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giovedì 9 novembre 2017

Rapporto della commissione esteri dell’8 novembre 2011: si dibatte anche sulla carenza cronica del personale delle sedi diplomatiche


La Commissione esteri ha approvato un rapporto destinato alla Commissione bilancio che sta esaminando il DDL relativo alla finanziaria 2018.
Per quel che riguarda l’ambasciata  di Santo Domingo essa viene citata nell’articolo 33 del DDL che prevede “un incremento di 100 unità del contingente di dipendenti a contratto a legge locale che andranno a rafforzare gli organici di sedi esposte a situazioni di emergenza (Venezuela, Regno Unito), impegnate in aree di interesse strategico per la sicurezza e la crescita o di nuova apertura  (Conackry,  Niamey, Santo Domingo)”. Quindi da questo punto di vista veniamo espressamente inclusi nella finanziaria. Una parte di queste 100 unità  verrà destinata ovviamente alla nostra ambasciata per risolvere i nostri problemi di arretrati e di impossibilità di far fronte all’impegno dell’erogazione dei servizi consolari. Un numero di dipendenti a contratto che secondo le dichiarazioni del nostro ambasciatore dovrebbe essere di sette unità. Si spera invece che si superi la decina in modo da ripristinare la situazione dell’ambasciata nel periodo precedente la chiusura.
La carenza cronica del personale è stata oggetto di un dibattito al quale hanno partecipato i senatori Claudio Micheloni (PD) e Claudio Zin (MAIE).
Al riguardo Micheloni ha fatto presente l’insufficienza di personale nelle sedi consolari e ha chiesto uno sforzo addizionale per assicurare nuove assunzioni di funzionari di ruolo che garantiscano agli uffici della rete diplomatica di poter soddisfare almeno parzialmente le esigenze delle comunità italiane all’estero. Micheloni ha sostenuto poi che verranno avanzate proposte normative finalizzate tra l’altro a rendere obbligatoria una verifica della conoscenza linguistica dei richiedenti la cittadinanza. Si sta prospettando quindi un restringimento dell’accesso alla cittadinanza italiana da parte degli oriundi. Al riguardo Amendola ritiene che attraverso questa modifica legislativa eventuale e la conseguente limitazione del numero delle richieste di cittadinanza, si potrebbe alleggerire la pressione sulla rete consolare. Una posizione quella del sottosegretario alquanto discutibile.
Amendola ha accennato anche alla riduzione delle spese “per effetto del turn-over negativo del personale di ruolo e delle altre spese di funzionamento a causa dei ripetuti tagli lineari e in particolare sui consumi intermedi disposti dai provvedimenti di contenimento della spesa degli ultimi anni”.
Del turn-over negativo ne sappiamo qualcosa. Secondo quanto riferito dal nostro ambasciatore a Las Terrenas, il numero dei funzionari di ruolo è diminuito negli ultimi anni del 20% a seguito della mancata indizione di concorsi per nuove assunzione. Una volontà di risparmio che non si riscontra negli altri capitoli di spesa e che anzi si ribalta di fatto quando ci si sposta sul campo della cooperazione internazionale e delle regalie ai paesi del terzo mondo ivi inclusi i paesi più corrotti del mondo.
Interessante il tema affrontato dal senatore Claudio Zin del MAIE che ha lamentato anche lui la cronica insufficienza di personale presso la rete consolare all’estero, in particolare nelle situazioni di straordinaria difficoltà quali quelle vissute in Venezuela e ha sollevato alcune riserve in merito alla destinazione delle risorse provenienti dai contributi tariffari per l’ottenimento della cittadinanza. Si sa, infatti, che soltanto un terzo della tariffa (300 euro) prevista per la richiesta di cittadinanza viene devoluta alla sede diplomatica alla quale questa è stata versata.
Sulla carenza di personale delle strutture diplomatiche all’estero Amendola ha evidenziato che in questo disegno di legge sono state previste importanti risorse per l’assunzione di personale amministrativo che dovrà assicurare il supporto al personale diplomatico nell’espletamento dei rilevanti compiti spettanti alle nostre rappresentanze all’estero le quali “lavorano con abnegazione e non meritano le manifestazioni di protesta che talvolta si sono verificate”. Amendola ha fatto riferimento implicito quindi alle proteste che sono state organizzate nelle diverse sedi diplomatiche recentemente ad esempio il 7 aprile e poi non tanto tempo fa a San Paolo il 22 ottobre scorso di fronte al Consolato Italiano di San Paolo. Manifestazioni di protesta organizzate e sostenute tutte pienamente dal MAIE. Il senatore Zin al riguardo ha replicato che queste proteste hanno avuto il solo obiettivo di sensibilizzare il ministero. Al che Amendola ha assicurato il forte impegno del governo per il rafforzamento delle strutture diplomatiche.
Per il resto non ci dobbiamo attendere granché da questa finanziaria targata PD agli sgoccioli della legislatura e con prospettive di subire una clamorosa debacle alle prossime elezioni.
Il MAECI continuerà a gravitare per lo 0,4% sul bilancio dello Stato. Una percentuale irrisoria di gran lunga inferiore a quella degli altri Paesi che contano, dei quali l’Italia continuerebbe a far parte, forse.

Nel  2018 verranno erogati al MAECI  2.588 milioni di euro contro i 2.612 milioni del 2017. L’impegno sul fronte della cooperazione internazionale verrà incrementato per cui la situazione non cambierà. Oppure qualcuno si aspettava che le cose sarebbero andate diversamente?