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venerdì 6 ottobre 2017

I servizi consolari non sono prioritari? Evidentemente no! E le prospettive di una soluzione a questo nostro grave problema sono sempre più lontane




È evidente che sin dal suo insediamento come ambasciatore, per Andrea Canepari l’erogazione dei servizi consolari non è una priorità. Lo era per il capomissione Mauro Livio Spadavecchia che aveva fatto delle promesse concrete alla comunità italiana residente: “il 26 giugno saremo operativi, sbrigheremo prima gli arretrati, dopo circa un mese saremo aggiornati, nel frattempo avvieremo la procedura di assunzione di personale locale. Se qualcuno fra i presenti è interessato, può sin d’ora fornire i suoi dati, lo contatteremo nei prossimi giorni”. Più o meno queste sono state le sue parole. E vengono confermate nel libro di Calogero Di Gesù che riferisce testualmente quanto segue:
“La farsa si è conclusa con la nomina, il 27 gennaio 2017 del nuovo ambasciatore nella Repubblica Dominicana nella persona del Consigliere d’Ambasciata Andrea Canepari, che inizierà la sua missione con le funzioni di Incaricato d’Affari con Lettere, non avendo ancora l’anzianità nel grado per potere essere nominato con il rango di Ambasciatore. Uscendo definitivamente dal ginepraio di contraddittorie iniziative anche ufficiali in cui il nostro Ministero degli Esteri si era cacciato, in un comunicato del 1 febbraio 2017 della nuova Ambasciata, si informava che nella stessa data si era svolta la cerimonia ufficiale di apertura della nuova Ambasciata, che il Consigliere Mauro Livio Spadavecchia fungeva da Incaricato d’Affari ad interim in attesa dell’arrivo del nuovo Capo dell’Ambasciata, si preannunciava che i servizi consolari per i cittadini italiani sarebbero stati gradualmente ripristinati man mano che l’organico dell’Ufficio fosse stato completato con l’arrivo di nuovi impiegati…”
Il progetto di Spadavecchia era chiaro e rappresentava la logica conseguenza delle vicissitudini dei connazionali delle quali lui stesso era stato testimone durante il tempo di permanenza nell’isola.
Evidentemente aveva già avuto l’autorizzazione di procedere alle assunzioni del personale a contratto che avrebbe anche avuto modo di addestrare prima che l’ambasciata divenisse operativa. Era ottimista, aveva le idee chiare e ai suoi occhi tutto doveva filare senza intoppi.
A un certo punto le carte in tavola cambiano. Le assunzioni vengono bloccate. Arriva il nuovo ambasciatore. Ci sono quattro impiegati di ruolo e uno a contratto. Mancano circa dodici impiegati a contratto per normalizzare l’erogazione dei servizi. Viene instaurato il servizio Prenota Online. Le date degli appuntamenti incominciano a spostarsi velocemente di mesi. Le urgenze non sono prese in considerazione perché i canali per comunicarle vengono ignorati. Si instaura un distacco totale della sede diplomatica dall’utenza. In pochi giorni si assisteva a un capovolgimento della situazione. Evidentemente qualche direttiva dall’alto c’è stata. Ubi maior, minor cessat. Un intervento esterno gerarchicamente superiore a Livio Spadavecchia.
Si noti che il servizio Prenota Online esisteva già a Filadelfia dove il Canepari è stato console generale per quattro anni. Il giovane diplomatico non ha fatto quindi fatica a implementarlo anche da noi. Fornisce una certa tranquillità, ritmi meno intensi di lavoro. Se si pensa che durante la settimana si riceve il pubblico per solo sei ore. E le esigenze dei connazionali? Sappiamo quanto queste esigenze contassero per Livio  Spadavecchia, ma non sappiamo quanto contino per Andrea Canepari. Forse molto di meno.
Probabilmente l’ambasciatore ha presentato alla Farnesina un preventivo di spesa alquanto maggiorato rispetto al precedente, contenente ad esempio le spese di locazione della sua residenza. Nessuno si sarebbe atteso che Canepari avrebbe rifiutato di vivere nella Residenza d’Italia situata nel rione esclusivo Naco, definita lussuosa, con piscina e 12.000 mq di terreno. Aspirava a qualcosa di meglio. Ma visto il lievitare delle spese, anche perché il diplomatico ha sicuramente espresso la volontà di trasferire la cancelleria altrove, di assunzioni alla Farnesina non se ne è più parlato. E i servizi? Beh quelli evidentemente non sono stati mai ritenuti prioritari!
A quanto pare le risorse che avrebbero consentito l’erogazione normale dei servizi consolari sono state destinate a coprire impreviste e non necessarie spese di locazione.
C’è da dire inoltre che l’ambasciatore si è presentato a Santo Domingo con un portafoglio di progetti di cooperazione e quindi di erogazioni a fondo perso di tutto riguardo. Ecco quindi un’altra smentita alla mancanza cronica di risorse che non consentirebbe l’assunzione di personale sufficiente per risolvere i problemi relativi alle pratiche consolari.
Andrea Canepari recentemente ha incontrato un gruppo di deputati dominicani e ha chiesto la loro collaborazione. Ha dei progetti importanti e vuole rendersi conto delle cose di persona. Vuole visitare tutte le province della Repubblica Dominicana.
Evidentemente dei problemi dei connazionali non gliene importa più di tanto e in questo aderisce pienamente al modello di comportamento dei funzionari della Farnesina, esterofili per antonomasia, talché un paio di loro stanno ora digiunando a staffetta, una modalità inedita di digiuno, per far approvare la legge sullo Jus soli.
Qualcuno potrebbe pensare: “Ma che ce ne importa dei servizi consolari, c’è la Cooperazione internazionale italiana, ce ne sono soldi per tutti, incarichi a mani piene, l’Italia arriva nella Repubblica Dominicana alla grande!”
Beato chi ci crede perché dopo la figura pietosa della chiusura della nostra ambasciata per motivi di risparmio, la nostra credibilità è caduta molto in basso. Chi vuoi che perda tempo a dare ascolto a dei “pezzenti”, mi si scusi l’espressione, ma sono in tanti a pensarla così e a ragione, che dicono di voler regalare soldi?

E poi questo governo agli sgoccioli che vuole elargire fondi in abbondanza ai paesi del terzo mondo, non sta forse commettendo un abuso? Soprattutto se lo fa a spese della rete diplomatica e dei servizi consolari.