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mercoledì 10 aprile 2024

Le nonne del clima fanno condannare la Svizzera


 


Le vediamo nella foto. Sono le ”nonne del clima” che esultano per una vittoria giudiziaria presso la Corte europea dei diritti dell’uomo che avrà sicure ripercussioni e che si aggiunge agli strumenti a disposizione della strategia della repressione climatica. Alcuni di questi strumenti vengono dall’alto, suggerite dalle élite globaliste, e si tratta di misure che rincarano i processi industriali oppure restringono le attività agricole, di allevamento e di pesca, favorendo ad esempio il consumo di insetti come fonte proteica o di colture cellulari. Altri provengono dal basso e cioè dagli attivisti climatici che bloccano le strade, imbrattano monumenti ecc. e lo fanno per convinzione o perché vengono a tal fine remunerati. A questi ultimi ora si aggiungono i “litiganti climatici” e cioè associazioni che presentano ricorsi contro lo Stato di appartenenza accusandolo di non ottemperare alle misure per la lotta al cambiamento climatico, il che rappresenterebbe una violazione dei diritti umani.

Tutte donne, età media 73 anni, appartengono all'associazione ”Klimaseniorinnen” (le anziane del clima) che conta 2.300 associate. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso da loro presentato contro la Svizzera e per la prima volta ha stabilito un nesso tra riscaldamento globale e diritti umani. La sentenza crea un precedente giuridico cruciale e apre una fase nuova nell'attivismo climatico, quello del “climate litigation” o contenzioso climatico con una probabile ondata di cause contro gli Stati inadempienti rispetto agli accordi di Parigi sul clima del 2015. Le nonne del clima hanno accusato la Svizzera di non averle protette dagli effetti negativi del riscaldamento terrestre. Secondo loro diversi studi scientifici avrebbero confermato che le donne sono più vulnerabili al cambiamento climatico rispetto agli uomini.

I giudici hanno accolto il ricorso riconoscendo che il governo elvetico non si è impegnato a sufficienza nelle politiche climatiche, ad esempio nel calcolo del limite massimo per le emissioni di gas serra, violando l'articolo 8 della convenzione Europea dei diritti dell'uomo sul diritto al rispetto della vita privata e familiare.