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sabato 4 novembre 2017

La Farnesina e la Banda Bassotti. Cosa ci attendiamo da coloro che verranno eletti alle prossime elezioni nella Circoscrizione Estero


I tempi sono cambiati. I connazionali residenti all’estero non vogliono essere rappresentati da parlamentari fighetti che non si sbottonano mai,
che adottano un profilo basso perché non avrebbero dovuto esserci lì (in parlamento) perché il voto all’estero per tanti è un’aberrazione;
che al massimo si fanno un selfie sorridenti con il premier e poi null’altro;
che si ritengono fortunati e tacciono, assecondando sempre il loro partito di turno, perché questo sì, alcuni si spostano come banderuole da un partito all’altro;
che a un anno dalla fine della legislatura scrivono rispettose lettere aperte a funzionari e governanti i quali per la loro disinvoltura nella gestione della cosa pubblica, farebbero impallidire la Banda Bassotti;
che presentano interrogazioni parlamentari attenti a non alzare troppo i toni, temendo forse di essere poi snobbati.
Gli eletti nella Circoscrizione Estero dovranno essere convinti di avere un ruolo diverso, di dover vigilare su un ministero, il MAECI che viene gestito in modo non trasparente, che non ha soldi per la rete diplomatica, ma che ne ha in abbondanza da regalare ai paesi in via di sviluppo anche ai più corrotti del mondo.
Ecco le cifre che otto paesi tra i dieci più corrotti del mondo hanno preso nel 2016
Paese
Impegni 2016 in euro
Erogazioni 2016 in euro
Afghanistan
19.777.831
23.880.889
Iraq
6.593.195
13.874.583
Siria
12.350.000
12.578.346
Somalia
10.760.000
11,328.239
Sud Sudan
4.440.525
  5.062.001
Libia
3.090.000
   4.190.000
Sudan
3.310.635
   4.178.989
Yemen
1.500.000
   1.500.000

E ora dietro le quinte si sta preparando la finanziaria per il 2018, un colpo di coda degli anti italiani al governo dal 2011 prima della presumibile disfatta alle prossime elezioni?

E alla Farnesina si sta decidendo quanto andrà ai paesi del terzo mondo a titolo di cooperazione internazionale e quanto alla rete diplomatica. Dei tre miliardi ricevuti l’anno scorso dalle casse dello stato, solo 900 milioni sono andati alla rete diplomatica, il resto, tutto alla Cooperazione Internazionale.
Addirittura c’è stato un supplemento di 200 milioni destinato all’Africa per arginare, peraltro senza esito positivo, l’esodo dei “rifugiati” verso l’Europa.
Una presa in giro dietro l’altra… Milioni per lo sviluppo del terzo mondo… e intanto le nostre rappresentanze diplomatiche languono, non possono erogare i servizi ai connazionali residenti all’estero per mancanza di personale e di fondi. Da quel lato siamo dei barboni, questa è anche la figura che abbiamo fatto qui ad esempio nella Repubblica Dominicana nei confronti degli oriundi e degli stessi dominicani con la chiusura a suo tempo della nostra ambasciata. Da un lato, sì, proprio dei barboni, che tendono la mano chiedendo l’elemosina alle altre rappresentanze diplomatiche dell’Unione Europea e che pretendono comprensione perché devono risparmiare, che si lamentano…, ma dall’altro, dei nababbi disposti a elargire milioni a fondo perduto…
E sì perché la novità è proprio questa. L’Italia ha un progetto ambizioso di aiuti alla Repubblica Dominicana. Lo ha svelato a un gruppo di parlamentari dominicani lo stesso ambasciatore Andrea Canepari e il tutto è trapelato attraverso i media. Peccato che i dominicani vedano il progetto con scetticismo…

La gestione della Farnesina non è stata per niente trasparente negli ultimi anni. Anzi direi che se alla guida della Farnesina ci fosse stata la Banda Bassotti, in fatto di trasparenza non ci sarebbero sostanziali differenze:
chiusura di sedi secolari e vendite a prezzi stracciati di beni demaniali, esternalizzazioni a società off-shore, scandali visti finiti in un nulla di fatto, giri di soldi per la fissazione degli appuntamenti online, la cui disponibilità si apre e si chiude in orari improbabili…
La Farnesina è forse un feudo della Banda Bassotti, dove l’impunità è garantita per mancanza di controlli giudiziari e di polizia?

Ci attendiamo allora dai parlamentari eletti nella nostra circoscrizione un atteggiamento diverso, di contestazione, di critica, di comunicazione alla stampa, di segnalazione alla magistratura se del caso. Ci aspettiamo un vero e proprio lavoro soprattutto dai parlamentari, ma non solo. Anche dai membri del Comites e del CGIE ci aspettiamo di più. Vogliamo soprattutto meno lecchinaggio e più protagonismo da coloro che ci rappresenteranno a tutti i livelli.