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mercoledì 5 dicembre 2018

Il governo dominicano dice no al Patto Migratorio. L'Italia non firmerà e sottoporrà l'adesione all'approvazione del Parlamento




Il Governo della Repubblica Dominicana ha deciso di non aderire al Patto globale sulle migrazioni proposto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Lo ha annunciato nella giornata di ieri il Portavoce del governo Flavio Dario Espinal.
Il presidente Danilo Medina, responsabile della politica estera dominicana, sulla base del rapporto della commissione da lui istituita a tal fine, ha deciso di non aderire al menzionato patto la cui sottoscrizione è prevista in Marocco nei giorni 10 e 11 del corrente mese in occasione di un’assemblea generale dell’ONU e di una conferenza intergovernativa sul tema.
I primi a rendere ufficiale il rifiuto all’adesione al patto sono stati gli Stati Uniti, seguiti da Ungheria, Austria, Australia, Bulgaria, Israele, Polonia, La Repubblica Ceca e Italia.
Gli italiani hanno comunicato che sottoporranno il patto all’approvazione del parlamento in quanto si ritiene che si tratti di una decisione che ha degli effetti sui cittadini.
L’ONU ha stabilito la non sussistenza di un obbligo a firmare. È stato però specificato che potrebbero esserci conseguenze per coloro che non aderiranno al patto come ad es. la perdita della credibilità internazionale.
Il patto è composto di 23 punti su temi come la prevenzione della tratta di persone a causa della migrazione, la gestione di frontiere più sicure, l’eliminazione della discriminazione e la promozione dei trasferimenti di rimesse più veloci, sicuri e a buon prezzo.
Si intende inoltre ottenere una maggiore protezione consolare, l’inclusione sociale dei migranti, il ricorso alla detenzione migratoria come misura estrema, salvaguardare vite e stabilire sforzi internazionali coordinati su migranti scomparsi.
La principale motivazione del rifiuto della Repubblica Dominicana si basa sul fatto che “l’adozione del patto genererebbe compromessi per lo stato dominicano che potrebbero restringere la sua capacità di far valere le sue norme migratorie e di implementare con efficacia le politiche migratorie che l’adempimento del patto esige.” In questo modo si è espresso il presidente Danilo Medina.
Ci sono state forti pressioni per la non adesione al patto da diversi settori sociali dominicani che vedevano in questo un attentato contro la sovranità nazionale e una breccia che avrebbe reso più agevole il flusso di migranti haitiani verso il territorio nazionale.
Tra coloro che non hanno aderito al patto è interessante la posizione dell’Australia il cui ministro degli interni Peter Dutton ha dichiarato:
“Ci assumiamo con serietà il mantenimento della sicurezza delle nostre frontiere. Non permetteremo che l’ONU o chiunque altro ostacoli il duro lavoro che viene fatto”.
E ha aggiunto che molti paesi europei stanno perdendo le loro identità nazionali a seguito dell’afflusso di milioni di immigrati indocumentati. Dutton ha affermato inoltre che “nelle future generazioni questo avrà un forte impatto su tali società.”