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martedì 12 marzo 2024

Cuba: due italiani litigano, uno muore

 



Il 76enne di Paola (Cosenza) Francesco Sciammarella è rimasto ucciso a seguito di una lite con il 56enne Rolando Di Gregorio di Roseto (Teramo). Secondo la stampa locale. Lo Sciammarella è stato trovato a terra con una ferita alla testa provocata da un colpo al capo con un oggetto contundente. Questo è quanto ha stabilito l'autopsia. La polizia dopo una breve indagine ha arrestato il Di Gregorio.

Il fatto si è verificato il 1 marzo, ma i mezzi di stampa locali non ne avevano fatto parola finora perché non si voleva diffondere la notizia della morte di uno straniero nell'isola. Il regime ci tiene a mantenere una buona immagine a livello internazionale. Comunque sono cose che capitano anche nella Repubblica Dominicana dove non c’è nessun regime.

Rolando Di Gregorio, l'omicida, di mestiere fa il falegname. È specializzato nella montatura di cucine, attività che svolge in parte nei Caraibi tra la Repubblica Dominicana e Cuba, e in parte in Italia. Era giunto nella provincia di Las Tunas una settimana prima e stava eseguendo dei lavori che gli erano stati affidati.



In passato aveva chiesto e ottenuto un prestito di 500 euro dal 76enne paolano che si era recato in motorino a trovarlo per escutere il credito, al che il teramano chiese ancora del tempo. Questa situazione fece andare su tutte le furie lo Sciammarella. Ne derivò una colluttazione finita con un colpo contundente alla testa che provocò una mortale emorragia cerebrale all'anziano imprenditore deceduto poco dopo in ospedale.

Il Di Gregorio sostiene che è innocente. Quando è stato tratto in arresto dalle forze della polizia locale ha esibito una ferita alla fronte, per la quale ha ricevuto sette punti di sutura, che gli sarebbe stata provocata, secondo le sue dichiarazioni, da una botta che lo Sciammarella gli avrebbe dato con il casco. Il teramano sostiene che l'anziano 76enne è caduto da solo mentre lo colpiva con il casco, sbattendo la testa contro il gradino di una scala. Del resto può dire quello che vuole, i morti non parlano e i testimoni non sono difficili da reperire nei Caraibi. Chissà, forse il De Gregorio se la caverà anche se l'esito dell'autopsia parla di colpo contundente.

Nella vicenda  è prontamente intervenuta l'Ambasciata italiana che sta seguendo con attenzione l'accaduto in stretto coordinamento con l'unità di tutela degli italiani all'estero e mantenendo contatti stretti con i familiari dei due connazionali.

Al riguardo è doveroso precisare che l'ambasciata di La Avana con 6.000 iscritti AIRE ha un personale che supera di nove unità quello dell’ambasciata di Santo Domingo dove gli scritti AIRE sono 13.100.

Morale della storia: un anziano che conosce gli italiani dei Caraibi e che è disposto a prestare soldi a chi glieli chiede sicuramente sbaglia. C'è chi dice che 500 euro è una piccola cifra. Sarà così forse in Italia, ma a Cuba si tratta sicuramente di un patrimonio.