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lunedì 5 novembre 2018

Chip clonati intestati a persone ignare vengono venduti per le strade in pieno giorno





Sono ritornati i “macos”. Chi l’avrebbe mai detto. Quattro anni fa è stata resa obbligatoria l’identificazione di tutti i proprietari di telefoni cellulari. A chi non procedeva a identificarsi veniva bloccata la linea. I telefonini piccoli con il chip non intestato a nessuno erano chiamati “macos” cioè rospi.
Questa obbligatorietà di identificazione è stata introdotta agli esordi del servizio emergenze del 911. Si volevano evitare le probabili chiamate fasulle che avrebbero vanificato l’utilità del servizio.
Era possibile così risalire immediatamente al proprietario del telefono.
Di conseguenza le indagini sui fatti criminosi partivano proprio dagli intestatari dei telefoni.
Oggi invece Indotel, che è l’organismo statale che vigila sulle telecomunicazioni ha allentato inspiegabilmente i suoi controlli e sulle strade in pieno giorno vengono venduti e vanno a ruba per pochi soldi le linee irregolari attraverso chip clonati.
Ai fini delle indagini criminali però continua a valere il principio che i telefoni sono intestati a soggetti identificati. Di fatto non è più così. Questo però non evita che questi telefoni vengano utilizzati per commettere reati attraverso la sostituzione dell’identità di persone inconsapevoli e che sulle carceri preventive o bolge infernali siano già finiti degli innocenti.
Questi chip sono attivati in genere a nome di adulti di età avanzata e con poca attività economica che hanno diversi numeri prepagati intestati, tutti registrati presso lo stesso dealer.
Indotel si limita a confermare semplicemente che nella sua agenda sono previsti i controlli che devono essere eseguiti per l’attivazione di cellulari prepagati.
Nessuna misura per le vendite alla luce del giorno dei chip a 50 e 100 pesos.
Non c’è comunque pietà per l’ignaro intestatario di una di queste linee coinvolto attraverso una chiamata in un caso delittuoso.