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domenica 13 gennaio 2019

Comunità a confronto: italiani nella Repubblica Dominicana e dominicani in Italia


Dominicani in Italia
La comunità dominicana in Italia si è incrementata molto velocemente negli ultimi decenni. Attualmente l'Italia è per i dominicani la seconda destinazione migratoria europea dopo la Spagna. Circostanza questa che si ripete nella Repubblica Dominicana dove l'Italia è il secondo stato europeo dopo la Spagna dal punto di vista migratorio anche se con ogni probabilità, visto il veloce incremento della popolazione residente italiana, l'Italia ha già superato la Spagna, piazzandosi al primo posto.
Secondo le statistiche più recenti, i cittadini dominicani iscritti nei registri consolari dominicani in Italia erano nel 2014 circa 30.000 con un incremento annuale del 10%. A questi cittadini vanno aggiunti gli italo-dominicani figli di matrimoni misti che in generale non risultano nelle statistiche dominicane, ma che hanno una notevole importanza da diversi punti di vista per le relazioni tra i due paesi, oppure le persone sposate che acquistano la cittadinanza italiana e che non figurano più nei registri della loro ambasciata.
Gli italo-dominicani nati in Italia negli ultimi trent'anni dovrebbero essere circa 40.000. I dominicani in Italia si trovano in tutte le latitudini della penisola. La colonia più numerosa e organizzata è quella di La Spezia a pochi chilometri di distanza da Genova. La cifra stimata dell'impatto demografico dominicano in Italia è quindi di 70.000 persone, cifra stimata per difetto e in pieno aumento con un tasso di crescita annuo del 10%.

Comunità italiana della Repubblica Dominicana iscritta e non iscritta all'AIRE
Il numero degli iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) della nostra circoscrizione consolare supera attualmente le 11.000 unità. In tutto il Centro America e Caraibi questa cifra non ha eguali. La circoscrizione che le si avvicina maggiormente è quella di Panama, che conta con poco più di 4.000 persone iscritte. Gli altri paesi non vanno oltre le 2.000 unità. Nella regione del Centro America e dei Caraibi esistono attualmente sei ambasciate italiane, sette ora che anche la nostra è stata riaperta: El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Costa Rica, Panama e Cuba.
Ai circa 11.000 iscritti AIRE della nostra circoscrizione vanno aggiunti altri 40.000 italiani in gran parte pensionati che vivono in pianta stabile nella Repubblica Dominicana, ma che non risultano iscritti all'anagrafe, questo per diversi motivi, ma principalmente per non perdere il loro diritto all'assistenza sanitaria italiana. Inoltre, va segnalato che visitano questo paese caraibico tutti gli anni oltre 100.000 turisti italiani.
Solo tenendo conto dei residenti ufficiali, quindi iscritti AIRE, la rappresentanza diplomatica italiana di Santo Domingo si collocava per dimensione nel 2014 tra le prime 25 del mondo. Aggiungendo i residenti non iscritti AIRE, si sarebbe piazzata tra le prime del continente americano, superata soltanto dalle grandi destinazioni di sempre dell'emigrazione italiana nel nuovo mondo.
Ma anche se il numero di italiani residenti ha in sé la sua importanza, è anche significativo il suo dinamismo demografico, vale a dire come la comunità cresce o diminuisce nel tempo. Da questo punto di vista notiamo che la cifra degli iscritti all'anagrafe residenti della Repubblica Dominicana è raddoppiata negli ultimi cinque anni. Accelerazione superata solo dal Regno Unito.
Va segnalata altresì una particolarità tra le caratteristiche degli iscritti: più della metà degli stessi nel 2014 erano minorenni. I matrimoni misti con figli aumentano vertiginosamente nel paese e in Italia. C'è una popolazione giovane di italo-dominicani che così come stanno le cose in Europa, a seguito dell'invecchiamento demografico, ha una rilevanza non indifferente e non può assolutamente non essere presa in considerazione.

Considerazioni generali
Inutile dire che l'impatto di entrambe le comunità sul PIL dei rispettivi paesi di residenza è notevole. Ad avvantaggiarsene di più è l'Italia perché le decine di migliaia di pensionati italiani che vivono nella Repubblica Dominicana, in mancanza di un trattato contro la doppia imposizione, pagano le imposte in Italia pur non usufruendo di servizi di sorta. E sono cifre di imposte introitate dall'Italia che possono facilmente raggiungere i 50 milioni di euro. 
Anche la numerosa comunità di prima e seconda generazione abitante in Italia, vi lavora e apporta a livello di PIL e di imposte e se il loro apporto non raggiunge il miliardo di euro l'anno poco ci manca. 
Altro aspetto interessante da non trascurare è che i numerosi italo-dominicani nati in Italia sono bilingui. Invece quelli nati nella Repubblica Dominicana parlano solo lo spagnolo. Una situazione che dovrebbe cambiare nel tempo... con un po' di impegno da parte nostra.
A quanto sopra si aggiunga che i rapporti tra entrambi i paesi hanno natura storica e rendono la Repubblica Dominicana una delle maggiori destinazioni dell'emigrazione italiana di tutti i tempi con circa 300.000 dominicani discendenti da italiani.

Una domanda: a chi è venuto in mente di chiudere l'ambasciata italiana di Santo Domingo? 
MA IN CHE MANI SIAMO FINITI?