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venerdì 18 agosto 2017

Grande dibattito sullo sfratto a mano armata e senza provvedimento giudiziario del connazionale di Las Terrenas. Tanti giustificano l’illegalità…


Intorno alla vicenda dello sfratto a punta di pistola del nostro connazionale Riccardo Rigoni si è sollevato un dibattito acceso tra coloro che hanno giustificato il proprietario e hanno applaudito il suo operato e coloro invece che hanno preso le difese del connazionale.
La vicenda è stata approfondita nel senso che esisteva ovviamente un diritto di abitazione in quella casa, in forza di due contratti sottoscritti dalle parti, dallo stesso proprietario, Sebastian Egon Furstenberg e dal connazionale Riccardo Rigoni, con firme autenticate da un notaio. Questo contratto contemplava il diritto di abitazione come parte di un rapporto in cui il Rigoni assumeva le funzioni di custode adibito a diversi lavori di manutenzione e anche di ristrutturazione.
Il rapporto è durato ininterrottamente per otto anni nei quali il connazionale ha abitato in quella casa insieme alla compagna. Poi il proprietario ha deciso di interrompere il rapporto. Certamente era un suo diritto. Ha deciso di dargli una liquidazione e visto che il Rigoni non l’ha accettata, ha depositato la somma come si fa da queste parti. Certo una liquidazione di parte, mica concordata. Come dire: “Toh cane prendi questo ossicino”.
Non si tratta di un problema semplice. In base a che cosa si deve calcolare la liquidazione in una situazione del genere? Sicuramente ci sono dei criteri legali per farlo. Esistevano mille modi perché il proprietario facesse valere le sue ragioni rispettando la legge e ottenendo alla fine un provvedimento che gli avrebbe consentito di allontanare da quella casa il Rigoni. E non è che adire le vie legali potesse essere ritenuto al di fuori economicamente della portata di Sebastian Egon Furstenberg.
Invece si è preferito ricorrere all’illegalità. E qui sì che la spesa diventa elevatissima, in termini di reputazione almeno. Come fa una persona a quei livelli, di quella posizione economica, che un giorno sì e un giorno no appare sui principali giornali italiani a farsi coinvolgere in una situazione del genere?
Tanti connazionali gli danno ragione. Ha fatto bene a violare la legge per così poco? A macchiarsi di un reato per il quale qui la galera è più che sicura? Perché nella Repubblica Dominicana per mandare via qualcuno dalla casa in cui abita e non importa in base a quale rapporto, ci vuole un provvedimento giudiziario, quanto meno un’autorizzazione di un “fiscal” o magistrato di rione. E invece non c’è stato niente! Troppo costoso per un personaggio del genere ottenere un provvedimento giudiziario?
Non auguro a coloro che sostengono l’illegalità di subirla sulla loro pelle perché sono certo che è alle porte di casa loro.
C’è chi ha tagliato la luce a un inquilino moroso di una stanza ammobiliata con acqua e luce comprese nel canone di affitto e che in quello stesso giorno è stato prelevato dalla sua casa dalla polizia. C’è chi ha bloccato la porta di un altro inquilino moroso di una camera ammobiliata, non di una casa, e il giorno dopo si è dovuto recare dal “fiscal” con un avvocato, rischiando di essere incarcerato. C’è stato un avvocato che gestiva una casa con un inquilino moroso da mesi. Quando l’inquilino se n’è finalmente andato via, ha lasciato un lucchetto sulla porta e l’avvocato ha fatto passare qualche mese prima di rompere il lucchetto e lo ha fatto con un’autorizzazione del “fiscal” in mano.
Diciamoci la verità, nessuno si sarebbe azzardato a fare qualcosa del genere a un cittadino dominicano. A uno straniero lo si può fare certo, tanto non contiamo nulla, ma a un dominicano sono certo che non l’avrebbero fatto mai. Oltre venti anni di esperienza in questo paese mi hanno insegnato qualcosa!
Un personaggio come Sebastian Egon Furstenberg che si fa immischiare in una situazione di sfratto abusivo a mano armata! È vero che la realtà supera spesso la fantasia! Speriamo che il principe sappia giustificarsi in modo che questa infamia non si attacchi al suo nome permanentemente.
E se di infamia parliamo e a proposito di realtà che spesso supera la fantasia, non avrei mai immaginato che tra i nostri connazionali ci fossero tanti disposti a giustificare la violenza per risolvere un problema che invece nelle società civili è di competenza della magistratura.

Come dicevo poc’anzi comunque c’è sempre un saggio proverbio italiano che dice che “chi la fa l’aspetti.