellate di cocaina provenienti dalla Colombia e dal Venezuela dal 1996 al 2004. Per l’ex presidente l’incontro rientra assolutamente nella normalità…
Arrestato dalla DEA americana in territorio dominicano nel dicembre del 2004 con un carico di cocaina di 1.307 kg pari all’equivalente di circa 30 milioni di dollari, è stato estradato negli Stati Uniti dove ha subito una condanna a 10 anni. Ritornato in patria dopo aver scontato la pena, Quirino, non è stato processato per i reati commessi nella Repubblica Dominicana e ha recuperato gran parte dei suoi beni acquisiti attraverso il traffico di droghe.
Narcotraffico, corruzione delle autorità di controllo, della magistratura e dei politici. Un marcio che deve essere eliminato… Un pochino alla volta!

mercoledì 21 agosto 2019

Due milioni di dominicani sono ipertesi. Pochi di meno i diabetici. Novità per i fumatori: la hooka. Alcol e bibite energizzanti


L’ipertensione arteriale colpisce il 31% dei dominicani, l’equivalente di circa due milioni di persone. Di queste il 68,5% sa di avere la malattia e il 60% è sottoposto a trattamento. C’è quindi un 40% che non riceve alcuna cura.
Le donne sono leggermente più colpite con un 33%, il che si spiega per il fatto che hanno un maggiore indice lipidico corporale per cui sono  più obese.
Questi dati sono il risultato di un'investigazione fatta dalla società Dominicana di Cardiologia, finanziata dall'assicurazione nazionale della salute (SENASA) per determinare  la prevalenza e l'incidenza dei fattori di rischio di malattie cardiovascolari nella Repubblica Dominicana.
L’applicazione metodologica è stata a carico dell’impresa di sondaggi Gallup e il campione è stato composto da 2015 persone.
A livello nazionale il team di investigazione è stato diretto dal dott. Donaldo Collado presidente della società dominicana di cardiologia e il costo è stato di circa 2,6 milioni di pesos.
Lo studio ha evidenziato anche che esiste una percentuale di diabetici del 25%. C'è da evidenziare che il 10% di questo 25% sa di essere affetto dalla malattia e il restante 15% no.
Le donne rappresentano anche qui una quota leggermente maggiore. il diabete è più frequente a partire dai 45 anni. All'origine della malattia spesso c'è il sedentarismo. Il 50% dei diabetici è anche iperteso.
Altre rilevazioni
Il consumo di alcol nel paese è di circa 7 litri di alcol puro pro-capite all’anno, occupando nella relativa classifica così la RD l'ottavo posto tra i paesi dell'America Latina. Al primo e al secondo posto si trovano il Paraguay e il Brasile (8,8 e 8,7).
Si calcola che il 70% degli incidenti stradali in RD sia dovuto alla guida sotto gli effetti dell'alcol. Al di là degli incidenti, l'alcol è la causa ogni anno del 7,6% dei decessi tra gli uomini e del 4% tra le donne.
Le bibite energizzanti si vendono per oltre 36 milioni di litri e la parte del leone la fa la colombiana Vive 100 che ha superato di gran lunga la famosa Red Bull austriaca. Il suo maggiore pubblico sono i giovani. La bevono per mantenersi svegli e per avere maggiore resistenza. Insieme all'ingestione di alcol o di altre droghe queste bibite possono avere ripercussioni sul sistema nervoso centrale e sulle funzioni cardiache e possono anche provocare la morte.
Il 12% dei dominicani fuma. In grande prevalenza lo fanno persone maggiori di 40 anni. Esiste però un crescente consumo di hooka tra i giovani dai 18 ai 24 anni di età. Questo dispositivo e i suoi ingredienti oltre agli effetti sul cuore possono trasmettere malattie contagiose.
Per il cardiologo la nuova tipologia di fumo è preoccupante e porta a un maggior numero di casi patologici e a problemi finanziari per i gestori della salute per cui deve essere oggetto di grande attenzione.