Cerca nel blog

venerdì 17 marzo 2017

IL BANCO CENTRAL DOMINICANO INIETTA 275 MILIONI DI DOLLARI SUL MERCATO. SCARSITÀ DI DOLLARI? NO, ECCESSO DI DOMANDA... MA QUALCOSA BOLLE IN PENTOLA!




Probabilmente i media dominicani stanno sottacendo una situazione esplosiva che si sta delineando e che non è ancora emersa con forza in superficie. Il Banco Central Dominicano inietta 275 milioni si dollari nell'economia. Héctor Valdez Albizu, il suo presidente, sostiene che non esiste una scarsità di dollari sul mercato, ma nel contempo la conferma. Semplicemente secondo detto funzionario la gente sta trasferendo in dollari i suoi risparmi per delle aspettative dovute a una situazione esterna. Probabilmente Valdez Albizu fa riferimento all'aumento recente di 25 punti base del tasso di sconto USA da parte della Federal Reserve. È sensato pensare che la quotazione del dollaro aumenti a breve termine rispetto a tutte le monete e quindi anche rispetto al peso e all'euro. Normale quindi che ci sia questo spostamento attendista e speculativo dei risparmi dal peso al dollaro.
A ben vedere però non è solo a un contesto esterno che è dovuta questa attesa speculativa. C'è una situazione interna gravissima che viene poco messa in evidenza dai media e che non a caso fa venire in mente i fatti del 2003, che hanno provocato una svalutazione senza precedenti della moneta dominicana. E poi in definitiva è inutile che Valdez Albizu si nasconda dietro a un dito o che si arrampichi sugli specchi, la scarsità di dollari sul mercato, al di là delle cause che la provocano, esiste ed è incontrovertibile, che si tratti di eccesso di domanda oppure di esigenze degli importatori e di pagamenti di impegni vari dello stato in dollari.
Le cose sono tuttavia molto più complesse di quello che sembra. In effetti, c'è un contesto esplosivo dovuto al sunami Odebrecht che bolle in pentola e che coinvolge direttamente il Presidente della Repubblica. Il capo della sua campagna elettorale del 2016, Joao Santana, era un uomo di spicco di questa società che si trova ora nell'occhio del ciclone a livello mondiale per il ricorso continuativo alla corruzione dei politici per la promozione dei suoi affari. Santana è stato prelevato dalla Repubblica Dominicana praticamente dallo stesso palazzo presidenziale per finire nelle carceri brasiliane. Uomo di fiducia e vicinissimo al presidente dominicano. Il livello delle tangenti viene indicato dagli stessi corruttori in circa 90 milioni di dollari, ma c'è chi parla anche di ampie sopravvalutazioni delle opere, che sarebbero state note tra l'altro al partito di governo.
C'è una marea di gente che si sposta sulle strade con delle magliette verdi e che protesta pacificamente contro la corruzione e la relativa impunità. Ci sono oltre 300 mila firme raccolte per una contestazione tra le più massicce degli ultimi anni nel mondo. I cortei a livello nazionale sono all'ordine del giorno, talché ormai sono visti come qualcosa di normale. Si parla di impeachment e talvolta anche per assurdo di velleità rielezioniste di Danilo Medina. E secondo il presidente del senato Reinaldo Pared Pérez queste non potrebbero essere scartate. Ma la stessa importante figura politica del paese è stata recentemente chiamata a deporre su Odebrecht dal Procuratore della Repubblica. Ci sarebbe da dire che così come stanno le cose l'attuale presidente dovrebbe pensare piuttosto a finire questo suo secondo mandato che ad aspirare a uno nuovo con conseguente ulteriore modifica della costituzione dominicana: un insieme di norme che cambia troppo spesso a piacimento dei politici di turno.
Ma tutti i nodi vengono al pettine. I due colossi viola della politica dominicana Leonel Fernández e Danilo Medina sono stati messi da parte come due birilli e probabilmente la loro carriera politica è finita. Danilo Medina per Odebrecht e Leonel Fernández per le accuse di Quirino, il narcotrafficante che scontata la sua condanna negli Stati Uniti è rientrato in patria da uomo libero, rivendicando i suoi beni come se questi fossero stati acquisiti legalmente ed esigendo da Leonel Fernández la restituzione dei finanziamenti da lui erogati nella misura di circa 4 milioni di dollari in occasione delle elezioni del 2004. La prova: la disponibilità a sottoporsi alla macchina della verità... Certo che il consulente elettorale di Danilo Medina è riuscito benissimo a liberarsi dell'ingombrante figura di Leonel Fernández come avversario nelle elezioni del 2016. Peccato che il risultato finale sia stato che i due leader che avrebbero potuto garantire un'egemonia viola fino al 2030 sono finiti entrambi fuori gioco. Alla base di tutto, le ambizioni di Danilo Medina.
Così come stanno le cose fa male Valdez Albizu a ricordare i fatti del 2003 perché sta di fatto involontariamente invitando la gente a fare incetta di dollari e allora sì che ne vedremo delle belle!