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venerdì 30 novembre 2018

Gli americani "esportano" nella Repubblica Domincana un capo della rete di narcotraffico


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Augusto “Willie” Falcon, cubano statunitense, uno dei capi della rete di narcotraffico in auge negli anni ‘80 e inizi ’90, i cui integranti erano noti come i “cowboy” della cocaina. Ha finito di scontare la sua condanna di 20 anni di reclusione ed è stato “deportato” nella Repubblica Dominicana. Gli americani deportano i naturalizzati una volta in libertà. Questo è risaputo. Il Falcon ha chiesto di non essere inviato a Cuba perché temeva per la sua vita. E allora sono stati presi accordi con la Repubblica Dominicana ed eccolo qui fra noi. Benvenuto? Non tanto!
Nel 1991 fu accusato del contrabbando di almeno 75 tonnellate di cocaina dalla Colombia verso gli Stati Uniti. Venne assolto in prima istanza perché riuscì a corrompere i membri della giuria. Nel processo di appello è stato condannato a 20 anni di reclusione che ha finito di scontare nel mese di giugno del corrente anno.
Gli americani non lo vogliono, anche se è un cittadino americano. E già… potrebbe riprendere l’attività criminale! A Cuba non ci vuole andare. Teme per la sua vita. Del resto nel suo paese di origine ha poche probabilità di riprendere il lucrativo business direttamente o indirettamente, sfruttando la sua rete di conoscenze e l’esperienza acquisita. E allora cosa rimane? La Repubblica Dominicana ovvio!