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domenica 6 agosto 2017

Servizi consolari insufficienti? Bisogna protestare, il Comites e le associazioni devono protestare. E lo dice uno dei personaggi di spicco della nostra comunità…




Sono parole del cav. Angelo Viro, vicepresidente della Casa de Italia, membro del Comites Panama e imprenditore di successo, pronunciate in un'intervista rilasciata in Messico. L'esortazione alla protesta è rivolta agli italo-messicani, ma vale perfettamente anche per noi, italiani residenti a Santo Domingo.
"Penso che bisogna protestare. Innanzitutto bisogna protestare perché spesso ci abituiamo a questo mal servizio. Ci abituiamo ad essere trattati male, ad accettare che l’ambasciatore, il console siano semidei. Sono semplicemente persone che vengono a lavorare. È inconcepibile che un consolato apra soltanto due ore al giorno. E allora quello che si dovrebbe fare è protestare. Il Comites, le associazioni che si trovano qui devono protestare. Se tutti tacciono e non si fa la protesta questa non arriva a Roma. Quando si protesta se sono presenti anche i parlamentari che l'appoggiano meglio, ma io sono convinto che anche chi viene a lavorare viene a occuparsi del servizio al pubblico. In due ore non si può ricevere nessuno. Non è possibile che si facciano due ore di sportello e, dopo, altre sette, otto ore di incartamenti burocratici. È inconcepibile e quindi protestate, protestate in modo logico e chiaro. Noi ci siamo resi conto che dovevamo protestare per ottenere certe cose, ma la protesta in fondo aiuta anche il consolato perché non si sa realmente quanto personale ci sia, perché se hanno poco personale non possono fare più di due ore, ma il consolato, l’ambasciata può anche prendere la decisione di assumere personale locale in grado di svolgere le pratiche burocratiche e di agilizzarle."
Il cav. Angelo Viro, ricordiamolo, è stato uno dei promotori del ricorso al TAR contro il decreto di chiusura della nostra ambasciata, accolto in primo grado e respinto dal Consiglio di Stato. Da queste sentenze abbiamo appreso molte cose delle quali ci potremo avvalere sempre. Un ricorso costoso pagato di tasca propria da parte dei promotori. Una dimostrazione incontrovertibile di amore verso la patria, che poi si è riconfermato in numerosi altri episodi, come ad esempio nei controlli eseguiti personalmente dell'operato del consolato onorario e della società alla quale sono stati esternalizzati i visti, sui quali si è sempre espresso senza peli sulla lingua. Angelo Viro non ha peli sulla lingua, dice le cose come sono. Gli si deve dare il merito di essersi battuto a tutto campo per la riapertura della nostra ambasciata, senza mai perdere la speranza. Ha conservato gelosamente la bandiera italiana dell'ambasciata chiusa a fine 2014 e l'abbiamo visto riconsegnarla al capo missione quando il 2 febbraio del corrente anno questa è stata riaperta. Le sue parole sono state commoventi. Un esempio da seguire, un punto di riferimento per tutti noi al di là delle idee politiche, perché è ora che capiamo che la sovranità non è in mano a chi ha il potere, ma a chi protesta, e quando una comunità, un popolo protesta "in modo logico e chiaro" non c'è governo e burocrate che tenga.
La protesta quindi secondo me è fondamentale e prescinde dalla politica e addirittura dall'appoggio di qualche politico. La protesta è sovrana, deve essere dirompente senza smettere mai di essere logica e chiara. Su questo la nostra comunità deve avere le idee chiare. Al di là del risultato elettorale delle prossime elezioni, dobbiamo imparare a protestare a tutto campo.
Invito quindi i connazionali residenti nella Repubblica Dominicana all'informazione. Se vogliamo protestare abbiamo già tantissima carne al fuoco, ma le vicende personali in questa situazione di mal servizio consolare devono essere portate alla conoscenza dei connazionali per arricchire l'esperienza di tutta la comunità.