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mercoledì 11 ottobre 2017

Interventi interessanti a Las Terrenas: Bruno Tulissio, Cosimo Maraglino e Flavio D'Alessandro






Bruno Tulissio
Da 23 anni Bruno Tulissio si trova nella Repubblica Dominicana. È stato per 19 anni  traduttore ufficiale dell’ambasciata italiana e, secondo lui, continua a esserlo, perché non gli risulta di essere stato mai cancellato.

Un suggerimento redditizio
Ha voluto rivolgere all’ambasciatore un consiglio personale, un suggerimento redditizio: se venissero ripristinate le funzioni dei traduttori, l’ambasciata potrebbe incassare i 1500 pesos che attualmente si spendono presso gli uffici dominicani per le autenticazioni varie. Basterebbe un impiegato allo sportello che controlli le firme dei traduttori e che apponga il timbro dell’ambasciata.
Si tratta sicuramente di un consiglio valido in casi normali in cui la redditività conta. Sembrerebbe quasi che Bruno Tulissio dopo tanti anni che ha rapporti con l’ambasciata sia convinto che a questa importi qualcosa dell’equilibrio economico tra entrate e uscite. In realtà all’ambasciata e alla Farnesina non interessano le entrate perché non le vedono. Queste, infatti, vanno tutte a finire nell’ammasso dell’erario e sfuggono al loro controllo.

Attenti al terremoto
Si parla sempre di più di un fortissimo terremoto incombente su Santo Domingo. Da buona persona qual è il mio paesano Bruno, ha voluto far presente all’ambasciatore che sarebbe stato rischioso trasferirsi in uno di quei grattacieli che vanno per la maggiore. Sono costruiti bene, ma le fondamenta non rispettano i canoni di sicurezza e in caso di terremoto sarebbero destinati a crollare. Sarebbe meglio quindi se l’ambasciatore prendesse alloggio nella Residenza d’Italia e se la sede dell’ambasciata rimanesse in via Objio.
Questa posizione di Bruno ha destato l’ilarità dei presenti e mi ha fatto ricordare qualcosa di simile accaduto a Cristoforo Colombo oltre 500 anni fa. Tutti risero quando fece l’avvertimento di non avventurarsi in mare aperto perché c’era un uragano in arrivo. Partirono 30 navi e finirono tutte in fondo al mare con il carico d’oro e senza nessun superstite. Corsi e ricorsi storici? Speriamo solo che gli scatoloni con le nostre scartoffie non finiscano pure loro sotto le macerie!












Cosimo Maraglino
Un giovane connazionale molto attivo nei social, imprenditore nell’area delle impermeabilizzazioni

Visto Schengen sul passaporto dominicano

Cosimo Maraglino ha chiesto all’ambasciatore di rendere possibile l’apposizione del visto sul passaporto dominicano degli italo-dominicani. In realtà non c’è nessuna legge che lo vieta. Semmai a sconsigliarlo è il buon senso. Tant’è che Canepari ha detto che a un cittadino italiano non si può rilasciare il visto. E fin qui ci arriviamo tutti. Una risposta ovvia se fosse possibile avere il passaporto italiano, il che non è. Ma se è consentito avere la doppia cittadinanza e non esiste alcun divieto di utilizzare un documento diverso da quello italiano quando si entra o si esce dai confini nazionali, dovrebbe anche essere possibile ottenere il rilascio di un visto di ingresso su un passaporto non italiano di cui si è in possesso. Il divieto della legge di cui Canepari parla non si vede da nessuna parte, semmai si vede l’assurdità di chiedere un visto per accedere al paese del quale si è cittadini. Più assurdo ancora è invece il fatto che non si riesca ad avere un passaporto da parte della nostra ambasciata. Il Cosimo ha dato motivi di riflessione all'ambasciatore e a sua detta di dispiacere perché un genitore italiano non dovrebbe essere spinto a chiedere un visto d'ingresso in Italia su un passaporto non italiano del figlio. Oltre al rinnovato impegno di risolvere questa situazione l'ambasciatore ha anche riferito al Cosimo che avrebbe approfondito il tutto. Chissà magari i nostri connazionali italo-dominicani in breve potranno anche recarsi in Italia con il visto Schengen sul passaporto dominicano! Un’ipotesi diversa, quella cioè di avere in tempi ragionevoli il passaporto italiano mi pare remota.








Flavio D’Alessandro
Trainer e nutrizionista residente a Santo Domingo

Iscrizione all’AIRE online

Ecco una domanda che nessuno si sarebbe sognato di fare perché se una cosa è chiara è che questa iscrizione si deve richiedere attraverso la prenotazione di un appuntamento. Invece di fronte alla domanda l’ambasciatore ha tentennato, ha farfugliato qualcosa mentre pensava e alla fine ha sciolto ogni dubbio o malinteso. Ha detto di sì. Non solo è possibile la richiesta online dell’iscrizione all’AIRE, ma non è necessaria nemmeno la successiva presenza fisica allo sportello. Sarà vero? Attendiamo riscontri!