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sabato 26 agosto 2017

Condannato a 20 anni l'investitore italo-canadese Antonio Carbone. Ha acquistato 12 casinò in RD. Altra storia di ordinaria ingiustizia.




L'investitore italiano incarcerato e condannato a 20 anni per un tentato omicidio tirato per i capelli ci rimette i 100 milioni di dollari investiti. Viene da dire ai potenziali investitori parafrasando Dante: "Lasciate ogni speranza voi che entrate".
L'imprenditore italo-canadese, Antonio Carbone arrivato in Repubblica Dominicana nel gennaio 2011 come investitore ha iniziato a visitare i casinò che erano in vendita in tutto il paese.
Il 27 aprile 2011 è stata costituita la società Dream Corporation con tre azionisti, Antonio Carbone (42,5%), Francesco Carbone (42,5%) e Andrew Michael Pajak (15%). Nel maggio 2011, la Dream Corporation ha costituito una società denominata Dream Casinos SRL, acquistando un totale di dodici casinò entro il termine di un anno.
Nel marzo 2012, è stata costituita anche la Dream Sports DCC, SRL e sono stati acquistati 200 banchi sportivi. e 1.000 banchi di lotteria, creando oltre 3.500 posti di lavoro.
Tra maggio 2011 e dicembre 2012, la Dream ha investito più di 100 milioni di dollari nella Repubblica Dominicana, inviati tramite trasferimenti della Royal Bank of Canada.
Dal maggio 2011, i suoi principali azionisti, Antonio e Francesco Carbone, operando con l'impresa Dream con l'assistenza di 32 direttori, hanno convertito Dream nel consorzio giochi più grande nella storia della Repubblica Dominicana.
Il 31 ottobre 2013, i fratelli Carbone sono diventati vittime di una cospirazione per appropriarsi abusivamente della Dream Corporation. Pavle Kolic con un mandato di rappresentanza rilasciato dall'azionista di minoranza Andrew M. Pajak, ha occupato gli uffici di Dream a Santo Domingo con 20 uomini armati e ha preso possesso illegalmente degli uffici di Dream Sports e Dream Casinos.
Immediatamente dopo, Antonio Carbone e suo fratello Francesco hanno avviato un'azione giudiziaria per togliere Pavle Kolic dagli uffici; il ricorso è stato vinto il 3 dicembre 2013.
Purtroppo, i fratelli Carbone hanno dovuto attendere quasi due mesi affinché la Procura della Repubblica potesse autorizzare la forza pubblica per entrare negli uffici.
Il 31 gennaio 2014, Antonio Carbone si è reso conto che era stato vittima di un furto miliardario. Entrando negli uffici della Dream ha constatato che Andrew Pajak, Pavle Kolic, Eden Z. Kremblewski e i suoi associati avevano rubato tutto all'interno dell'edificio, compresi milioni in contanti, mobili, apparecchiature server, terminali di lotteria e persino i servizi igienici.
Il 4 marzo 2014, i fratelli Carbone, in seguito a questo incidente hanno avviato un'azione giudiziaria contro Andrew Pajak, Pavle Kolic e altre cinque persone.
Dai tribunali canadesi sono state fornite prove che Andrew Michael Pajak ha corrisposto ai suoi associati Pavle Kolic e Brenda Kover USD$650.000 per occupare gli uffici di Dream il 31 ottobre 2013. Dal 2014, i fratelli Carbone hanno in corso battaglie legali a non finire nei tribunali del Canada e della Repubblica Dominicana, al fine di recuperare la Dream Corporation e i loro investimenti.
Il 30 maggio 2014, Antonio Carbone ha ottenuto un'ordinanza giudiziaria civile nella Repubblica Dominicana, dove un amministratore giudiziario è stato nominato per gestire la Dream Casinos, e il 25 novembre 2014, un'altra ordinanza giudiziaria civile è stata ottenuta, che confermava che i Carbone potevano riprendere possesso di Dream Sports DCC, S.R.L., la società che gestiva i banchi sportivi e di lotteria.
In un periodo di un anno i fratelli Carbone hanno ottenuto quattro ordinanze giudiziarie per recuperare la Dream, una in Canada e tre nella Repubblica Dominicana.
Tutte queste ordinanze giudiziarie confermano che Antonio e Francesco Carbone sono gli azionisti di maggioranza di Dream Corporation con un 85% delle azioni. Come è stato dimostrato, Antonio Carbone non è un uomo violento; è un uomo d'affari che si attiene alla legge e che lotta per i suoi diritti presso i tribunali, non sulla strada come un criminale.
Il 25 gennaio 2015, Antonio Carbone è diventato l'ennesima vittima della corruzione nella Repubblica Dominicana. È arrivato all'Aeroporto di Punta Cana, alle ore 19:00 e, superato il check-in per il volo delle ore 21:00 a Toronto, in Canada, non immaginava che circa alle 19:30 sarebbe stato arrestato, senza un ordine di cattura da un ufficiale della polizia, e che questo sarebbe stato l'inizio di un complotto per toglierlo di mezzo, al fine di appropriarsi dei suoi investimenti nella Repubblica Dominicana.
L'ordine di cattura è stato emesso alle ore 22:51: un arresto quindi illegale.
Fernando Báez, persona che lavora per Andrew Pajak, ha sostenuto che i fratelli Carbone avevano incendiato la propria autovettura in un tentativo di omicidio nei suoi confronti, storia  piena di contraddizioni e che in nessun modo si ricollega ad Antonio o a Francesco Carbone. Tuttavia con l'aiuto della Procura e del suo avvocato, Abel Rodríguez del Orbe, che ha in passato già svolto la funzione di procuratore e che esercita non poca influenza sul sistema giudiziario della Repubblica Dominicana, sono riusciti a mantenere Antonio Carbone in carcere, interrompendo le sue udienze e revisioni e ostacolando le possibilità di modifica della misura di reclusione.
Hanno ricusato i giudici e le loro decisioni al fine di ritardare il processo, rendendo impossibile per Antonio Carbone avere la revisione spettantegli di 3, 6 e 9 mesi e le sue udienze sono state posticipate per oltre 17 volte, evidenziando un abuso di potere totale.
Il principale PM incaricato delle indagini di questo caso, Isidro Vázquez Peña, è stato accusato di corruzione e attualmente è agli arresti domiciliari per altri casi, e l'altro PM nel caso di Antonio Carbone è stato accusato pubblicamente e gli avvocati stanno chiedendo alla Procura di avviare un'indagine, poiché ha partecipato in una frode simile nella quale la vittima è stata un canadese.
L'accusa dei PM contro Antonio Carbone è piena di menzogne e contraddizioni, e la maggioranza dei testimoni presentati da Fernando Báez sono pagati e attualmente stanno lavorando per lui.
Un uomo innocente è stato accusato e incarcerato per un reato che non ha mai avuto luogo perché Fernando Báez, manager della Dream Casinos s'è inventato un complotto per prendere il controllo della compagnia e ha appiccato il fuoco alla sua Jaguar 1999, facendo credere che i fratelli Carbone erano stati i responsabili. E invece i Carbone non solo non avrebbero avuto motivo per farlo, ma non avevano né visto il Baez né parlato con lui da oltre un anno.
Ora Fernando Báez è diventato da manager di società a comproprietario delle aziende dei casinò di cui è entrato in possesso dopo che Antonio Carbone è stato innocentemente incarcerato per oltre un anno.
Fernando Báez era già impiegato in Casinos Diamante da circa 25 anni; Oggi, questa società ha rilanciato illegalmente dieci Casinos Dream che operano con il suo aiuto.
Antonio Carbone e la sua famiglia sono stati truffati nell'entità di 45 milioni di dollari investiti nei casinò da un azionista di minoranza della Dream, Andrew Michael Pajak, e da Fernando Baez.
Il 19 febbraio 2015 è stato pubblicato un articolo nel giornale "Hoy" in cui Antonio Carbone ha riferito che si è trattato di una cospirazione per derubarlo della Dream Casinos.
Andrew Michael Pajak e un'altra persona, alla quale ha conferito un mandato di rappresentanza illegale, Ed Kremblewski, hanno anche frodato Antonio Carbone e la sua famiglia per oltre 55 milioni di dollari del loro investimento in banchi sportivi e di lotteria da quando Antonio Carbone è stato incarcerato.
Il sig. Kremblewski ha sottoscritto illegalmente contratti come amministratore per vendere banchi a un'impresa denominata Washington Heights, in violazione delle ordinanze dei tribunali della Repubblica Dominicana e del Canada.
Questa persona rappresenta anche Washington Heights SRL come amministratore. Ha venduto quindi i banchi all'impresa in cui lavora, dimostrando e confermando il dolo.
Il rapporto della polizia conferma che non c'è stata alcuna esplosione dell'autovettura e che la vita del sig. Fernando Baez non è mai stata in pericolo e che nessuno ha cercato di ucciderlo come da lui riferito ai PM.
Antonio Carbone ha chiesto al Procuratore della Repubblica e al Presidente Danilo Medina di aiutarlo a chiarire questa situazione, essendo un'innocente vittima di abusi di potere ai fini di una reclusione illegale tale da consentire lo sproprio del suo investimento di oltre 100 milioni di dollari.
Questa è una delle maggiori frodi nella storia della Repubblica Dominicana con tanta corruzione e false accuse elaborate dai PM.
Intanto ecco la notizia del giornale di oggi: "Condannano a 20 di carcere l'imprenditore italo-canadese Antonio Carbone per tentato omicidio".
Avviso agli investitori: Lasciate ogni speranza voi che entrate!