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lunedì 7 agosto 2017

L’ambasciata si chiude a riccio, cessa ogni dialogo con i connazionali. Il Servizio Prenota online è in realtà un disservizio


Dopo qualche giorno di entrata in vigore del servizio Prenota Online, la nostra ambasciata ha affisso alla bacheca esterna di via Objío alcune precisazioni che dovrebbero fornire delle ulteriori delucidazioni a una procedura che per la verità risulta ancora alquanto nebulosa. Innanzitutto non è chiaro perché si debba ricevere il pubblico soltanto sei ore la settimana.
Un servizio dovrebbe adeguarsi alla rispettiva domanda e dovrebbe essere erogato nei tempi richiesti o altrimenti in tempi ragionevoli. Il prestatore del servizio, l’ambasciata, invece, si adegua soltanto alle esigenze discrezionali del suo organico. Come si fa con 40 ore di lavoro settimanali normali per chiunque eserciti un’attività lavorativa a ricevere il pubblico soltanto 6 ore? Mancano le risorse? Questo non sembra il problema perché sono stati elargiti nel 2016 200 milioni di euro ai paesi africani per motivarli a tenere i loro cittadini a casa, ovviamente con esito negativo, mentre 400 milioni di euro sono stati buttati via per la pace nel mondo, altro obiettivo mancato, e 900 milioni di euro sono andati a finire ai paesi in via di sviluppo, si fa per dire, perché nell’elenco dei beneficiari ci sono paesi talmente corrotti che si può solo dubitare che i fondi siano giunti a destinazione. Soldi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sia ben chiaro!
Si vuole invece evidentemente creare una situazione di disagio, un punto fermo della strategia anti-italiana dei burocrati neoliberali e catto-comunisti della Farnesina. Dalla fase di smantellamento vero e proprio siamo passati alla fase di chiusura a riccio, di arroccamento delle sedi diplomatiche. L’ambasciata appare ai connazionali come una fortezza inaccessibile. Il servizio è diventato un vero e proprio disservizio. Praticamente l’accesso al disbrigo di pratiche consolari è irraggiungibile. Mesi e mesi per avere un’iscrizione all’AIRE, una semplice, banale iscrizione all’AIRE che si poteva fare online a Panama, ora invece bisogna recarsi allo sportello dopo aver prenotato un appuntamento e siamo già praticamente al 2018. Entro 90 giorni impone la legge di recarsi al consolato a richiedere l’iscrizione AIRE se si intende rimanere nel paese estero, un diritto e un dovere del cittadino! E come si fa?
Sappiamo che la Farnesina è gestita alla garibaldina, in barba a leggi, regole e interessi della comunità italiana all’estero. Forti dubbi potrebbero anche emergere relativamente all’onestà dei burocrati che vi operano, anche perché si tratta di un settore extraterritoriale e quindi al di fuori del controllo della magistratura e della guardia di finanza. Si elargiscono fondi a paesi corrotti, si vendono beni demaniali, si privatizzano servizi a società off-shore, ma non basta, bisogna anche rendere la vita difficile agli italiani residenti all’estero!
L’ambasciata non guarda in faccia a nessuno! Sarà poi vero? I teutonici al confronto sono dei bonaccioni. Efficienza nel non fare, nel non dare, nell’essere inflessibili, ma non nel lavorare, certo questo no! Chi ha un appuntamento non si azzardi nemmeno a volerlo cambiare, malattie, lutti familiari, imprevisti gravi… nulla di fatto! Bisogna fare un’altra prenotazione e attendere altri sei o sette mesi. Una chiusura totale al dialogo.
Evidentemente il connazionale disturba, e il personale di ruolo in forza con stipendi di oltre 100.000 euro l’anno vuole stare tranquillo, senza ansie o patemi d’animo, quelli li lasciano agli italiani residenti sul posto. Figuriamoci! È come se alla bacheca affiggessero anche un cartello con la scritta “Non Disturbare”.
Urgenza? Mandate un’e-mail o spedite per posta i motivi dell’urgenza. Il tutto sarà esaminato e se verrà riconosciuta l’urgenza il connazionale verrà contattato, altrimenti nisba, si cestina il tutto e non si risponde nemmeno al povero diavolo che non saprà mai se la sua lettera è stata ricevuta, aperta e letta da qualcuno e non avrà nemmeno mai la possibilità di controbattere.

Una sola nota positiva a metà, che però si annulla immediatamente da sola. Gli ultrasessantacinquenni “over 65” sono esonerati dalla prenotazione obbligatoria. Possono presentarsi direttamente allo sportello con la documentazione necessaria per le pratiche da sbrigare. Ma se con una mano ti danno con l’altra ti levano. Infatti, la condizione “sine qua non” è che l’over 65 abbia “difficoltà nell’uso dei sistemi di comunicazione elettronica”. E quale ultrasessantacinquenne non ha difficoltà nell’uso dei sistemi di comunicazione elettronica? Non appartengono mica alla generazione dei “nativi digitali”? È previsto forse un esame dell’attitudine informatica di questi anziani? O forse il solo fatto che abbiano un account di Facebook li esclude dall’esonerazione? Si tratta poi di non oltre un centinaio di persone e molti di loro potrebbero non sopravvivere alle enormi difficoltà create dal Servizio (Disservizio) Prenota Online.