Cerca nel blog

lunedì 6 novembre 2017

Ambasciata: governo dominicano e chiusura, paradisi fiscali e burocrati, soldi sì, soldi no, priorità



Governo dominicano e chiusura della nostra ambasciata
Lo sapevate che il governo dominicano per manifestare il suo malumore per la chiusura dell’ ambasciata italiana è giunto a minacciare di trasferire a La Valletta a Malta la sua ambasciata e il suo Ambasciatore a Roma e di fare altresì partire dall’Aeroporto di quell’isola tutti gli aerei che ogni anno portano circa 100 mila turisti italiani a trascorrere le loro vacanze nella ridente Repubblica caraibica?

Paradisi fiscali. I funzionari della Farnesina sono autorizzati a esternalizzare servizi alle società offshore
Scoppia un altro scandalo legato ai paradisi fiscali e ai conti che in questi dei personaggi noti intrattengono con società offshore. La Farnesina ne esce ancora una volta indenne. Eppure senza andare tanto lontano il servizio visti della Repubblica Dominicana è stato esternalizzato a una società avente sede nelle Isole Mauritius.

Onestà dei funzionari della Farnesina? Forse, ma pelo sullo stomaco, tanto…
Non sono sicurissimo che i funzionari della Farnesina siano onesti anche perché nel loro modo di operare manca spesso la trasparenza. Di quello invece di cui sono certo è che hanno il pelo sullo stomaco. Hanno proposto la chiusura di un’ambasciata come la nostra per motivi di risparmio, che invece si autofinanziava, con il numero di residenti di gran lunga più numeroso del Centro America e Caraibi, sottomettendola a un’altra ambasciata meno importante a due ore di volo e compromettendosi a mantenere l’invarianza dei servizi! Ma non basta, sono passati subito all’azione secondo lo stile di Giulio Cesare: veni, vidi , vici ed erano determinati a vendere i beni demaniali sul territorio dominicano. Meno male che i vertici della Casa de Italia, li hanno opportunamente dissuasi… con minacce di denunce penali!

La ripicca dei burocrati potenti
Ma i potenti non si arrendono facilmente. La sede dell’ambasciata una volta che ne è stata annunciata la riapertura non è stata oggetto di ammodernamenti e ristrutturazioni. Tant’è che ora si rende necessario il trasloco. Dopo 120 anni abbandoniamo quindi i beni immobili donatici da Angiolino Vicini Trabucco. Che si voglia con un colpo di mano, prima della disfatta scontata delle prossime elezioni, svendere una volta per tutte i beni demaniali?

Soldi sì, soldi no…
È un errore sostenere che la mancata erogazione dei servizi consolari dipenda dalla carenza di risorse. Questa invece a ben vedere è legata a scelte ben precise. La spesa del personale attualmente supera di un buon 30% quella sostenuta quando i servizi consolari venivano erogati in giornata. Manca il personale meno costoso, quello locale a contratto, c’è invece un diplomatico e qualche funzionario di ruolo in più. Ci sono poi soldi per l’affitto, l’arredamento e l’allestimento della nuova sede e sono in programma degli interventi di tutto riguardo di cooperazione internazionale a favore della Repubblica Dominicana. Più soldi di così!

Priorità dell’ambasciata

Nell’incontro di Las Terrenas le priorità espresse dall’ambasciatore sono state il rilascio dei passaporti e l’assistenza ai connazionali. Nell’incontro di Bayahibe invece, il rilascio dei passaporti e le iscrizioni all’AIRE. Si nota un certo miglioramento direi, ferma restando l’assistenza ai connazionali ovviamente. Chissà perché non si riesce a conoscere la cifra esatta degli iscritti all’AIRE: il segreto meglio custodito!