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martedì 4 dicembre 2018

Severino Toneatto: l’oriundo friulano ucciso a Las Terrenas. Ecco alcune rivelazioni della madre



Severino è nato a Bucarest. Sua madre è rumena, si chiama Monica Bejan. Ho avuto modo di chattare con lei ieri e dal colloquio sono emersi alcuni dati inediti.
La signora si è rivolta a me perché ha letto il post pubblicato sul Gruppo e sul Blog. “Sono disperata. Mi manca tanto mio figlio. Vorrei sapere chi ha sparato a mio figlio, ma non ho le possibilità finanziarie per affidarmi a un avvocato.”
Purtroppo per risolvere questo caso non servono né avvocati né soldi. Serve solo la buona volontà degli inquirenti e abbiamo visto che questa non sempre è scontata.
Severino conviveva con Rosiris Santana da otto mesi.
 “Non erano sposati. Lei era sposata con un altro e aveva un bambino che era in casa di Severino.”
Rosiris era incinta e ha partorito un mese dopo la morte del connazionale.
“In una settimana aveva il DNA di mio figlio e di sua figlia. Ha dato il cognome di mio figlio alla piccola. In Italia serve un mese per avere la risposta del DNA, là in una settimana?” Si chiede la signora Bejan giustamente.
Certo che qui si possono fare tante cose che altrove sembrano impossibili. La bambina porta il cognome di Severino in base a questo procedimento di riconoscimento post mortem ed eredita quindi tutti i suoi beni: una casa con un ampio terreno dove teneva quattordici cavalli, nove cani, undici moto e due macchine.
E parlando di cose che sembrano impossibili, in un periodo in cui dipendevamo dall’ambasciata di Panama, Rosiris è riuscita, in base a questo riconoscimento post mortem, a trascrivere l’atto di nascita della bambina che quindi è italiana. Inoltre ha ottenuto in tempi brevissimi un visto Schengen e si è recata in Italia.
“È venuta in Italia quando la piccola aveva un mese. E dopo niente. Non l’ho più vista né sentita. So che dopo essere ritornata a Santo Domingo è partita per gli Stati Uniti dove è rimasta.”
“Severino in Italia aveva due palestre e un’impresa di pompe funebri. Ha venduto tutto e se n’è andato con i soldi in Repubblica Dominicana”.
Praticamente ha “mollato tutto” e ha cambiato vita e dopo otto mesi di convivenza una donna fortemente sospettata del suo omicidio si è appropriata del frutto del lavoro suo senza nemmeno averlo sposato. Un cambio di vita… dalla vita alla morte! E poi questa donna ha fatto anche una capatina in Italia. Forse per verificare se c’era del patrimonio anche là da rivendicare?
“Sì. Un segno interrogativo. Perché è venuta?” Si è chiesto la signora Bejan.
Se Rosiris non ha sulla coscienza la morte di Severino, sicuramente deve essere ritenuta responsabile di falsa testimonianza visto che ha fatto arrestare consapevolmente due giovani innocenti che hanno trascorso più di due anni in carcere.
“Ho un’altra figlia, ma lui era lui. Tutti i giorni mi chiamava”. “Ultimamente mi diceva che voleva lasciare la sua compagna. Io insistevo di non farlo, visto che c’era un bambino in arrivo”.
Severino muore un mese prima della nascita del figlio che la sua donna portava in grembo. La bambina è sua figlia? Il DNA è stato fatto ed è positivo… ma è sua figlia?
“L’ho vista quando aveva un mese, non mi è sembrato che rassomigliasse a lui. Non si capiva”.
Ai tempi dell’omicidio si è parlato di un italiano che era stato incluso nelle indagini.
“Aveva un amico che si chiama Franco, è di Verona. Erano come fratelli. Lui con la sua impresa ha costruito la casa di mio figlio”.
La polizia ha sottoposto il veronese alla prova del guanto di paraffina che è risultata positiva. Lui si è giustificato dicendo che era stato a caccia.
A Franco hanno fatto la prova del guanto, agli haitiani invece no e li hanno rinchiusi in galera per due anni e ci sarebbero rimasti tutta la vita se la comunità haitiana di Las Terrenas non si fosse attivata con manifestazioni e proteste.
Franco come Wagner Vulso. Solo che Wagner Vulso per il fatto di essere risultato positivo alla prova del guanto è stato condannato a dieci anni di reclusione dopo tre anni di carcere preventivo. Due pesi e due misure.
Franco è partito per l’Italia e ora si trova nuovamente a Las Terrenas.
Una vicenda quella di Severino che non presenta misteri di sorta, bensì soltanto degli evidenti errori e omissioni nella conduzione delle indagini.
Comunque se non c’è la volontà di andare fino in fondo è chiaro che il caso non si risolverà mai.
Le indagini dovrebbero ripartire da Rosiris.
“Difficile, suo padre esercita la professione di avvocato”. Sostiene la signora Bejan.