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domenica 5 novembre 2017

Illio Capocci l’eroe italiano caduto per la Repubblica Dominicana. Nel cimitero di Ciudad Nueva gli è stata riservata una degna tomba


Mi sono recato al cimitero dell’avenida Independencia  dove riposano i resti del nostro connazionale Illio Capocci, eroe della Guerra de abril. Volevo rendermi conto di persona del trattamento riservato al nostro connazionale dopo la sua eroica immolazione nell’importante evento storico combattendo a favore di una patria non sua.
Il cimitero è stato chiuso nel 1942 ed è stato riaperto nel 1965 per dare sepoltura, soprattutto in fosse comuni, quindi anonimamente, ai numerosissimi caduti della guerra, per lo più combattenti costituzionalisti, vittime di combattimenti contro forze immensamente superiori, immolatisi per un’idea, quella del patriottismo.
Conquistato da questo amore per la patria, Illio Capocci, non dubitò un istante da che parte schierarsi. Del resto i “suoi” uomini rana o sommozzatori, soldati valorosissimi, superiori in abilità e preparazione al combattimento agli stessi marine americani e a tante truppe scelte europee avevano optato in larghissima maggioranza per quella stessa strada. Su oltre 4.000 candidati selezionati con cura, soltanto 107 divennero uomini rana. E di questi 100 abbracciarono la causa dei costituzionalisti. Ognuno di loro valeva un reggimento, in quanto era in grado di recare danni ingenti alle truppe nemiche. Del resto Illio nel suo “curriculum” di soldato vantava anche l’affondamento nel porto di Gibilterra durante la seconda guerra mondiale, di diverse navi inglesi insieme ad altri sommozzatori e tutti riuscirono a fuggire senza subire perdite.
Illio si guadagnò nella Repubblica Dominicana il rispetto che merita un eroe. Tra poco ci sarà una strada a suo nome. Con l’occasione qualcuno di noi sarà lì. Non è giusto che in un periodo come questo dimentichiamo il messaggio che la sua immolazione continuerà sempre a trasmettere a dominicani e italiani. La patria va difesa, la vita è un equo prezzo per la patria. Ci rimise la vita, ma in un certo senso diventò immortale.
Con grande rispetto, gli venne riservata una delle tombe migliori. Ne siamo fieri!
La targa del suo nome è piccola e quasi nascosta dietro un albero. E quando entrai nel cimitero pensai che trovare la tomba sarebbe stata un’impresa difficile. E allora chiesi tanto per avere un orientamento al guardiano dove fossero sotterrati gli eroi della Guerra de abril e con mia grande sorpresa il primo nome che questi riferì fu proprio quello di Illio Capocci.
Non sappiamo di dove fosse. C’è stato però un eroe della prima guerra mondiale, Teodoro Capocci, medaglia d’oro al valor militare che era di Lioni in provincia di Avellino del quale si disse: «Educato al culto della Patria, informò ad esso ogni suo atto e per esso divenne esempio insigne di cosciente audacia e di ogni altra più bella virtù militare, di cui dette prova costante negli aspri e sanguinosi combattimenti, ai quali prese parte.»
Invece le ultime parole di Illio furono: «L’uomo non sa quando né dove nasce, ma può decidere quando e perché morire. Io rimango.»

Vogliamo sapere di più di Illio Capocci. Ci dobbiamo dare da fare per questo. Di dov’era esattamente? Ci sono dei suoi discendenti? Un po’ alla volta ricostruiremo la sua biografia. Spetta a noi suoi connazionali venire a conoscenza di tutto. In fondo siamo i suoi parenti più stretti…