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martedì 12 febbraio 2019

Laguna Dudú: Carlo Basso, un sub esperto tradito forse da un’eccessiva sicurezza



Un ligure, Carlo Barbieri e un veneziano, Carlo Basso. Ecco spiegata la loro passione per il diving. Carlo Barbieri, di Levanto in provincia di La Spezia e Carlo Basso, veneziano di nascita, risiedeva a Lavagna in provincia di Genova.
Il 44enne veneziano Carlo Basso era arrivato a Santo Domingo nei primi giorni di febbraio, la prima vacanza che si concedeva dopo molto tempo in cui aveva dedicato la sua vita al lavoro. Nato alla Cipressina, un quartiere della terraferma veneziana, Basso si era trasferito in Liguria più di una decina di anni fa. Faceva l’istruttore subacqueo e gestiva un’attività con corsi di diving, garantendo immersioni in sicurezza.
Gli amici infatti lo ricordano come un professionista molto esperto e premuroso, anche per questo ha potuto immergersi nella laguna dove l’accesso è concesso solo in seguito alla presentazione di una certificazione che attesti l’addestramento idoneo e solo dopo il noleggio di un’attrezzatura particolare per quel tipo di immersioni.
L’eco della scomparsa è arrivato ieri anche a Mestre, tanto che in serata nella chiesa della Cipressina si è tenuta una veglia di preghiera organizzata dalla comunità che il mestrino frequentava prima di trasferirsi in Liguria.
Da giovane frequentava gli scout, giocava a football americano negli Islanders Venezia, aveva anche due figli, poi si è trasferito all’estero prima di ritornare in Italia. Negli ultimi mesi aveva cambiato attività e lavorava come collaudatore presso il Sundeck Yachts riuscendo così ad organizzare la tanto agognata vacanza assieme all’amico che viveva da tempo in Repubblica Dominicana dove faceva l’imprenditore edile.
Carlo Basso ha un fratello sacerdote della Diocesi di Venezia che opera da anni nella missione di Ol Moran in Kenya. «Mio fratello era un bravo istruttore, ma non conosceva la zona, forse è stato un azzardo immergersi in quel lago, almeno da quello che ci raccontano le autorità del posto», spiega don Giacomo dal Kenia. Le lagune infatti sono due, collegate da un circuito di tunnel in profondità, alcune sono particolarmente pericolose tanto che alla più grande è posto il divieto di avvicinamento a cinquanta metri.